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Il Natale dei gioiellieri

Emozioni, qualità dei prodotti e attenzione per le novità.

Da Nord a Sud parlano i protagonisti.

Non c’è più il Natale di una volta. Ma l’ottimismo, pure in un periodo difficile non manca e le feste, se non sono più i giorni che risolvono un’annata di vendite, restano il momento per mettere in vetrina i pezzi più importanti, incontrare i clienti e sfoderare le novità. A raccontarcelo sono stati nove gioiellieri da Trieste a Palermo, da Milano a Lecce e da Torino a Napoli, passando per Ravenna, Firenze e Perugia. Gioiellerie storiche e showroom, negozi focalizzati sull’alto di gamma, anche con proprie produzioni, e chi al lusso affianca un’offerta più ampia, per tutte le tasche. Tutti con un unico comune denominatore: la qualità.

TORINO

Tony D’Ascoli – F.Gioiellieri

L’aspettativa guardando al Natale è positiva, e noi lavoriamo ancora con l’entusiasmo del primo giorno

Quando ero ragazzo e lavoravo in una grande gioielleria si cominciava a organizzare il Natale subito dopo le vacanze estive, tirando fuori l’argenteria, i velluti per le vetrine… Oggi non ci si prepara più allo stesso modo, anche se noi abbiamo sempre la stessa buona volontà e cerchiamo di trovare ciò che piace al cliente: in vetrina, più che gli addobbi, è il prodotto quello che conta.

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Per quanto riguarda il periodo, si è persa un po’ la consuetudine di regalare gioielli a Natale, perché i giovani in carriera, che potrebbero permetterseli, non sono abituati a farlo e le ragazze non provano più il piacere di ricevere un bel gioiello o un bell’orologio. Noi siamo un negozio “old style”, vendiamo pezzi classici, importanti e ci piace continuare a coltivare questi clienti. Siamo stati i primi a proporre la paraiba o il granato mandarino e siamo sempre alla ricerca delle pietre più belle. L’aspettativa guardando al Natale è positiva, siamo convinti che l’Italia sia un Paese importante, debba solo volerlo. Noi, dal canto nostro, lavoriamo ancora con  l’entusiasmo del primo giorno.

 

TRIESTE

BILLY BLASI – Gold Emotion

Non proponiamo sconti o promozioni ad hoc, come fanno altri, ma puntiamo sulla qualità e sul prodotto

Riguardo al Natale siamo ottimisti, anche se il periodo per il nostro settore non è facile. Le festività oggi non sono più come una volta, anni fa potevi fare anche un terzo dell’incasso di tutto l’anno, adesso invece possono andare meglio altri mesi, come ottobre e novembre. La gente non mette più sotto l’albero il gioiello importante, che è il tipo di prodotto che una gioielleria di alta gamma come la nostra propone.

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Il mondo è cambiato, i giovani pensano che la gioielleria sia accessibile, perché ci sono pezzi che costano poco, ma quella vera non è per tutti, perché ha costi di manifattura e qualità. A Natale mettiamo in vetrina i pezzi più importanti, che sono più difficili da vendere durante l’anno e le novità delle aziende, le cose più belle, che attirano maggiormente il cliente. Non proponiamo sconti o promozioni ad hoc, come fanno altri, ma puntiamo sulla qualità e sul prodotto e i nostri clienti lo sanno.

 

 

MILANO

RINALDO CUSI – Cusi Gioielleria

Manteniamo la tradizione di fare cose belle e di qualità e creare nuovi gioielli è sempre stimolante

Da sempre, negli ultimi 20 anni, a metà novembre invitiamo i clienti per presentare le novità, sia nostre che dei nostri fornitori, in vista del Natale. È il momento migliore per dare il tempo di fare gli ordini e avere tutto per le feste. La realtà, oggi, è che chi spende migliaia di euro vuole pezzi fatti su misura e quindi si chiede ai clienti di essere previdenti riguardo ai tempi.

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Negli ultimi 3 o 4 anni, però, il periodo natalizio ha perso molto del suo significato, la gente viene per regali piccoli, una decina di oggetti che devono essere qualcosa di creativo, poi tornano magari a gennaio ad acquistare per sé. Si è perso molto il valore dei regali di Natale in famiglia. Anche quest’anno, comunque, addobberemo il negozio e come sempre questo sarà appannaggio di mia moglie, che pensa l’albero già 11 mesi prima. Scegliamo un tema per la vetrina, qualcosa che crei interesse e faccia da richiamo. Non ci facciamo illusioni, il mondo è cambiato, ma siamo attenti a ciò che succede attorno a noi. Manteniamo la tradizione di fare cose belle e di qualità e creare nuovi gioielli è sempre stimolante.

