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“La pelliccia è omicidio”: migliaia in marcia a Oslo

Peta si è unita a Noah e tanti altri gruppi per la più grande manifestazione europea per l’abolizione dell’industria che sfrutta la sofferenza degli animali

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La marcia europea contro l’industria delle pellicce

In migliaia hanno marciato a Oslo per protestare contro l’industria delle pellicce: anche i sostenitori Peta si sono uniti all’evento organizzato ogni anno da Noah nella più grande manifestazione europea sulle pellicce, brandendo cartelli a forma di volpe su cui si leggeva “La pelliccia è omicidio“.

La PETA – il cui motto è in parte “gli animali non ci appartengono per essere indossati” – ha documentato che visoni, volpi e altri animali allevati per la loro pelliccia sono rinchiusi tutta la loro vita in gabbie di metallo sovraffollate e sudicie e vengono poi uccisi tramite fulminazione, gas o avvelenamento. Numerose inchieste in allevamenti di animali da pelliccia in tanti Paesi inclusa la Norvegia, hanno smascherato prove di estrema sofferenza animale – inclusi arti mancanti, ferite infettate non curate e profondo stress psicologico.

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“L’industria della pelliccia condanna innumerevoli animali a sofferenze inimmaginabili e ad una morte atroce, spellandoli vivi, sottoponendoli a folgorazione elettrica o a calettamento – spiega Mimi Bekhechi, il direttore dei programmi internazionali di PETA -. Non vi è assolutamente alcun tipo di giustificazione nell’indossare i resti pelosi di animali torturati, e la PETA supporta la più grande marcia Europea nella sua richiesta di abolizione dell’industria”.

L’industria miete molte vittime in quasi tutti i paesi del mondo. Per esempio in Cina, – l’esportatore mondiale di pelliccia – dove milioni di cani e gatti vengono picchiati, appesi e spesso spellati vivi per la loro pelliccia, la cui etichetta viene spesso manipolata per camuffarne le origini. Animali selvatici catturati in trappole tentano di staccarsi gli arti morsicando se li per scappare e – se non muoiono per dissanguamento, infezioni o cancrene – vengono strangolati, picchiati o calpestati a morte.

PETA.org.uk


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