di


Il valore dell’unbranded

Sembra che nel 2013 – se le previste infrastrutture saranno pronte – l’edizione primaverile della Fiera di Vicenza cambierà completamente rispetto al passato. Almeno, così dicono color che sanno, alimentando (ad arte?) una certa qual con-fusa misteriosa attesa.

La fiera di Maggio, annunciano gli araldi del futuro, sarà centrata sul cosiddetto “unbranded”, cioè quella produzione che ha come valore aggiunto la qualità dei materiali e delle  lavorazioni, non la notorietà planetaria, continentale, nazionale o almeno interregionale di una marca. E’ un po’ come i monili di un tempo, nella stragrande maggioranza dei casi prodotti direttamente dal gioielliere che li vendeva. Era l’insegna col nome del dettagliante a “fare marca”. E questo spiega tante cose, compreso il motivo per cui i commercianti di gioielleria si guardavano bene dal trattare ornamenti in materiali non preziosi.

Orbene: se non c’è alcun genere di retropensiero (che significa “la partecipazione in Fiera a maggio avverrà per target definiti”?), complimenti a Vicenza. E’ un peccato, però, che la nuova impostazione della mostra di Primavera sia programmata a così grande distanza di tempo. Ecco: a costo di arrangiarsi con le infrastrutture (in fin dei conti, non sarebbe la prima volta), non si potrebbe anticipare il tutto? Perché l’impressione è che il “senza marca” (“unbrandy” lo chiamava un amico portato alla Vecchia Romagna) abbia tutti i numeri per ri-emergere degnamente e una certa fretta di farlo. Il 2013 è lontanuccio. O no?


1 commento

  1. Alfredo Pesaresi says:

    a me piacerebbe per maggio 2011 e se cosi’ fosse ci andrei con tanta più voglia.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *