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Il Sole 24 ore Luxury Summit: il lusso continua a crescere

Nuove possibilità e strategie per un buon reshoring, ovvero come favorire il ritorno in Italia di aziende che, dopo un’esperienza di produzione all’estero, stanno considerando una decisa inversione di rotta.

Ma anche opportunità offerte dall’evoluzione del digital. Questi i principali temi trattati in occasione del 7° Luxury Summit di Milano, appuntamento per gli addetti ai lavori del mondo del lusso e della moda organizzato da Il Sole 24 Ore il 10 e l’11 Giugno 2015.

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Antonio Achille di Boston Consulting Group ha aperto i lavori con qualche utile dato elaborato in collaborazione con Altagamma. Il lusso continuerà a crescere, ma più lentamente, con un tasso del 4% all’anno circa. Le energie saranno concentrate su uno sviluppo organico, ovvero nel potenziare ciò che già esiste, lavorando all’interno del proprio perimetro.

Ormai i marchi sono anche retailer, tendenza che favorisce anche l’attenzione al cliente, ‘oggetto’ di studi e misurazioni sempre più sofisticati. Per quanto riguarda l’importanza dell’on-line, il 60% dei consumatori è influenzato dal mondo digitale nella fase di acquisto, nonostante il prodotto venga poi comprato in negozio nell’80% dei casi. Tuttavia digital e offline stanno diventando realtà perfettamente integrate indipendentemente dal fatto che l’azienda abbia adottato o meno l’e-commerce.

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Sul palco si sono alternate in interviste one-to-one con giornalisti del Gruppo 24 Ore, aziende protagoniste del lusso: da Ferragamo a Scervino, da Santoni a Kiton, da Versace a Parmigiani.

Per la gioielleria, ha portato la sua testimonianza Gabriele Aprea di Chantecler: “Tra il 2002 e il 2007 abbiamo aumentato il nostro fatturato passando da 4 a 22 milioni di Euro; nel 2014 è stato di circa 16 milioni, per l’80% generato in Italia. Il progetto è di continuare a crescere, guardando alla Cina, ma armati di sano realismo e umiltà.” La ricetta? “Una gestione trasparente e oculata e saper resistere alla tentazione di fare passi più lunghi delle nostre possibilità, oltre ad aver puntato su fasce di prodotto corrette per il nostro tipo di clientela e capacità produttiva”.


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