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La Ngo canadese Impact lascia il Kimberley Process

Membro fondatore in rappresentanza della società civile, ha annunciato la decisione durante la Plenaria dei giorni scorsi. La motivazione: “Il sistema ha perso la sua legittimità”

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Si è chiusa il 14 l’assemblea plenaria del Kimberley process in Australia e si è conclusa con un importante abbandono. Uno dei membri fondatori, rappresentante della società civile, la Ngo canadese Impact, ha annunciato l’intenzione di abbandonare lo schema per la certificazione dei conflict diamonds noto come Kimberley Process. La comunicazione è arrivata durante la sessione finale, quando i membri dovevano discutere e adottare le necessarie riforme del processo.

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Joanne Lebert

“Ai consumatori viene venduto qualcosa che non è reale – ha detto Joanne Lebert, direttore esecutivo di IMPACT -. Il processo di Kimberley e il suo certificato hanno perso la sua legittimità. I controlli interni ai quali i governi si conformano non forniscono la prova della tracciabilità e della dovuta diligenza necessarie per garantire una filiera di diamanti pulita, senza conflitti e legale”.

IMPACT aveva chiesto di apportare importanti riforme per ridare legittimazione allo schema dopo che la società civile ha boicottato il presidente del processo di Kimberley del 2016, gli Emirati Arabi Uniti, a causa delle pratiche commerciali negligenti che hanno permesso ai diamanti da conflitto di entrare nella catena di approvvigionamento legittima. Insieme ai membri della Coalizione della società civile del processo di Kimberley, IMPACT aveva chiesto una definizione ampliata di “diamanti da conflitto“. La definizione attualmente in uso si limita, secondo quanto spiegato dalla Ngo, solo a quelli utilizzati dai gruppi ribelli per finanziare le loro attività per rovesciare i governi e non si riferisce agli abusi perpetrati dai governi stessi o dalle imprese private di sicurezza.

La società civile ha anche chiesto riforme per rafforzare i controlli interni a livello nazionale e regionale per rafforzare la tracciabilità e ridurre al minimo il traffico illecito. “Molti casi hanno evidenziato le debolezze dei controlli interni e una  ricerca realizzata dalla IMPACT nel 2016 ha dimostrato come, nonostante l’embargo, i diamanti della Repubblica Centrafricana entrassero nella catena di approvvigionamento legittima attraverso il Camerun”, si legge nella nota della organizzazione non governativa.

“Siamo giunti alla conclusione che il processo di Kimberley ha perso la volontà di essere un meccanismo efficace per una governance responsabile dei diamanti – ha affermato Lebert -. Abbiamo anche notato una crescente tolleranza per attacchi personalizzati contro i membri della società civile del processo di Kimberley”. La Impact ha annunciato, comunque, che continuerà a collaborare con i membri del processo di Kimberley che cercano di porre fine al commercio di conflitti e diamanti illeciti, attraverso la tracciabilità e la dovuta diligenza, tramite il KP o altre iniziative.  In particolare, IMPACT lavorerà in costante solidarietà con i membri della Coalizione della Kimberley Process Civil Society sull’efficace attuazione dei controlli interni per i diamanti e altri minerali a rischio di conflitto.

La ricerca di IMPACT sul conflitto in Sierra Leone nel 2000 è stata la prima relazione a tracciare il legame tra diamanti e il  finanziamento di conflitti, che ha portato all’attenzione internazionale sui diamanti da conflitto. Nel 2003, IMPACT era tra i candidati per il premio Nobel per la pace.


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