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Inchiesta: Commercio, limite di spesa a mille euro le associazioni di categoria non ci stanno

CONTINUA LA BATTAGLIA CONTRO LA NORMA INIQUA

contanti

Limite di 1.000 euro alle spese in contanti e procedure legate alla tracciabilità per pagamenti di importi superiori ai 3.600 euro: una problematica che incide sull’intera filiera orafa, dalla produzione alla distribuzione al dettaglio, passando per il commercio all’ingrosso. Ecco perché si fa sempre più forte la voce congiunta delle associazioni di categoria per definire a livello comunitario criteri omogenei per la circolazione e l’utilizzo del contante che non risultino penalizzanti per il commercio orafo italiano.

La questione è stata oggetto di numerosi incontri, ultimo dei quali a Vicenzaoro January. Il seminario è stato l’occasione per presentare un’indagine realizzata da Format Research su commissione di Federpreziosi sul comparto del dettaglio: i gioiellieri italiani, secondo lo studio, ritengono che, se la soglia di utilizzo del contante fosse innalzata a 2.500 Euro, come in Spagna, si registrerebbe un aumento dei ricavi medi pari al 13% e, se innalzata a 3.000 Euro, come in Francia, questo sarebbe del 16%. Se poi non fosse previsto alcun limite alla soglia di utilizzo del contante, come attualmente in Germania ed in Olanda, l’aumento si aggirerebbe intorno al 21%. L’abolizione dell’obbligo da parte del commerciante di registrare e comunicare i dati degli acquirenti che spendono più di 3.600 Euro, non previsto negli altri paesi UE, comporterebbe un aumento dei ricavi, in media, pari al 22%. Queste osservazioni danno conto delle difficoltà del settore che in qualche modo paga il peso di alcuni adempimenti amministrativi imposti in Italia, ma non in altri Paesi dell’Unione Europea.
Ma non è tutto: tra le proposte contenute nei decreti attuativi della delega sul fisco internazionale si è parlato, in un primo momento, anche di introdurre un’imposta di bollo sui versamenti giornalieri superiori ai 200 euro, voce poi smentita dal Ministero dell’Economia. E intanto, nel momento in cui il giornale va in stampa, si apre uno spiraglio: il premier Matteo Renzi ipotizza l’innalzamento della soglia da 1000 a 3000 euro. La battaglia dunque prosegue: nessuna crociata contro la lotta all’evasione. Su questo punto le categorie della filiera sono tutte d’accordo.

 

FEDEREZIOSI

“Allineamoci all’Europa”

Giuseppe Aquilino

aquilinoPer avviare un costruttivo dialogo con gli organi di Governo è indispensabile fornire numeri attendibili e certi, come abbiamo avuto modo di verificare nel corso di un recentissimo incontro a Roma con il capo ufficio legislativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze e una dirigente dell’Agenzia delle Entrate cui abbiamo partecipato insieme a una delegazione dell’Associazione Orafa Lombarda. Uno tra i tanti effetti è il pendolarismo dello shopping verso paesi comunitari al confine, dove il consumatore può fare acquisti in modo più discreto e al di là delle limitazioni italiane. L’armonizzazione a livello comunitario è fondamentale per evitare questi fenomeni che hanno anche distratto ingenti somme all’erario in termini di versamenti Iva e di imposte sui mancati guadagni registrati dai nostri negozi.

 

ASSOROLOGI

“Assecondiamo i piccoli segnali di ripresa”

Mario Peserico

pesericoIl limite ai contanti è una decisione iniqua perché colpisce alcuni settori e non altri: in particolare, ha influenza su quei comparti in cui la fascia media dei prodotti supera la cifra dei 1000 euro, come nel caso degli orologi. La ricchezza così non gira e si va contro quel principio di libera circolazione di beni, persone e capitali. Non siamo contro la lotta all’evasione, naturalmente, ma riteniamo che vada combattuta a monte, non a valle. L’Italia non è peggiore di altre nazioni e la lista Falciani (la lista, recentemente diffusa, di coloro che hanno depositato risparmi nella filiale di Ginevra della grande banca inglese Hsbc, ndr) lo dimostra: eppure negli altri paesi le misure anti-evasione sono altre. Ci sono piccoli segnali di ripresa, non intralciamoli.

