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Il Tesoro di Cheapside in mostra a Londra

Era il 1912 quando fortuitamente, alcuni operai che lavoravano in una cantina nei pressi di Cheapside, si imbatterono in una cassa di legno custode di un inestimabile tesoro, composto da anelli, spille, collane, cammei, per un totale di circa cinquecento gioielli.

Grande giubilo ci fu fra gli operai che immaginarono di poter rivalutare il loro status attraverso la vendita del prezioso ritrovamento; raccolti infatti alla bella e buona gruzzoli di quel tesoro si recarono immediatamente dall’antiquario George Fabian Lawrence, che compreso immediatamente il valore del ritrovamento lo acquistò in blocco dagli operai per poi proporlo in vendita al costituendo Museum of London.

Immediate furono le rimostranze del British Museum e del Victoria & Albert Museum per l’esclusione dalla vendita che alla fine fu ripartita smembrando in tre parti quel tesoro che era rimasto sepolto per quasi trecento anni.

Orologio in ottone dorato con marchio del fabbricante: 'G Ferlite' (attivo tra il 1590 ed il 1635)

A distanza di oltre cento anni dalla scoperta, il Tesoro di Cheapside viene oggi ricomposto nella straordinaria mostra allestita proprio al Museum of London, che li ha accostati lungo il percorso ai vestiti ed ai ritratti dell’epoca elisabettiana, età a cui risalgono i gioielli.

Nel Seicento, infatti, il luogo del ritrovamento era una strada che ospitava diverse officine orafe e studi recenti hanno messo in relazione i preziosi proprio con la produzione di un gioielliere del XVII, tale Thomas Sympson che viveva a Cheapside ed è ricordato dalle cronache per le sue attività di falsario e lucratore. A confutare questa proposta ci sarebbero due monili falsi ritrovati proprio nella cassetta, le cui pietre preziose non sono altro che pregevoli imitazioni realizzate in cristallo di rocca abilmente tinto a simulazione di rubini.

Salamander spilla, smeraldi a cabochon di provenienza colombiana, diamanti indiani e smalti realizzati in Europa. Con la varietà delle provenienze deglielementi di questo prezioso, il gioiello è il simbolo di quei traffici commerciali che videro il Regno Unito tra i protagonisti del Seicento. La Salamandra aveva un significato simbolico presso i Tudor e gli Stuart, poiché si pensava che ptoesse attraversare il fuoco senza bruciarsi, grazie ad una sostanza lattiginosa che le inumidiva il corpo.

Non solo, a conferma della datazione e a sostegno dell’analisi stilistica sopraggiunge la presenza di un sigillo in corniola decorato con le insegne di William Howard, visconte di Stafford a partire dal 1640. I curatori della mostra ipotizzano che il seppellimento della cassetta dovette avvenire presumibilmente proprio tra il 1640 ed il 1666 anno in cui ci fu il devastante incendio che ridusse la città in un ammasso di rovine fumanti.

L’eccezionalità dell’esposizione è sostenuta dagli sponsor Fabergé, Gemfields e Coutts ed dal sostegno della Blavatnik Family Foundation.

Museum of London, fino al 27 aprile 2014

Bottiglia per profumo

2 commenti

  1. mteresa says:

    SPETTACOLARE!!!!! HO VISTO LA MOSTRA DELLE PERLE AL V&A (NON INTERESSANTE) , IL SETTORE DEI GIOIELLI AL V&A MUSEUM (BELLISSIMO) MA CERCHERO’ DI TORNARE A LONDRA PER VEDERE ANCHE QUESTA MOSTRA! BRAVI A PUBBLICIZZARLA. MTERESA


  2. Beatrice says:

    Grazie informazioni di questo tipo utilissime.


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