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Indagine sul product placement ad Oroarezzo. Boccadamo: “Per noi la scommessa è stata vinta”

C’è tempo fino a domani per partecipare al questionario lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico in accordo con la Consulta Nazionale dei Produttori Orafi Argentieri e Gioiellieri (organo di coordinamento che riunisce le sezioni orafi di Cna, Confapi, Confartigianato e Confindustria), Anica ed Arezzo Fiere e Congressi, ideato per valutare l’interesse delle imprese del mondo orafo verso nuove forme di marketing come il product placement.

Questo fenomeno, consentito in Italia dal 2004, consiste nell’inserimento palese di un marchio all’interno di un prodotto cinematografico, a fronte del pagamento di un corrispettivo da parte dell’azienda. Proprio per testare la fattibilità di questo nuovo strumento il Ministero e la Consulta degli Orafi hanno sviluppato una campagna di informazione: il questionario è disponibile all’indirizzo www.surveymonkey.com/s/WJGR969e sarà possibile compilarlo fino a domani: tutti i dati raccolti saranno poi inviati al Ministero che li renderà pubblici domenica prossima, a partire dalla 11.30, durante l’incontro di presentazione dell’iniziativa che si svolgerà durante Oroarezzo, che vedrà presenti anche rappresentanti del mondo cinematografico. “L’indagine mira a comprendere l’interesse delle imprese – spiega Luca Iaia, referente Nazionale di CNA Artistico e Tradizionale che per quest’anno ha la presidenza della Consulta -, perché le aziende di produzione cinematografica hanno più volte manifestato il proprio. Come prosecuzione di questa indagine, una delle idee è quella di una mostra concorso che garantisca costi accessibili per le imprese orafe selezionate”.

Il product placement, per molti anni non consentito, si sta lentamente diffondendo da quando nel 2004 il cosiddetto Decreto Urbani ha disciplinato le modalità da rispettare per l’inserimento di prodotti commerciali nelle opere cinematografiche. Nel mondo orafo, uno dei pionieri di questa strategia è stato Boccadamo.

L’azienda Boccadamo continua a crescere, non solo per posizionamento nel mercato, anche in virtù di scelte coraggiose come la decisione di puntare sul product placement con il film di Massimo Boldi, una scelta vincente? 

“Partecipare al film di Massimo Boldi “Matrimonio a Parigi” è stata un’esperienza a 360 gradi. Una vera sfida perché non eravamo certi  del risultato. Ma il  rischio fa parte di questo lavoro, soprattutto in periodi in cui l’economia tende a ristagnare. I clienti diventano sempre più oculati e spendono con cognizione di  causa, informandosi su ciò che acquistano, confrontando prezzi e prodotti. In questo senso la scommessa è stata vinta perché i gioielli della maison hanno ricevuto il giusto spazio all’interno del film e hanno dato quel tocco glamour che alcune scene richiedevano. Sono diventati anche loro attori protagonisti e di questo sono molto contento”.

Boccadamo è stato pioniere nel settore. La Sua è stata la prima azienda orafa a sbarcare sul grande schermo in una produzione cinematografica così importante.

“Da diversi anni la Boccadamo sperimenta  con successo le nuove strade della comunicazione. Siamo stati tra i primi a sbarcare stabilmente e sistematicamente sulla rete con un profilo costantemente aggiornato sui principali social network e ad intraprendere la via del  viral marketing sfruttando le potenzialità del web 2.0, abbiamo una propensione all’innovazione e alle nuove tecnologie  che ci consente di cavalcare spesso per primi l’onda delle novità. Quando si è presentata l’occasione di confrontarci con la realtà cinematografica l’abbiamo colta al volo con grande entusiasmo e con ottimi risultati”.

Quali sono stati gli altri aspetti positivi di questa collaborazione?

“La partecipazione al film mi ha permesso di mettermi in gioco. Per qualche giorno ho smesso gli abiti dell’imprenditore e ho vestito quelli a me sconosciuti di attore. Inoltre ho condiviso la scena con mia moglie e anche questa è stata una bella esperienza. Ritrovare il feeling che ci accompagna nella vita quotidiana anche sul set è stata una piacevole riconferma. Inoltre poter parlare del mio mondo ad un pubblico vasto come quello dei cinefili è stata un’occasione unica per fare conoscere un pezzo di ciò che abbiamo costruito a Frosinone con l’azienda Boccadamo. La sola nascita della maison è stata una scommessa, una lotta tra titani, tra Davide e Golia, ma io, insieme a tutti i miei  collaboratori, ho dimostrato che il coraggio dell’intraprendenza molto spesso paga e ne sono la testimonianza”.

Come è stato recitare accanto a Massimo Boldi?

“È stato divertente, emozionante ma anche una grande responsabilità. Massimo è un grande professionista, un artista vero e uno dei grandi testimonial della risata Made in Italy. Recitare con lui mi ha trasmesso la sua grande passione per questo lavoro, ma soprattutto mi ha permesso di conoscerlo come uomo. Lui ha una grande sensibilità e si impegna molto anche nel campo sociale. Per noi è stato un orgoglio lavorare al fianco di un attore così importante ma anche così umano”. 

Da cosa nasce la volontà di investire  in questo particolare settore della comunicazione?

“Decisioni del genere non nascono mai di impulso, ma sono frutto di discussioni, riunioni, briefing, ricerca,  valutazione dei pro e dei contro. A questo processo di costruzione partecipano attivamente il responsabile marketing Dott. Lorenzo Scaccia e il direttore commerciale Giuseppe Martini che di fronte a progetti ambiziosi non si tirano mai indietro. Questa partecipazione è servita molto a rafforzare il brand presso il grande pubblico”. 

È difficile fare business in Italia?

L’Italia è un mercato complicato, fatto da tanti imprenditori seri ed onesti, ma anche di tanta competizione scorretta. La legislazione e gli iter burocratici non aiutano gli investimenti e le aziende fanno più fatica a crescere, ma c’è anche una tradizione orafa che affonda le sue radici nella storia  del nostro Paese. C’è un culto del gusto, dell’eleganza, del bello, che tutto il mondo ci invidia e che mantiene alta la qualità delle aziende del settore. La comunicazione del prodotto diviene fondamentale per differenziarsi, per farsi notare, per affermare quelle qualità oggettive, che senza scelte coraggiose come il product placement non otterrebbero il riconoscimento che meritano”.


1 commento

  1. […] Arezzo Fiere e Congressi. Una proposta di marketing non convenzionale per le aziende, il cosiddetto product placement cinematografico, che potrebbe configurarsi come interessante occasione per le imprese orafe italiane:  diffondere […]


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