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Il Royal Oak dell’Audemars Piguet, un successo lungo mezzo secolo

All’artista-designer di orologi Gerald Genta, l’idea di fissare viti sulla lunetta del Royal Oak venne dopo averle semplicemente viste sull’oblò di un palombaro. L’inconfondibile forma ottagonale fu invece adottata solo per non discostarsi eccessivamente dalle rotondità consuete dell’epoca.

Due peculiarità che hanno poi contribuito al successo del Royal Oak della Audemars Piguet.

la Boutique Audemars Piguet in Via Montenapoleone 6, a Milano,
la Boutique Audemars Piguet in Via Montenapoleone 6, a Milano

Ma l’intuizione effettivamente rivoluzionaria dell’artista fu quella di realizzare un orologio in acciaio dedicandogli, però, una qualità lavorativa superiore, come quelle riservate alle manifatture in oro. Un orologio di lusso in acciaio, concezione assolutamente inaccettabile per l’epoca. Ed invece, al Salone di Basilea del 1972 viene presentato il Royal Oak, la “quercia reale” dell’Audemars Piguet, ed il successo è immediatamente pieno. Diventerà poi uno degli orologi più famosi al mondo.

 

Piguet orologi di lusso
Da quel lontano debutto ad oggi, sono state tante le varianti apportate al modello. Nel febbraio scorso, ai titolatissimi ospiti che affollavano la Boutique Audemars Piguet di Via Montenapoleone 6, a Milano, ne è stata presentata un’edizione assolutamente sorprendente, la Royal Oak Yellow Gold Collection, in oro giallo, una soluzione che aggiunge prestigio ulteriore ad un simbolo che occupa un grado altissimo nell’orologeria di lusso.

la Boutique Audemars Piguet in Via Montenapoleone 6, a Milano, la Boutique Audemars Piguet in Via Montenapoleone 6, a Milano

Durante la degustazione del rinomato risotto con la foglia d’oro del maestro Gualtiero Marchesi (il piatto che ha costituito una liaison con il tema della serata, l’oro giallo), la Maison ha avuto modo di presentare l’intera Collezione, dal modello per la donna 33 mm, impreziosito dai diamanti sulla lunetta, al Calendario Perpetuo, che unisce il prezioso metallo alla più romantica delle complicazioni.

Filippo Nembrini, Audemars Piguet Italia, e lo chef Gualtiero Marchesi.
Filippo Nembrini, Audemars Piguet Italia, e lo chef Gualtiero Marchesi

Nel corso degli ultimi anni, numerosi e noti sono stati i testimonial della Maison svizzera (tutt’ora gestita dai diretti discendenti della famiglia), da Arnold  Schwarznegger alla America’s Cup, fino ad arrivare ai giorni nostri, con Renato Paratore, giovane golfista di talento che da gennaio 2016 è entrato a far parte del Dream Team dei Golf Ambassador Audemars Piguet, presente anche durante le premiazioni e il cocktail dinner che si sono tenuti presso l’Audemars Piguet Vip Lounge, al Grand Hotel Royal e Golf di Courmayeur.

www.audemarspiguet.com

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