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Intesa Sanpaolo, distretti orafi tutti in lieve calo

Il periodico Monitor evidenzia un primo trimestre 2016 con il segno meno per Arezzo (-0,6%), Valenza (-3,7%, che si riassesta dopo i risultati positivi del 2015) e Vicenza (-11%)

orafi

Contrazione nei distretti orafi italiani: Arezzo, Valenza e Vicenza, nel primo trimestre 2016, registrano tutti risultati con il segno meno, secondo il periodico Monitor dei Distretti realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo che analizza l’attività di export dei principali agglomerati di produzione del Paese. La media distrettuale italiana è genericamente in lieve calo (-0,9%) anche per le difficoltà incontrate dalla concorrenza tedesca, che nei settori di specializzazione dei distretti ha accusato un calo delle vendite estere pari al -2,5%.

In arretramento l’Oreficeria di Valenza (-3,7%) che sta scontando un riassestamento rispetto ai livelli straordinari di export raggiunti nel 2015. Il calo è dovuto principalmente alla diminuzione delle esportazioni in primis verso la Svizzera (-22 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2015), poi anche verso Hong Kong e Francia. Continuano invece ad aumentare le esportazioni verso gli Stati Uniti (+7 milioni di euro).

Monitor Intesa Sanpaolo_2016_Oreficeria Valenza
L’export dei distretto orafo di Valenza

Resta in territorio lievemente negativo l’Oreficeria di Arezzo (-0,6%) a causa principalmente del forte regresso dell’export negli Emirati Arabi Uniti (-19,5%, prima meta commerciale) non compensato dai pur buoni risultati conseguiti in alcuni mercati emergenti (Hong Kong +14,8%, Turchia +22,2% rispettivamente secondo e terzo mercato di sbocco) e dal grosso impulso dell’export negli Stati Uniti (+64,9%).

Monitor Intesa Sanpaolo_2016_Oreficeria Arezzo
L’export dei distretto orafo di Arezzo

A fronte di una leadership generale dei distretti veneti, forte calo per l’oreficeria di Vicenza, penalizzata dall’ulteriore perdita di terreno sul mercato svizzero. In generale, la crescita della produzione regionale deve molto agli Stati Uniti, seguiti dalla Francia con crescita tendenziale del +6,4% (pari a +38 milioni di euro). Hanno, invece, accusato un lieve calo le esportazioni dirette verso la Germania (-1,3%). Tra i mercati emergenti, India e Messico hanno registrato una crescita tendenziale a due cifre. Oltre alle perduranti difficoltà nei mercati russo e brasiliano, già osservate nel 2015, si sono aggiunti cali di domanda anche in Repubblica di Corea, Hong Kong e Azerbaigian.

 


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