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Inchiesta: una sfida dinamica per superare la crisi

«Non possiamo aspettare Godot, alla crisi dobbiamo rispondere con una sfida dinamica. Parola d’ordine: costruire una cultura del gioiello». Ne è convinto Nicola Curto, presidente nazionale Federdettaglianti. Di fronte alla congiuntura economico-finanziaria che ha colpito i settori produttivi dell’intero pianeta, il mondo dell’oro risponde con positività rimboccandosi le maniche. Ed a tutti i livelli della filiera, dalle associazioni di categoria ai consorzi fino agli enti fieristici, giungono voci propositive per affrontare la crisi che, complice l’aumento del prezzo dell’oro e la svalutazione del dollaro, ha messo in difficoltà l’intero settore. Al di là di una lieve ripresa nel terzo quarter, il 2008 è stato un anno complesso: ridotte le esportazioni verso gli Stati Uniti ed immessi sul mercato nuovi competitor provenienti dai paesi emergenti come l’India, la Cina e la Turchia, la filiera orafa ha visto diminuire in modo consistente le esportazioni in valore e in quantità. Ma il “risveglio” di fine anno deve infondere fiducia: proprio così, infatti, hanno risposto i diretti interessati. Da più fronti arrivano proposte, che puntano tanto sulla professionalizzazione degli operatori del settore quanto sulla svolta tecnologica. Su questa linea Bruno Guarona, presidente dell’Associazione Orafa Valenzana, e Massimo Cicala, vicepresidente nazionale Federdettaglianti, nonché vicepresidente ligure. «Per spingere verso l’innovazione abbiamo disegnato un evento apposito, V+Plus 2009 – ha dichiarato Guarona -, che si svolgerà dal 18 al 20 aprile a Valenza, fondato sul binomio design + tecnologia». «È finita l’era dell’improvvisazione – sostiene Cicala – e la crisi, una volta che si presenta, può essere un modo per scremare l’ambiente da chi manca di professionalità».

Anche dalla Campania arrivano proposte concrete: un Forum on line continuamente aggiornato è ciò su cui sta lavorando la Federazione Orafi Campani guidata da Giovangiuseppe Lanfreschi. Resta da capire cosa può fare una fiera orafa per dare un contributo concreto che dia uno scossone alla crisi. Uno spunto interessante lo offre Giovanni Tricca, presidente del Centro Promozioni e servizi, società organizzatrice di OroArezzo. «Il ruolo di questi eventi è cambiato e non si può far finta di niente: bisogna offrire sempre nuovi servizi, che siano qualificati e sofisticati».

Anche nel mondo dell’artigianato e della piccola impresa si respira aria di rinnovo: Achille Capone, responsabile rapporti istituzionali della CLAAI, punta a garantire il credito abbassandone il costo. Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Oliviero, presidente della CNA per la Provincia di Napoli, fiducioso in un progetto regionale che agevoli il credito destinato alle piccole imprese. Il settore del lusso, in ogni caso, sembra resistere malgrado le enormi difficoltà. Non soltanto perché, di là dalle influenze immediate di una crisi economico-finanziaria mondiale, resta ancora un largo spazio per il desiderio di evasione e di fuga dalla realtà quotidiana, al quale il gioiello ha sempre risposto, ma anche perché il target di clientela di riferimento del settore è, tra i tanti, quello meno colpito a fronte di fasce della popolazione, specialmente quelle medio-basse, realmente colpite dalla recessione. Ma questo gli operatori lo hanno già compreso e, per dirla con Giovanni Tricca, «non sono disposti ad arrendersi tanto facilmente».

