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Innovazione, a Claudia Piaserico il premio Marisa Bellisario: «Lo dedico alle donne»

Un premio che porta il nome di una delle più grandi manager della storia italiana, Marisa Bellisario, non poteva che andare ad una donna dalle grandi doti imprenditoriali e al tempo stesso creative come Claudia Piaserico, designer dei gioielli Misis.

Dal 1989 il riconoscimento organizzato dalla omonima Fondazione premia le donne che si sono distinte nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia e nel sociale a livello nazionale ed internazionale. Il Premio Marisa Bellisario 2011 ha avuto come tema: “Donne: innovazione e capitale umano”. Claudia Piaserico, “nata” come avvocato, ha poi voluto coltivare la sua vera passione: la creatività. La sua storia rappresenta ciò che il premio Marisa Bellisario vuole premiare: una donna motivata, capace, dinamica, in grado di prendere in mano un’azienda e capovolgerla.

Un giovane talento per una personalità forte, che ha saputo imporsi nel mercato orafo puntando su un prodotto allegro, modaiolo, tanto originale quanto garantito nel suo essere interamente “Made in Italy” e finemente artigianale. La giovane designer della nota azienda vicentina di gioielli in argento che, in seguito al passaggio generazionale, ha saputo distinguersi per la grande capacità di reinventare il gioiello: ha iniziato la sua esperienza nel settore 10 anni fa e oggi ne condivide il successo con il fratello Alberto, direttore generale di Misis.

“È un riconoscimento inaspettato che mi riempie di sorpresa e di orgoglio – racconta la designer -. Il mio lavoro, il mio estro è un impulso che parte da dentro; nasce spontaneo da improvvise intuizioni, ma prende forma grazie alla collaborazione di tanti soggetti. Un’organizzazione fatta di persone motivate, competenti, che ogni giorno contribuisce con me a far crescere quello in cui crediamo. Le creazioni di Misis sono un inno alla vita – prosegue Claudia Piaserico -, una breccia di speranza in un presente carico di problematiche di ogni genere. Sono dedicati alle donne, protagoniste indefesse delle mille sfide quotidiane. Dedico questo riconoscimento proprio a loro, al cuore del mio lavoro”.


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