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Italian Exhibition group approva il bilancio 2019

L'Ebitda sale del 35,7% a 41,9 milioni e l'Ebit del 25,9% a 24 milioni rispetto all'anno prima. Utili a riserva in chiave anti Covid-19

la fiera di Rimini

Risultati record per Italian Exhibition Group. Il 7 aprile, il cda del gruppo quotato da giugno sul Mercato telematico azionario di Borsa Italiana, ha infatti approvato il bilancio consolidato 2019 e il progetto di bilancio 2020. Un’operazione, quest’ultima, senz’altro complessa in un momento d’incertezza, mitigata dai buoni risultati delle manifestazioni di gennaio.

IL 2019. Molto positivi i numeri dell’esercizio 2019, – che per la prima volta risente dell’applicazione del principio contabile Ifrs 16 – a partire dai ricavi totali consolidati, che hanno registrato un incremento dell’11,8%, passando da 159,7 a 178,9 milioni di euro, con 19,2 milioni in più in cassa, comprensivi dell’effetto dell’Ifrs 16, negativo per 0,1 milioni. Crescita a due cifre anche per ebitda e ebit. La prima sale a 41,9 milioni rispetto ai 30,9 de 2018, con un +35,7% dovuto anche ai 3,7 milioni dell’Ifrs 16; la seconda si attesta a 24milioni (0,3 dall’Ifrs), crescendo del 25,9% rispetto ai 19,1 dell’anno precedente. Crescita double digit che si sarebbe verificata anche prescindendo dal principio contabile, con un +23,5% per l’ebitda e un 24,5% per l’ebit. Decisamente positivo anche il risultato netto: 13,1 milioni di euro con un +20,1% sui 10,9 del 2018 se non si considera il principio contabile; 12,6 milioni (+16,1%) tenendone invece conto. Questo dato risente dei maggiori costi di gestione finanziaria, in seguito alla variazione del fair value di strumenti finanziari derivati (0,5 milioni) e dagli oneri connessi a debiti figurativi per put options (0,4 milioni). Il risultato netto di pertinenza degli azionisti della capogruppo è invece di 13,2 milioni di euro (+27,3% sul 2018), che scendono a 12,9 milioni considerando il -0,3 relativo al Ifrs 16 (+24%, sui 10,4 del 2018).

Il Presidente Lorenzo Cagnoni

La situazione finanziaria netta risulta di 104,5 milioni di euro, contro i 70 del 2018, non ancora influenzato dall’Ifrs 16. Escludendo il debito di 29,1 milioni di euro derivante dall’Ifrs 16, i debiti finanziari per eventuali future put option(17 milioni di euro) e per strumenti finanziari derivati per 5,2 milioni, la posizione finanzia netta “monetaria” è invece di 53,2 milioni rispetto ai 49,2 del 2018. Il patrimonio netto consolidato è quindi di circa 106,1 milioni, rispetto ai 101,5 del 2018, con un incremento del +4,53%. Infine, per quanto riguarda la capogruppo, i ricavi complessivi ammontano a 124,1 milioni, l’ebitda a 36 e l’utile netto a 13,9 milioni.

SETTORI DI ATTIVITÀ. La crescita è frutto di dati positivi fatti registrare da tutti i rami di Ieg. Non tenendo conto dell’effetto Ifrs 16, i circa 19 milioni di incremento dei ricavi sono infatti frutto degli 11,8 di crescita organica (+7,4%) e dei 7,3 di crescita perimetrale (+4,6%). In particolare su quest’ultima ha influito positivamente l’acquisizione delle società d’allestimenti perfezionata nel 2018, che ha portato in cassa 15,3 milioni (+9,6%), che hanno più che compensato gli 8 milioni (-5%) persi quasi interamente nel secondo semestre: 9 milioni sono infatti i mancati introiti dovuti al calendario negli anni dispari, mentre un milione è arrivato dall’addebito one-off alla controllante Rimini Congressi di una quota parte dei costi sostenuti per il processo di quotazione. Oltre la metà dei ricavi, il 54,7%, viene dall’organizzazione di eventi fieristici, principale campo d’azione di Ieg, che ha registrato un decremento dell’1%, compensando il minore introito di 7,5 milioni (-7,7%) dovuto alla mancanza delle due manifestazioni non previste negli anni dispari – Tecnoargilla e Ibe – con i 6,6 milioni (+6,7%) incassati grazie alla crescita degli eventi leader, in particolare nei settore gioielleria, alimentare, turismo e green&technology.