Aumenti e cali dell’Export nel comparto orafo

Nell’export, da gennaio a settembre dello scorso anno si registra un calo del -5,54% in valore e del -8,16% in quantità (Fonte: Istat – CPATECO DN362 “Gioielli ed articoli di oreficeria”). Per ciò che riguarda i rapporti del mercato italiano verso l’estero, al primo posto gli Emirati Arabi (16,40% sul totale dell’export italiano, con un aumento, rispetto all’anno precedente del 14.56%) in linea con la forte crescita delle vendite verso tale paese verificatasi negli ultimi due anni (+26,3% e +11,5%). Segue la Svizzera (11,63%), in un contesto europeo che, in un anno (il confronto è stato compiuto tra gennaio-settembre 2007 e gennaio-settembre 2008), ha visto un calo in altri mercati comunitari, come la Gran Bretagna (-30.89%), la Germania (-6.60%) e la Spagna (-21.13%). La Turchia ha guadagnato terreno con un +15.26%; più contenuta ma sempre rilevante la variazione relativa alla Polonia (+6.52%).

Il dato che ha provocato maggiore allarme è stato il calo relativo all’export verso gli Stati Uniti, storico mercato di sbocco per l’oreficeria italiana (-28.26% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente). Complici del fenomeno certamente l’aumento del prezzo dell’oro e la simultanea svalutazione del dollaro (dal 2006 ad oggi, +80% il primo e -30% il secondo) nonché l’aumento dell’inflazione e del consumo di oro in paesi emergenti come l’India. È doveroso però precisare anche che, malgrado la riduzione, si attestano sempre al terzo posto (subito dopo Emirati Arabi e Svizzera) e che, tenendo conto delle variazioni positive riscontrate verso altri mercati emergenti, il dato va relativizzato. Allo stesso modo, prendendo in esame un solo mese (settembre) è stato registrato un aumento sia in termini di valore che di quantità.

QUI ROMA: Nicola Curto – Presidente nazionale Federdettaglianti

Il dettaglio orafo, oggi,  si ritrova a navigare a vista in un contesto economico non certo sereno dove i conti non tornano e dove il 2009 è partito tutto in salita. L’andamento negativo ha coinvolto tutte le tipologie di consumo, con una flessione, su base annua particolarmente accentuata per i beni durevoli. Vi è inoltre da sottolineare come la tendenza riflessiva abbia interessato anche la spesa per i servizi, per i quali da molto tempo non si registrava più una riduzione dei consumi. In questo stato di cose anche il fisco può giocare la sua parte. Il decreto anti-crisi approvato alla fine di gennaio amplia notevolmente il ventaglio di strumenti a disposizione di famiglie e imprese per aumentare la liquidità e ridurre il prelievo. L’offerta per le imprese di poter rateizzare i debiti fiscali che perde “la maxi rata” iniziale e aumenta il suo tasso di convenienza. Tra le misure da sfruttare ci sono poi la deducibilità parziale dell’Irap e le rivalutazione dei beni. E non vanno dimenticati gli ammortamenti anticipati e il taglio del cuneo fiscale introdotto con la Finanziaria 2008, ora operativo sull’intero anno. Sembra quindi che l’attuale governo abbia posto i presupposti della riduzione della pressione fiscale complessiva, in parallelo al recupero di evasione ed elusione.

L’altra grande riforma, quella che riguarda gli ammortizzatori sociali, potrà essere l’occasione per costruire tutele più robuste e universali a favore del mondo del lavoro, finalizzandole saldamente al reinserimento occupazionale, anche sulla base di una formazione continua di qualità. Ed è stato certamente un bene che nel decreto anticrisi questa tutela sia stata estesa anche alle imprese del commercio costrette a chiudere la loro attività. Una misura importante che va incontro ad una categoria che solo nei primi nove mesi dell’anno scorso ha visto ridurre lo stock di oltre 30mila imprese e che denota un segnale di attenzione da parte del Governo in un momento indubbiamente difficile. Il piangersi addosso non serve più, dobbiamo rimboccarci le maniche ed avere il coraggio di confrontarci e porre sul tavolo le nostre idee finalizzate al rilancio del settore, non possiamo andare avanti aspettando Godot: come Federdettaglianti siamo convinti che è indispensabile uscire dall’enfasi di una progettualità che rischia di essere soltanto dialettica e cercare soluzioni concrete. Il settore orafo deve reagire unito adottando una comune politica di dialogo persuadendo il consumatore a varcare i nostri esercizi. Sarà poi la nostra professionalità a fare il resto. La parola più ricorrente è e deve essere sfida, in senso assolutamente dinamico, a tutti i livelli: dalla progettazione alla produzione, dal marketing alla distribuzione. Occorre – lo ripeto – reagire, contrastare gli eventi, anticipare i tempi, interpretare i segnali: questo il messaggio predominante in un momento in cui la stagnazione del mercato interno ed internazionale autorizza a parlare di crisi.

