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Industria orologiera svizzera, esportazioni in crescita del 16,6%

Orologeria svizzera, una crescita del 16,6% rispetto al primo trimestre del 2009 per un valore di 3,4 miliardi di franchi. Il peggio sembra essere passato, ma non tutti gli indicatori sono in positivo.

È quanto emerge dalle statistiche sulle esportazioni elaborate dalla Fédération de l’industrie horlogère suisse – FH, che mostrano un risultato interessante per il primo trimestre del 2010.

Questa osservazione tuttavia si basa su tendenze medie: la situazione, infatti, varia in base a diversi criteri, non ultimo la geografia. I dati positivi provengono essenzialmente dall’Asia, mentre l’Europa e l’America restano nettamente in ritardo. Influisce anche il campo di attività e, infine, la stabilità: il recupero è molto recente e molti sono gli aggiustamenti sono ancora da fare, non solo in termini di produzione e scorte, ma anche di manodopera.

In concreto, per i primi tre mesi dell’anno, i dati FH mostrano un valore totale di 3,4 miliardi di franchi, vale a dire una crescita del 16,6% rispetto al primo trimestre del 2009. Questo livello è paragonabile al risultato registrato nel 2007.

Da gennaio a marzo, l’industria orologiera svizzera ha esportato 5,4 milioni di orologi da polso. Questo numero rappresenta un aumento del 19,8% rispetto al primo trimestre del 2009 (in pezzi, 900mila unità aggiuntive). Questo forte incremento è praticamente riflette l’aumento di valore (+18,1%).

Nel complesso, il primo trimestre è stato piuttosto uniforme in termini di fasce di prezzo, con una variazione più marcata nella categoria che va dai 500 ai 3.000 franchi. Quest’ultima ha registrato l’incremento maggiore, superiore al 30% sia in termini di valore che di volume.

Le aree del mondo che hanno ottenuto i risultati migliori, in linea con le aspettative. L’Asia si è dimostrata, come atteso, il continente più interessante. Con una crescita del 32% rispetto a gennaio-marzo 2009, ha assorbito quasi il 55% delle esportazioni (in valore) di orologi svizzeri. L’Europa ha invece confermato la fase negativa, attestandosi allo stesso livello dello scorso anno. Il continente americano è leggermente indietro rispetto alla media globale, con una variazione del +11,6%.

Le importazioni svizzere, in particolare dei componenti, risultano in calo rispetto al 2009 (-6,9% a 586,5 milioni di franchi). Le importazioni di bracciali, casse e quadranti tutti hanno visto una riduzione del valore a due cifre. Questi risultati complessivi segnano comunque l’inizio di un periodo più favorevole per l’orologeria svizzera e consente di riacquistare fiducia.


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