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Isabella: “Arezzo può diventare il primo distretto digitale del gioiello made in Italy”

Parla il giovane laureato scelto da Unioncamere e Google per il comparto orafo toscano nell’ambito del progetto “Distretti sul web”

Creare un “Sistema Arezzo” che metta insieme le aziende, ma anche le istituzioni e i soggetti chiave del comparto orafo, da Arezzo Fiere e Congressi alla Consulta orafa. E’ questo l’ambizioso obiettivo di Giorgio Isabella, 29 anni, laureato in in comunicazione d’impresa, pubblicità e nuovi media presso la LUMSA di Roma e selezionato per il distretto aretino dell’oro dal progetto “Distretti sul web”, lanciato da Unioncamere e Google con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico per creare un ponte tra le aziende dei principali comparti produttivi italiani (20 i distretti selezionati) e le opportunità di Internet.

Per sei mesi, fino a dicembre, grazie a una borsa di studio stanziata da Google, Isabella metterà a disposizione delle aziende le sue competenze relative al web, al posizionamento digitale delle aziende e all’economia. Ma è lui a raccontarci l’idea che lo ha portato a vincere la borsa di studio.

Dott.Isabella, come è nata la sua partecipazione al progetto di Unioncamere e Google?
“Appartengo a una famiglia calabrese di orafi da quattro generazioni e ho sempre avuto una passione per questo incredibile settore. Ho anche conseguito il diploma di Accredited Jewelry Professional del GIA e dopo gli studi universitari orientati al management ho sperimentato le opportunità del digital nell’azienda di famiglia. Sono convinto che la Rete costituisca una opportunità unica per le piccole e medie imprese del tessuto produttivo italiano”.

Quale rapporto può esserci tra Internet e il distretto di Arezzo?
“Le possibilità sono ampie e variegate. Arezzo rappresenta una realtà produttiva piuttosto rilevante nell’economia e recentemente ha confermato la sua vocazione verso l’export. L’idea è quella di sfruttare ancora meglio le opportunità che il web mette a disposizione unendo l’eccellenza manifatturiera e il potenziale dei mercati esteri”.

Concretamente, nei sei mesi del progetto, quale sarà la sua attività?
“Siamo partiti a fine maggio: ho come ‘base operativa’ la Camera di Commercio di Arezzo ma l’intenzione è quella di andare in giro, visitare le aziende, organizzare anche incontri pubblici. Sto preparando già il piano di lavoro che condivido con l’ente camerale ma anche altri interlocutori del settore, come la Consulta orafa e naturalmente le imprese. Sarà analizzato il contesto produttivo e il piano operativo prevede la selezione di un ampio cluster di aziende che verranno contattate”.

L’obiettivo qual è?
“E’ duplice: creare un ‘Sistema Arezzo’ che coinvolga tutti gli stakeholder, che produca una porta d’ingresso condivisa, una sorta di piattaforma di distretto, ma anche aiutare le singole imprese che lo richiederanno a potenziare la propria presenza sul web, tramite i motori di ricerca, i social network, ma anche e soprattutto l’e-commerce, trasmettendo loro una capacità di comunicare sia al consumatore finale sia alle altre aziende. Arezzo ha tutte le carte in regola per diventare una case history esportabile in tutto il mondo”.

A dicembre si chiuderà la fase operativa del progetto: qual è il risultato che vorrebbe aver ottenuto?
“Aver posizionato Arezzo come primo distretto digitale del gioiello made in Italy”.


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  1. […] Il Presidente dell'Associazione Giovani Gioiellieri d'Italia il 1 Luglio è stato intervistato da Preziosa Magazine. Secondo Isabella, Arezzo può diventare il primo distretto digitale del gioiello made in Italy […]


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