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Italian Exhibition Group e BolognaFiere, passo verso la fusione

Sottoscritto un “term sheet” non vincolante che prevede l’integrazione delle due società entro maggio 2021


Italian Exhibition Group
e BolognaFiere, passo verso la fusione. Giovedì i presidenti Lorenzo Cagnoni e Gianpiero Calzolari hanno sottoscritto un “term sheet” non vincolante che prevede l’integrazione delle due società entro maggio 2021 sulla base di un rapporto di concambio paritario.

Un’operazione che la scorsa settimana era stata “benedetta” dal governatore emiliano romagnolo Stefano Bonaccini, che se ne è fatto regista, in un incontro con i presidenti e i rispettivi sindaci e il cui obiettivo è creare «il principale operatore italiano del settore, in grado di competere, anche grazie alla propria capacità organizzativa in Italia e all’estero, con i più importanti player internazionali».

Nel mirino, però, c’è anche un ulteriore passaggio per quanto riguarda la quotazione a Piazza Affari. L’operazione, infatti, come si legge ancora nella nota congiunta diffusa dalle due società, permetterebbe di «accrescere la visibilità della combined entity sui mercati di riferimento, nonché di incrementare il flottante al fine di agevolare un successivo accesso al segmento Star di Borsa Italiana».

Condizioni per la finalizzazione dell’integrazione saranno ora l’esito positivo delle attività di due diligence e «la realizzazione di eventuali operazioni societarie che si dovessero rendere necessarie ai fini del raggiungimento del rapporto di concambio».

In questo contesto il contratto sottoscritto delinea già un’ipotesi di struttura della nuova governance, che rifletta il rapporto di concambio paritario e assicuri «la prosecuzione del programma d’investimenti nei quartieri fieristici di proprietà, compatibilmente con la situazione finanziaria e in coerenza con gli impegni contrattuali già definiti, ferme le eventuali diverse intese».

In quest’ultimo capitolo rientrano anche i lavori al quartiere fieristico di Vicenza, operazione da 50 milioni che il presidente Cagnoni aveva proposto di dividere a metà con i soci vicentini.

E a proposito di Vicenza, le cui quote risulterebbero inevitabilmente ridotte in seguito a questa operazione, sarebbero già stati rivisti i patti parasociali tra Ieg e Vicenza Holding, garantendo a quest’ultima di esprimere un consigliere in cda anche se scendesse sotto il 5 per cento. Il nuovo limite per avere diritto alla rappresentanza sarebbe infatti stato fissato al 2 per cento.

Lorenzo Cagnoni

“Le difficoltà derivanti dalla pandemia non riducono la nostra convinzione nella valenza industriale del progetto”

Soddisfazione da parte dei presidenti di Rimini e Bologna, per l’ulteriore passo di una fusione che Cagnoni auspicava già nel 1995. «Stiamo facendo passi concreti e decisivi verso la conclusione dell’operazione di integrazione tra le due società – afferma – Le difficoltà derivanti dalla pandemia non riducono la nostra convinzione nella valenza industriale del progetto, ma ci spingono a procedere con maggiore determinazione».

Gianpiero Calzolari

“Il progetto di integrazione ci proietta in una dimensione saldamente internazionale”

«Il progetto di integrazione ci proietta in una dimensione saldamente internazionale – conclude CalzolariIl nostro Paese potrà contare su di un player in grado di affrontare con ancora maggiore incisività tutte le nuove sfide che avremo di fronte una volta che il mondo avrà superato l’emergenza pandemia».

 


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