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Kimberley Process, proposto segretariato permanente per riabilitare paesi banditi

L’attuale presidenza ne discuterà alla prossima plenaria, a novembre: l’organismo dovrebbe lavorare sotto mandato delle Nazioni Unite

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Riabilitare nazioni bandite dall’esportazioni dei diamanti è un’operazione lunga e complessa: ecco perché la presidenza del Kimberley Process propone di creare un segretariato permanente per guidare le attività in tal senso. La proposta rientrerà tra gli argomenti all’ordine del giorno durante la prossima plenaria del KP, a Dubai dal 13 al 17 novembre.

“Abbiamo bisogno di affrontare congiuntamente il problema della carenza di una struttura permanente in grado di gestire le numerose problematiche affrontate dai paesi banditi dall’esportazione, e guidandoli verso la normalizzazione – ha detto Ahmed Bin Sulayem, rappresentante degli Emirati Arabi Uniti alla guida del Kimberley Process per il 2016 -. L’industria ha bisogno di un organismo permanente ben strutturato per assumere la direzione del lavoro che viene attualmente svolta da volontari”.

La segreteria, che opererebbe sotto il mandato delle Nazioni Unite, dovrebbe essere finanziata dalle nazioni destinatarie dei diamanti, non da quelle produttrici, ha detto Bin Sulayem, che ha aggiunto l’opportunità di farla presidiare da un cittadino africano con una conoscenza approfondita del protocollo di Kyoto, delle sue regole, del continente, del sistema di certificazione KP e delle risorse naturali.


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