 

FEDERORAFI

“La differenza di limite ci penalizza”

Ivana Ciabatti

ciabattiLa parola chiave è armonizzazione.  È assurdo che in Italia ci sia una norma così diversa da quella degli altri paesi europei: la differenza di limite ci penalizza molto, danneggia le nostre aziende e favorisce uno shopping extrafrontaliero. Anziché semplificare qui si complica, perciò anche i produttori vogliono dare voce a questa battaglia affinché si rendano più omogenee le regole per tutti i membri dell’Ue. 

 

 

ASSOCORAL

“Regole più chiare per i grossisti”

Tommaso Mazza

MAZZA TOMMASO.tifOltre a sostenere la posizione di Federpreziosi e del mondo del dettaglio –  è evidente che le ricadute della diminuzione di vendite a causa del limite di spesa in contanti colpiscono a catena tutta la filiera – l’aspetto che tocca più da vicino Assocoral è il commercio all’ingrosso con l’estero. In assenza di una specifica disposizione normativa, possono i grossisti accettare denaro contante regolarmente denunciato (fino a 10mila senza dichiarazione, oltre i 10mila con dichiarazione volontaria alla dogana) da compratori esteri)? E ancora: il comportamento da adottare non è contemplato neanche nella contrattazione con i cittadini dell’Ue che, secondo le rispettive normative nazionali, possono spendere in contanti cifre superiore a quelle italiane. Stiamo studiando un documento da presentare ai ministeri competenti per chiarire tutti questi punti, che rendono difficile la nostra attività.

 

POMELLATO

“Siamo ormai oltre l’evidenza di un danno causato dal limite di spesa a 1000 euro”

Andrea Morante

pomellatoLa nostra società è un punto di osservazione interessante per i rapporti commerciali a concessionari italiani e stranieri. Siamo ormai oltre l’evidenza di un danno causato dal limite di spesa a 1000 euro, che ci fa registrare un malcontento unanime nel settore. Il tema, perciò, non è più tanto l’errore in sé, ma il tempo necessario a correggerlo e a porre rimedio. Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare?

 

 

CLUB DEGLI ORAFI

“Regole più chiare per i grossisti”

Augusto Ungarelli

ungarelliPer il mondo del gioiello italiano, dalla produzione alla distribuzione, le limitazioni dell’uso del contante ed anche la tracciabilità delle vendite con carta di credito, come per gli altri settori del lusso, hanno un impatto fortemente  negativo sul potenziale acquisto del cliente finale e di conseguenza per ricaduta sull’intero settore. Da una parte, queste limitazioni incentivano gli acquisti all’estero, dove  i limiti sono meno stringenti, dall’altro risultano incomprensibili ai clienti stranieri che tanto auspichiamo vengano a visitare l’Italia ed anche a fare acquisti, creando loro sconcerto e diffidenza  per la difficilmente comprensibile burocrazia e quindi frenando il potenziale piacere dell’acquisto. Le conseguenze di questi  provvedimenti, creando difficoltà nelle vendite, vanno ad incidere direttamente sull’attività delle aziende e sulla loro sopravvivenza con la  conseguenza di  un forte  impatto negativo  di tipo sociale. Riteniamo che sia fondamentale in Europa a vere le stesse condizioni fra i paesi che ne fanno parte in modo da   favorire acquisti liberi da complesse incombenze burocratiche. Anche questo può contribuire a rimuovere lo stallo dei consumi che da troppo tempo è presente in questo Paese e consentire alle nostre imprese di tornare a crescere.


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