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In nome della moda “io uccido”

Chi ancora crede che indossare una pelliccia sia espressione di femminilità, uno status symbol irrinunciabile, abbia il coraggio di collegarsi a www.nonlosapevo.com e di navigare tra immagini che fanno a pezzi il cuore e straziano la mente, immagini che non si cancellano più dalla testa per le atrocità a cui sono sottoposte quelle indifese creature. Lo confesso, io ho un cincillà, ma vivo, è un Black Velvet e ad accarezzarlo si ha la sensazione di affondare le dita nel borotalco tanto è soffice. Si chiama Verci e per fortuna ignora che proprio per la bellezza del suo manto ci sono persone disposte ad ucciderlo senza tante cerimonie.

Quando una cosa fa tendenza non ci sono santi, bisogna averla, a tutti i costi. E se non possiamo permettercela? Niente paura, a buon mercato si trovano cani e gatti in versione polsino, collo, stola…, accessori che indossiamo dimentichi che da vivi erano identici a quelli che a casa ci fanno le feste per accoccolarsi in un angolino sul divano.

Fendi punta più in alto. Per indossare una sua pelliccia di Zibellino bisogna sborsare un milione di euro. Karl Lagerfeld ha tenuto a specificare (a Wwd) che il costo è dovuto alla rarità dell’animale (motivazione sufficiente per dire basta e invece…)

Pelliccia in zibellino di Fendi
Pelliccia in zibellino di Fendi

L’Olanda (dove forse indossare una pelliccia ha un suo perché vista la rigidità del clima) ha detto stop agli allevamenti. Come lei tanti altri paesi civilizzati ma non l’Italia.

Sul sito della LAV si legge che nel 2001 il Comitato Scientifico della Commissione UE aveva denunciato gli allevamenti finalizzati alla produzione di pellicce come gravemente lesivi del benessere animale.

Dopo circa 15 anni non è cambiato nulla.

 


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