Non si tratta di inventare nulla, bensì di utilizzare al meglio le molteplici risorse che abbiamo a disposizione, mirando a qualità, formazione e professionalità nella valorizzazione della cultura di prodotto. Recentemente Assicor, insieme ad Hangar Design Group, ha sviluppato una campagna di promozione del gioiello, presentata nell’ambito dell’ultima Fiera di Vicenza, da effettuarsi sia a livello nazionale e sia internazionale. Da oggi in poi  la parola d’ordine dovrà essere costruire e diffondere una reale cultura del gioiello e del prodotto prezioso che esponiamo. Mi tornano in mente le parole di John F. Kennedy, che dovrebbero stimolare i nostri colleghi a riflettere sul nostro futuro prossimo: “Vogliamo andare sulla luna in questo decennio non perché sia una cosa facile, ma perché è difficile, perché quell’obiettivo servirà a mobilitare e misurare le nostre migliori energie e capacità, perché quella è una sfida che intendiamo accettare, che non vogliamo rimandare e che siamo decisi a vincere.”

QUI BOLOGNA: Pierluigi Sforza Presidente del sindacato orafi ASCOM della provincia di Bologna

È sulla formazione che bisogna investire, soprattutto in momenti di crisi: è l’unico elemento che fa la differenza e che a lungo andare può migliorare, tramite una selezione basata sulla professionalità degli operatori, anche le condizioni del mercato. A Bologna lo stiamo facendo da un anno, attraverso dei corsi della durata media di un giorno organizzati in collaborazione con la Federdettaglianti di Roma. Gli argomenti che costituiscono oggetto delle giornate di studio sono i più vari: dalla gestione economico-finanziaria delle aziende a quelli più tecnici di gemmologia, gestione del negozio, monitoraggio acquisti e fornitori, e vetrinistica. Ad aprile avremo un corso sulle iniziative di comunicazione per il punto vendita.

QUI RAGUSA: Enzo Buscemi  Presidente dell’Associazione  provinciale gioiellieri di Ragusa

Io ho una ricetta ben precisa per consentire al mercato di ricominciare la ripresa: tornare all’oro, al metallo prezioso. Con quantità esagerate di acciaio abbiamo impoverito i nostri clienti. I centri commerciali, che ne vendono in quantità e senza un rapporto personale tra dettagliante e consumatore, hanno svuotato i centri storici, per questo motivo dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo. Qui a Ragusa l’abbiamo fatto: dal momento che le persone amano il gusto e la moda e in tal senso si lasciano influenzare da ciò che vedono ripetersi, abbiamo deciso di dare un’identità comune alle nostre vetrine: uguale lo sfondo, di colore rosso, ed in vista tante, tante perle. È stato un vero successo: le perle quest’anno si sono vendute alla grande e tutti si sono sentiti alla moda. La prossima stagione ripeteremo quest’esperimento con l’ambra, così come stiamo organizzando un evento nelle scuole, per coinvolgere i bambini a ridosso della festa della mamma.

