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Scontrino fiscale, innovativa sentenza dalla Ctp di Bari

Una importante sentenza della Commissione tributaria provinciale di Bari (Sez. II – n. 13/2/10 del 13.02.10) ha stabilito che la sanzione irrogata per mancata emissione dello scontrino fiscale è nulla se il comportamento illecito non è stato constatato direttamente dai verificatori.

Ecco i fatti: ad un esercente veniva contestata la mancata emissione di uno scontrino da 2,80 euro, dietro segnalazione di un agente della GdF fuori servizio, che allertava i colleghi i quali, in un momento successivo al presunto accadimento, intervenivano per constatare l’illecito ed elevare il verbale.
L’esercente ricorreva avverso il verbale eccependo “la non contestualità della constatazione di quanto accaduto e la successiva assenza di contraddittorio che portavano alla lesione del diritto di difesa non avendo la parte avuto diritto di replica a quanto contestato”.

In pratica, i militari della GdF hanno proceduto all’irrogazione della sanzione senza aver potuto constatare direttamente la presunta violazione (poiché essa sarebbe precedentemente avvenuta) e senza contraddittorio con l’esercente, il quale sosteneva che lo scontrino era stato emesso e non ritirato.
La Ctp ha accolto il ricorso dell’esercente ed annullato il verbale, condannando inoltre l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese processuali.

Secondo la Ctp, la “segnalazione di un privato consumatore” – come tale va considerato il militare fuori servizio – il quale afferma la mancata emissione dello scontrino fiscale” è equivalente, in mancanza di una constatazione diretta dell’illecito da parte degli organi di controllo ed in assenza di altre fonti di prova, alla “affermazione della controparte la quale afferma che lo scontrino incriminato era stato emesso e sicuramente non ritirato”.

In pratica, la sola segnalazione da parte di un consumatore, sia pure appartenente alle Forze dell’Ordine, non è sufficiente a provare un illecito fiscale se esso non sia stato constatato direttamente dai verificatori o debitamente provato in altro modo.
È questa una sentenza che, per la sua chiarezza, può contribuire a risolvere in futuro una non piccola parte del contenzioso che si genera intorno all’emissione degli scontrini fiscali.


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