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Internazionalizzazione: il futuro è legato alla qualità

Parola d’ordine: internazionalizzazione. In quest’ottica la Camera di Commercio di Caserta, presieduta da Mario Farina, ha deciso di puntare sul sostegno alle imprese per consolidare i rapporti della filiera con il mercato internazionale. Forte il legame con il consorzio Oromare di Marcianise (CE), guidato da Gino Di Luca.

Stando ai dati sull’export, le relazioni commerciali della provincia di Caserta con il mercato estero hanno subìto più di altre l’instabilità della domanda, con picchi verso l’aumento e la diminuzione estremamente flessibili. Nello specifico, nel periodo 2000-2008 la quota di produzione locale assorbita dalla Spagna e dalla Germania, che si è ridotta, è stata compensata da Hong Kong e Malta. Mettendo in comparazione questi dati con quelli delle altre province italiane, è evidente che se da un lato la produzione casertana continua a tenere alti gli standard di qualità, dall’altro risulta più debole sul fronte delle esportazioni europee, dove invece hanno guadagnato terreno i distretti che hanno perso quota sul mercato americano.

L’intervento propositivo della Camera di Commercio di Caserta si inserisce pertanto in un ampio ventaglio di azioni per potenziare l’internazionalizzazione.
Il presidente Farina e Gino Di Luca hanno commentato con entusiasmo la sinergia in atto a favore del distretto orafo casertano.

Farina: “Il nostro dovere è utilizzare ogni risorsa disponibile per le imprese orafe”

Quali si sono dimostrati, finora, i punti di forza delle produzioni orafe locali nella provincia di Caserta?

La realtà imprenditoriale orafa della provincia di Caserta è stata finora incentrata su produzioni di alta qualità in gran parte ad opera di imprese di piccole dimensioni. Anche l’artigianalità è stata storicamente una caratteristiche delle aziende locali. Ora l’aumento dei prezzi dei metalli preziosi, la riduzione della domanda interna e i nuovi competitor esteri hanno reso necessario un ripensamento: per questo motivo la Camera di Commercio di Caserta ha dato via a questa operazione votata all’internazionalizzazione. Bisogna puntare di nuovo sul mercato estero per uscire a testa alta dalla crisi.

Sono in programma a breve altre iniziative che la Camera di Commercio di Caserta intende portare avanti nel settore orafo?

È evidente che nostro dovere è quello di utilizzare ogni risorsa di cui disponiamo e che possiamo mettere in campo con lo strumento propedeutico, indispensabile, della programmazione. In questa ottica, il Meeting internazionale dei segretari generali delle Camere di commercio italiane all’estero è un appuntamento a nostro giudizio strategico. In programma per la prima volta a Caserta dal 4 al 9 luglio, è stato l’occasione nella quale pianificare la politica di penetrazione sui mercati esteri di un settore di eccellenza come quello orafo. I produttori hanno avuto la possibilità di colloqui one-to-one con i vertici camerali all’estero; ricevendo le indicazioni più aggiornate e funzionali con cui progettare le proprie strategie aziendali in funzione dei mercati sui quali si punta. Va da sé, naturalmente, che la CCIAA è impegnata a garantire la presenza nelle manifestazioni più qualificate del comparto, sia a livello nazionale sia internazionale.

Nel comparto orafo, quali sono, secondo Lei, le forme organizzative in grado di perseguire un orientamento verso prodotti di qualità e verso il mercato estero?
Come già accennato, il distretto casertano ha saputo ritagliarsi una fetta rilevante del mercato italiano grazie ad una serie di elementi distintivi, tra i quali la capacità di agglomerazione, sarebbe a dire la collaborazione basata su rapporti fiduciari. La forma del consorzio è apparsa vincente: in Campania ne abbiamo più di un esempio. E l’esperienza di Oromare si è mostrata vincente in questo senso, e per questo motivo la Camera di Commercio di Caserta ha ritenuto opportuno promuovere l’espansione sul mercato internazionale.

Gino Di Luca: “I soci di Oromare dovranno continuare a puntare su produzioni di qualità”

Presidente, quale può essere il primo passo per incrementare le capacità operative del settore nel comparto orafo casertano?

Con gli ultimi dati alla mano, è evidente che la risposta più adeguata alle problematiche evidenziate da quelle informazioni è l’internazionalizzazione. Occorre promuovere forme di collaborazione che siano garanzia di una maggiore visibilità sui mercati esteri nel medio termine. Credo che sia di estrema importanza evitare azioni “a intermittenza”: la costanza è un fattore imprescindibile per non rendere vani gli interventi a favore del settore.

Quale può essere il modo giusto per radicarsi nel mercato estero?

Ce ne sono tanti. Uno può essere l’analisi delle esigenze dei potenziali interlocutori. Ma è ovvio che nella fase successiva bisogna agire in modo attivo: essere presenti sul mercato internazionale e stringere accordi e legami con tutti i livelli della filiera estera, dalla distribuzione al dettaglio. Ma tutto questo non è possibile senza un altissimo livello del prodotto che cerchiamo di posizionare su quei mercati. In questo le aziende consorziate stanno facendo degli sforzi enormi per mantenere standard elevatissimi in una congiuntura economico-finanziaria così sfiancante.

Quale significato assume in questa ottica il sostegno della Camera di Commercio di Caserta?

«È una presa di posizione molto positiva che dà il giusto risalto al ruolo di una Camera di Commercio. Le potenzialità del distretto casertano sono enormi e i traguardi raggiunti finora lo testimoniano. È chiaro che la crisi ha colpito tutti i settori produttivi e quindi noi non ne siamo stati esenti. Però abbiamo dalla nostra la consapevolezza di rappresentare una eccellenza del settore e questo non può non avere rilevanza nella ripresa».


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