QUI GENOVA: Massimo Cicala Vice Presidente nazionale Federdettaglianti e Vicepresidente Liguria

A chi mi chiede «come è andato il 2008», rispondo: «chiedetemi come andrà il 2009». È inutile guardarsi indietro, anche perché il secondo semestre dello scorso anno non è stato così nero. Credo che molte delle opinioni negative che ho sentito in giro fossero umorali, dettate da un eccesso di allarmismo e da una suggestione collettiva. Non nego che siano tempi difficili, soprattutto per le fasce sociali più in difficoltà: dico solo che a volte esageriamo e si crea un pericoloso circolo vizioso. È finita l’era dell’approssimazione e dell’improvvisazione e questo ci costringerà a ripensare il nostro ruolo. Ora ho capito cosa ci penalizza: noi operatori siamo cani sciolti. Dobbiamo fare gruppo, ma dobbiamo arrivarci gradualmente, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone. In quest’ottica qui in Liguria stiamo organizzando numerosi incontri che ci permettono di conoscerci e di stringere dei rapporti, a partire da relazioni dirette che via via si allargano: cominciare dal grande gruppo non serve. Allo stesso modo abbiamo lavorato per diverso tempo a “disegnare” una polizza assicurativa comune, che gli associati potessero scegliere per risparmiare: ora è una realtà. In ogni caso, senza informatizzazione non si va da nessuna parte, non possiamo neanche fornire dei dati attendibili sullo stato della crisi se la maggior parte di noi non dispone di strumenti tecnologici adeguati. E questa è una carenza che oggi riguarda specialmente il dettaglio.

QUI NAPOLI: Giovangiuseppe Lanfreschi  Presidente Federazione orafi campani (FOC)

Per fronteggiare in  modo propositivo una crisi di questo spessore è necessario puntare sulla cultura: noi come federazione campana crediamo molto nell’importanza di diffondere un  messaggio culturale vero e proprio. È già da diversi anni, infatti, che facciamo leva sulla formazione, rivolta in particolar modo alle nuove generazioni. Abbiamo prodotto la prima guida normativa italiana del settore e proprio ai più giovani ne abbiamo distribuito copia. Va anche detto che puntare sulla cultura può sembrare semplice in una zona così ricca di storia e di tradizione artigiana in settori specializzati come, per esempio, il corallo ed il cammeo. Ma non è semplice neanche qui: per accelerare questo processo stiamo lavorando ad un forum e ad un blog per integrare il nostro sito, già attivo da tempo. Ci servirà come luogo immediato di scambio e di confronto e siamo al lavoro per far sì che, una volta implementato, ogni richiesta venga subito soddisfatta.

QUI VALENZA: Bruno Guarona Presidente associazione orafa valenzana (AOV)

È certamente un momento impegnativo, a maggior ragione per il mondo del lusso, ma sono assolutamente d’accordo con uno “spazio propositivo” come lo scambio con gli operatori del settore. Qui a Valenza, un distretto orafo che gode di un passato davvero imponente, stiamo cercando di scrollarci di dosso il retaggio di staticità che ci ha caratterizzato e, attraverso un evento che si svolgerà dal 18 al 20 nel nuovissimo spazio “Expo Piemonte” inaugurato lo scorso ottobre, vogliamo guardare al futuro e all’innovazione. “V+Plus 2009”, questo il nome dell’evento, avrà ad oggetto il rapporto tra design, tecnologia e creatività, perché siamo convinti di dover recuperare un gap profondo. È un esperimento in cui crediamo molto e per questo motivo abbiamo organizzato incontri B2B, seminari ed occasioni di verifica per tutti gli operatori, insieme ad un’offerta formativa specializzata per la vetrinistica e gli allestimenti.

