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Inaugurata la September Hong Kong Jewellery & Gem Fair

Al via ieri all’Asia World Expo la rassegna dedicata alle materie prime. Da domani al Convention & Exhibition Centre in vetrina il gioiello finito: 50 aziende dal distretto aretino

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Al via ieri la September Hong Kong Jewellery & Gem Fair, organizzata da UBM Asia, nello spazio espositivo dell’Asia World Expo dove sono esposte pietre preziose, diamanti, perle e materie prime per la gioielleria. Da domani al 19 settembre, invece, all’Hong Kong Convention & Exhibition Centre prende il via la rassegna dedicata al gioiello finito. Oltre 135.000 metri quadrati di spazio espositivo tra le due location per un totale di 3.550 espositori provenienti da 54 paesi. Lo scorso anno la fiera, nata nel 1983, ha contato 57.616 visitatori,  quasi esclusivamente buyer, provenienti da 156 paesi.

Il 2016 è l’anno in cui si torna a puntare i riflettori sulla gioielleria Bridal (Hall 3E Concourse all’HKCEC); ma anche l’anno in cui si riunisce a Hong Kong il più grande numero di espositori di diamanti: 430 aziende in tutto, la più grande vetrina del settore.  Il padiglione più numeroso si conferma quello thailandese, mentre durante i giorni di fiera si svolgeranno tre aste di fama mondiale di perle e diamanti oltre a un ricco calendario di workshop tematici.

A questa edizione parteciperanno anche circa 50 aziende aretine, 10 delle quali con il contributo determinante della Camera di Commercio di Arezzo. Sarà presente, per alcuni incontri istituzionali,  anche il  Vice Presidente dell’Ente Camerale Andrea Fabianelli. “L’ impegno della Camera di Commercio per sostenere l’export delle nostre imprese – sottolinea il Presidente Andrea Sereni – nasce dalla consapevolezza di cosa esso rappresenti  per il nostro sistema locale e indirettamente  per quello nazionale: rappresentiamo in Toscana la prima provincia  per rapporto export/imprese e la  seconda (dopo Firenze ) per il volume complessivo delle merci. I segnali negativi  del primo semestre che vedono il nostro export diminuire complessivamente del -4,6 % e del -5,9% per quanto concerne il settore orafo ci spingono, nonostante il dimezzamento delle entrate dal diritto annuale attuato dal governo centrale,  a proseguire, per quanto possibile, nelle  iniziative di sostegno alle imprese che operano sui mercati esteri. Abbiamo registrato infatti in paesi tradizionalmente interessati alla produzione italiana  quali, ad esempio, la Russia ed il Medio Oriente  segnali via via sempre più negativi; per questo è necessario  da un lato  ricercare nuovi mercati di riferimento e dall’altro  sostenere le produzioni di alta gamma che , al momento, mostrano positivi segnali di tenuta sopratutto in importanti  mercati come gli Stati Uniti”.


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