L’Amministratore Delegato Corrado Peraboni

Secondo comparto per ricavi, quello dei servizi correlati, sul quale ha impattato positivamente l’acquisizione nel 2018 delle società di allestimenti Fb International in Usa, Prostand e Colorcom in Italia. Questa area rappresenta infatti il 32,4% del totale, con un importante +39,2% sul 2018, dovuto tra le altre cose allo sviluppo degli eventi fieristici organizzati da Ieg e alla gestione di nuove attività nel campo della ristorazione.

Infine, cresce del 19,1% il comparto degli eventi congressuali, che copre l’8,7% dei ricavi. Una crescita dovuta all’aumento del numero di eventi – 190 contro i 181 del 2018 – ma anche alle superiori dimensioni degli stessi, in termini di partecipanti, aree utilizzare e servizi richiesti.

Il 2020. Il progetto di bilancio 2020 deve fare i conti con le incognite generate dall’emergenza Covid-19, ma beneficia anche degli ottimi risultati dei due più importanti eventi targati Italian Exhibition Group – Sigep e VicenzaOro – svoltisi regolarmente a gennaio prima che l’esplodere della pandemia portasse all’ondata di rinvii e cancellazione delle fiere a livello mondiale. Entrambi gli eventi, confermatisi leader internazionali nei rispettivi settori, hanno infatti fatto registrare risultati superiori rispetto a quelli dell’anno precedente, in termini sia di ricavi che di margini, in un mese chiave per Ieg, in cui si genera una parte estremamente significativa del reddito operativo del gruppo. E un miglioramento sull’edizione precedente c’è stato anche per le manifestazioni svoltesi come da programma a febbraio, che rivestono comunque un peso economico decisamente inferiore. La conseguente emergenza ha invece significato per Ieg la cancellazione di due eventi fieristici minori e di 26 congressuali, che si sarebbero dovuti tenere prevalentemente tra marzo e aprile, oltre allo spostamento di quelli non annullati, previsti tra marzo e inizio maggio, tra cui OroArezzo, prevista per la seconda metà di giugno, salvo ulteriori cambiamenti.

«La società – si legge nella nota diffusa da Ieg – continuerà a monitorare l’evoluzione dell’epidemia e dei provvedimenti normativi e a lavorare con i propri clienti e partner per consentire lo svolgimento delle manifestazioni fieristiche e congressuali posticipate. Manterrà inoltre alta l’attenzione nella gestione dei proprio crediti commerciali e adotterà oculate politiche nella gestione dei propri costi operativi che, essendo da sempre caratterizzati dalla rilevante incidenza dei costi variabili, permetteranno di contenere gli impatti sui margini, nonostante la contrazione dei ricavi».

In questo contesto Italian Exhibition Group ha già usufruito di alcune misure governative di sostegno economico finanziario e «verificherà le possibilità di aderire a quelle che saranno eventualmente adottate in futuro, al fine di ridurre al massimo gli impatti delle contingenti difficoltà ed essere pronti a riprendere l’attività a fianco dei propri clienti e partner, non appena saranno superati questi momenti d’incertezza».

Per questo il cda ha anche deciso di sottoporre all’assemblea degli azionisti, che si terrà l’8 giugno, la proposta di accantonare a riserve l’utile di esercizio 2019, valutando eventualmente la possibilità di distribuzione dei dividendi una volta passate le difficoltà dovute all’emergenza.


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