QUI AREZZO: Giovanni Tricca  Presidente Centro Promozioni e Servizi di Arezzo (società organizzatrice di OroArezzo)

Gli imprenditori orafi italiani non appaiono affatto rassegnati al declino e affrontano i problemi con coraggio, intelligenza e fantasia. La crisi c’è, dunque, ma il sistema orafo italiano non sembra disposto ad arrendersi tanto facilmente. Per ciò che riguarda strettamente le manifestazioni di settore, nessun ente fieristico può limitarsi a vendere spazi e offrire una generica occasione d’incontro fra domanda e offerta: bisogna fornire una gamma di servizi sempre più qualificati e sofisticati, anche in termini di puro marketing. Nella prossima edizione, la trentesima, che si terrà dal 21 al 24 marzo, abbiamo destinato risorse davvero importanti allo sviluppo di attività promozionali nei più importanti mercati di sbocco dei gioielli Made in Italy, con particolare attenzione ai Paesi emergenti, abbiamo varato iniziative che hanno la duplice finalità di fornire indicazioni preziose sulle tendenze-moda nel medio periodo e di alleggerire con eventi piacevoli le comprensibili tensioni degli operatori orafi. Insomma, stiamo lavorando per comunicare fiducia.

CLAAI (Confederazione libere associazioni artigiane italiane) – Associazione dell’artigianato e della piccola e media impresa della Regione Campania – Achille Capone Responsabile rapporti istituzionali

L’artigianato e la piccola impresa sono i settori più colpiti da questa crisi: a differenza delle grandi imprese non possono ricorrere a strumenti come la cassa integrazione e pertanto c’è il rischio che, a fronte della recessione, siano costrette a chiudere. Proprio per evitare questo circolo vizioso abbiamo messo in atto strategie per rafforzare i Confidi, strumenti per facilitare l’accesso al credito offrendo garanzie alle imprese, ma più nello specifico stiamo lavorando per abbassare il costo di tale garanzia. Il Confidi della Claai (Creditart) è uno dei più “voluminosi” della Campania come numero di soci. Inoltre, oltre ad attività di promozione all’estero, ci siamo attivati per individuare, tramite un ente bilaterale, misure atte ad evitare i licenziamenti: insomma, una sorta di cassa integrazione del settore.

CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) – Giuseppe Oliviero Presidente per la provincia di Napoli

La politica che stiamo portando avanti è favorire il credito per le piccole imprese, in primis recuperando e rilanciando l’Artigiancassa, per proseguire e potenziare la tradizionale attività di gestione di agevolazioni e finanziamenti per aziende. A livello nazionale è in progetto un regime particolare destinato ad artigiani e commercianti. A livello regionale, la giunta campana deve recuperare un profondo gap, ma l’Assessore alle Attività produttive Cozzolino si sta già muovendo in tal senso. Un ausilio in ambito istituzionale non può che stimolarci a fare meglio e ad avere fiducia nel futuro. Siamo peraltro convinti che dalla crisi si possa uscire non soltanto ampliando la voce delle vendite, ma anche risparmiando su costi superflui ed ottimizzando le spese, ed è una delle operazioni concrete che stiamo cercando di mettere in atto.

OROMARE (Centro Orafo): Gianni Lepre Consigliere

La soluzione va ricercata non in una sola azione, ma in una serie di interventi da parte degli operatori e il consorzio Oromare ha in programma di attuarli nel prossimo futuro: costituire dei gruppi d’acquisto; attivare sinergie interne e con altri soggetti qualificati; stipulare convenzioni con partner specializzati per l’acquisizione di reti di servizi utili per ciascuna azienda a costi più contenuti; assicurare contributi finanziari all’organismo consortile così come alle singole aziende, e Oromare potrebbe svolgere attività di consulenza in tal senso; fare leva sull’internazionalizzazione attraverso strategie di marketing, marchi di qualità, reti di vendita. Stringere rapporti fecondi con le scuole e le università. In particolare, Oromare ha come obiettivo anche quello di investire sui giovani. Proprio per questo motivo, un’opportunità potrebbe essere sviluppare una scuola orafa all’interno del Consorzio.


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