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La Fondazione Gianfranco Ferré riporta a Milano 2mila capi storici dello stilista

Recuperata una parte consistente del patrimonio vestiario acquisito in blocco dal Paris Group insieme al marchio: nell’Archivio milanese anche gioielli

Duemila abiti griffati Ferré, che hanno fatto la storia della moda, tornano in Italia grazie al recupero portato avanti dalla Fondazione Gianfranco Ferré, presieduta dal fratello dello stilista, Alberto, e diretta da Rita Airaghi, storico braccio destro del designer scomparso. L’archivio di abiti di cui la Fondazione era in possesso, finora composto da un numero non esaustivo di pezzi, si arricchisce così di una quantità significativa di capi acquistati in blocco, con tutto il resto del marchio, dal Paris Group.

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È ben custodito a Milano il patrimonio dello stilista, ora che il gruppo di Dubai ha chiuso la sua attività in Italia e la Fondazione è riuscita a venire in possesso di circa duemila pezzi dell’importante archivio, acquistandoli e scegliendoli fior da fiore. Oltre all’investimento economico, nello scambio è entrata anche una “consulenza culturale” per la selezione e classificazione di tutto ciò che resta al Paris Group.

“L’archivio di Gianfranco Ferré era enorme – spiega Rita Airaghi – avevamo spazio e quindi conservavamo tutto, circa 10 mila pezzi già ai miei tempi, tra abiti, accessori e gioielli creati da Gianfranco, ma anche una sua collezione vintage molto interessante, messa assieme scovando i pezzi in giro per il mondo”. Abiti indossati sulle passerelle di tutto il mondo, portati da top model diventate icone del red carpet.

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“L’importante è che ora – prosegue la Airaghi – oltre al materiale che abbiamo già schedato, disegni, foto, filmati, disponiamo anche del nucleo fondamentale delle collezioni Ferré, circa tremila pezzi (di cui 200 di moda maschile, soprattutto giubbotti in pelle e giacche da sera): la nuova importante acquisizione si va infatti a sommare ai capi che avevamo rilevato prima che la maison fosse ceduta al gruppo arabo, e a quelli che ci sono arrivati con donazioni individuali, comprese alcune cose mie tra cui una gonna della prima collezione sfilata nel 1978. Ora si tratterà anche di far riprendere aria a molti capi e alcuni andranno restaurati ma nel complesso la conservazione è buona”.


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