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La Normativa u.n.i. per il diamante tagliato: il peso e le misure

Nel primo numero di questa rivista, abbiamo visto una panoramica generale sulla normativa UNI per la classificazione del Diamante tagliato. Abbiamo ritenuto opportuno approfondire il discorso in quanto la normativa in oggetto è ancora poco conosciuta nel mondo del commercio.

Pertanto, prendendo in considerazione le 4 C, ossia le quattro caratteristiche principali del diamante così come sono largamente conosciute (peso, colore, purezza e taglio), da questo numero (e per i prossimi tre) parleremo della loro determinazione secondo la normativa, partendo dalla prima, e cioè il peso (carat) e la problematica della sua determinazione, oltre alla determinazione delle dimensioni della pietra tagliata.

Riguardo al peso, la normativa UNI precisa che il termine va definito “Massa”, che viene misurata in carati metrici, abbreviato “CT” e non “KT” come qualcuno ancora scrive; unità di misura che è equivalente a 200 mg, ossia la quinta parte di un grammo. La massa deve essere espressa quindi in carati con almeno due decimali, cioè due numeri dopo la virgola. Ovviamente è necessaria una bilancia adatta: è necessario, infatti usare una bilancia elettronica che sia predisposta alla pesatura della massa in carati metrici, con almeno tre decimali o per la pesatura della massa in grammi con almeno quattro decimali. La norma stabilisce che la determinazione della massa avvenga arrotondando la terza decimale per difetto fino all’8 e per eccesso dal 9: ad esempio un diamante che pesa sulla bilancia 0,998 carati avrà una massa dichiarata di 0,99; mentre un diamante che pesa sulla bilancia 0,999 carati avrà una massa dichiarata di 1,00 carati. È una cosa molto importante da osservare poiché fino a poco tempo fa, l’arrotondamento era fatto per difetto fino al 6 e per eccesso dal 7 in poi; cosa questa che è diventata procedura commerciale abituale e a tutt’oggi viene ancora erroneamente usata.

Riguardo alla determinazione delle dimensioni, la normativa U.N.I. prevede che queste siano espresse in millimetri con almeno due decimali. Nella classificazione verranno espresse le tre misure in sequenza che caratterizzano la pietra, cioè larghezza, lunghezza ed altezza, dove nelle forme rotonde od ovali la larghezza e la lunghezza sono rappresentate dagli assi o dai diametri minimo e massimo. Le misure devono essere rilevate con un micrometro che abbia la possibilità di lettura del centesimo di millimetro. Ideali sono i calibri tipo Leveridge elettronici.


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