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Cinquecento anni di design indiano nei gioielli in mostra a Mosca

Al Cremlino dal 12 aprile 27 luglio una selezione di oltre 300 oggetti prodotti dal 1600 ad oggi, riuniti per la prima volta. Esposti anche pezzi di Cartier, Chaumet e altre grandi maison

Cinquecento anni di gioielli indiani protagonisti della mostra “India: Jewels that enchanted the world”, la più grande esposizione mai realizzata del design del paese che sarà inaugurata il 12 aprile. Oltre 300 pezzi di gioielleria e pietre preziose realizzati dal 17esimo secolo ad oggi, custoditi da più di 30 musei, istituzioni e collezioni private di tutto il mondo, messi insieme per la prima volta come testimonianza di 500 anni di artigianato indiano. Molti dei pezzi presenti non erano mai stati esposti prima d’ora.

Bracciale da schiava, 19esimo secolo

Tra le strutture di provenienza dei gioielli figurano la Collezione al- Sabah, il British Museum, il Museo di Arte Islamica di Doha, la Collezione Khalili, il Musée Barbier-Mueller e il Victoria and Albert Museum nonché grandi case di gioielleria come Cartier, Chaumet, Mauboussin e Van Cleef & Arpels. Il 21esimo secolo è rappresentato da due delle più importanti case di gioielleria in India –  Munnu Kasliwal e le sue creazioni per il Gem Palace e Bhagat – entrambe famose per il loro design artistico.

Ornamento per capelli, regione di Karnataka, 19esimo secolo

La mostra è stata possibile grazie all’impegno congiunto del Cremlino, Museo di Stato di Mosca, guidato da Elena Gagarina, e la Indo-Russian Jewellery Foundation, fondata dall’esperto di diamanti e gioielli Alex Popov, che insieme hanno ideato l’esposizione insieme a studiosi e appassionati da ogni parte del mondo.

Ornamento per capelli, regione indiana di Tamil Nadu

Attraverso l’esposizione di gioielli raffinati e oggetti preziosi, che evocano la bellezza e la raffinatezza del gusto indiano che ha incantato il mondo per migliaia di anni, fino al 27 luglio si potrà assistere alla più grande mostra mai messa in scena dedicata all’India. Divisi tra due location, i pezzi sono disposti tematicamente secondo regioni, periodi e tipologia.

Collier matrimoniale ( kaluthiru ), 19esimo secolo

Nella prima sala i visitatori potranno incontrare la tradizione orafa del sud dell’India: opere monumentali realizzate in oro lavorato in rilievo e decorato con bellissimi fiori tra pavoni danzanti e gemme squisite che mostrano forme e carattere di questa regione. La lamina d’oro viene lavorata con la tecnica del ‘repoussée’ e trasformata in magnifici gioielli con una profusione di motivi decorativi e l’oro viene contorto in fili e trasformato in minuscoli granuli per decorare la superficie di collane.

Pendente, 18esimo secolo

I gioielli delle divinità sono rappresentati con splendide corone scintillanti di gemme e gioielli per capelli lavorati nei minimi dettagli, con una profusione di motivi floreali. Dalla testa ai piedi, è rappresentata una grande varietà di ornamenti. Tra questi, un fermaglio tempestato di rubini cabochon sormontati con il corpo a spirale di un serpente; una collana matrioniale della comunità Chettiar del Tamil Nadu, con ciondoli simili ad artigli.

Ornamento per turbante, 19esimo secolo

La sezione successiva è dedicata allo splendore delle corti Moghul dove oro, gemme e smalti si combinano per riflettere le sensibilità artistiche dei Moghul che sono arrivati come conquistatori, hanno governato da imperatori e, da esperti, hanno ostentato il loro potere attraverso gemme e gioielli straordinari. Gioielli da Turbante, emblemi di sovranità e rigidi choker costellati di gemme a cascata.

Collier del 19esimo secolo

Lo splendore delle pietre indiane è ulteriormente evidenziato in una sezione speciale dedicata a cinque gemme: diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri e perle. Tra i pezzi più belli, una collana d’eccezione composta da cinque diamanti piatti. I gioielli realizzati per i Nizams (governatori) di Hyderabad incarnano l’opulenza delle corti Moghul dei maharaja.

Bangle da Varabasi, inizio del 19esimo secolo

La sezione conclusiva della prima sala presenta le creazioni di Munnu Kasliwal per il Palace Gem: fedeli al retaggio indiano, i suoi gioielli sono grandi, esotici ed eclettici. Essi comprendono una suite completa di gioielli da sposa: collana, copricapo e un paio di orecchini, tutti con diamanti taglio rosa e perle.

Parure da matrimonio, Munnu Kasliwal, 2004

La seconda sala illustra la simbiosi tra le maison europee di gioielli e l’India, secondo le influenze interculturali che si sono verificate tra l’Europa e l’India nel 19esimo secolo e all’inizio del 20esimo. I grands Joailliers come Cartier, Chaumet, Mauboussin, Mellerio e Van Cleef & Arpels si sono tutti ispirati all’India: zaffiri, smeraldi e rubini intagliati in fiori e foglie sono diventati parte integrante dello stile “TuttiFrutti” di Cartier. I maharaja erano tra i loro principali clienti e per loro hanno creato uno straordinario genere di gioielli che unisce il colore e i motivi indiani con la tecnica europea.

Orologio TuttiFrutti, Cartier, 1929

Le creazioni di Cartier per il loro cliente più stimato, Maharaja Bhupinder Singh di Patiala, consistevano in un’intera gamma di gioielli e una selezione di disegni originali (presenti in mostra).

Collier di Cartier, 1925

I disegni di Chaumet per i diamanti Indore Pera destinato al Maharaja Yashwant Rao Holkar di Indore e per le perle testimoniano l’influenza indiana sui loro progettisti.

Collier Bayadère, Chaumet, 1920

Un set mozzafiato di diamanti, rubini, zaffiri e smeraldi di Van Cleef & Arpels trasforma un gioiello indiano da braccio nell’ornamento di un turbante e il pavone di Mellerio con diamanti e smalto blu e verde un tempo ornava il turbante del Maharaja Jagatjit Singh di Kapurthala.

Trompe l’oeil sarpech, Van Cleef and Arpels, 1924
Spilla Peacock (pavone), di Mellerio, 1905

Questa sezione si conclude con le creazioni sofisticate di Bhagat che sono di ispirazione Mughal: pezzo forte la spilla ‘Kalgi’, moderna interpretazione di un classico Mughal da turbante. Al centro, un antico smeraldo a forma di cuore intagliato con un fiore di giglio in piena fioritura sormontato da diamanti boccioli di fiori di loto e uno stelo affusolato con diamanti taglio baguette.

Spilla Kalgi, Bhagat, 2013

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