 

 

 

BAGNACAVALLO

PAOLO PONZI – Paolo Ponzi Gioielli

Bisogna fare cultura, anche con eventi ad hoc, spiegare come nasce un gioiello e perché costa di più

Certamente avremo vetrine scintillanti e un sorriso smagliante, ma è difficile dire come andranno le vendite natalizie. Rispetto al passato, infatti, la situazione è cambiata: Il regalo di Natale, ormai è meno considerato, mentre quello importante viene fatto durante l’anno. Si tende invece ad acquistare all’ultimo momento e non ci sono più nemmeno i regali aziendali.

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Noi siamo una gioielleria storica, di alta gamma e vediamo che oggi c’è meno cultura, le persone di una certa età riconoscono le pietre e sanno apprezzare la fattura di un gioiello, mentre i giovani sono figli dell’acciaio e non conoscono il fatto a mano.
Questo è anche colpa della nostra categoria, che negli anni non gliel’ha raccontato, mentre bisogna fare cultura, spiegare come nasce un gioiello e perché costa di più. Cercheremo di farlo nel nuovo negozio interamente dedicato agli sposi e organizziamo anche eventi ad hoc, in luoghi alternativi, perché attirano più persone che magari non verrebbero ed entro fine anno vogliamo aprire una sala di formazione.

 

 

 

LECCE

LUIGI FILOGRANA – Gioielleria Iacovelli

Dicembre è il mese che ancora fa la differenza e le nostre vetrine sono tutte dedicate alla gioielleria

Natale per noi è ancora il mese più importante dell’anno e le nostre vetrine sono tutte dedicate alla gioielleria. Proponiamo sia pezzi importanti che “minigioielleria”, mentre la fascia media, quella dell’oreficeria tradizionale, è diminuita molto. Abbiamo anche un angolo del bijoux, che è ciò che l’ha sostituita, perché oggi conta di più l’estetica del metallo.

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Noi puntiamo molto sui pezzi di alta gioielleria, che magari vendono meno del fashion, ma danno soddisfazione e al sud sono ancora ambiti. Il bijoux, invece, rappresenta la quotidianità. Per i regali più piccoli, invece, è richiesta quella che definiamo “microgioielleria”, cioè punti luce o una catena sottile con una perla o un’acquamarina, che si vendono meglio della tradizionale catena. Per quanto riguarda gli orologi, il fashion si è un po’ fermato, mentre la vendita delle marche svizzere storiche è abbastanza costante. Dicembre, comunque, è ancora il mese che fa la differenza e anche se magari si decide di regalare l’oggetto importante nei mesi seguenti, spesso lo si è visto proprio a Natale.

 

 

PALERMO

SALVATORE CIULLA Ciulla Gioielli

Per le feste si cercano doni piccoli mentre quelli importanti si acquistano in qualsiasi momento dell’anno

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La nostra azienda è particolare, perché non abbiamo un negozio su strada con vetrine, ma una clientela selezionata negli anni. Prima di Natale, quindi, l’evento che organizziamo per presentare le novità è ad invito. Da un po’ di anni, comunque, in generale non si aspetta più dicembre per acquistare il gioiello, ma il lavoro è spalmato su tutti i dodici mesi. Ad esempio, i miei clienti che lavorano in altre città magari vengono ad agosto ad acquistare il regalo di Natale per la moglie. Per le feste, però, si va più su doni piccoli e pensierini, mentre quelli importanti, come il trilogy, si acquistano in qualsiasi momento dell’anno.Una volta la clientela si era allontanata dal nostro settore, ora sta tornando e cerca qualcosa che abbia una fascia prezzo più bassa, ma che comunque sia di qualità, per questo sono sempre alla ricerca di pezzi interessanti e quello che trovo va via abbastanza facilmente. In Italia ci sono tanti bei laboratori, basta girare. Anche oggi le occasioni per fare regali ci sono, si tratta di richiamare chi si è stancato di acquistare l’ennesimo telefonino o oggetti che seguono le mode.

 

 

FIRENZE

MARINELLA FANI – Fani Gioielli

Chi vuole fare un regalo importante a Natale, oggi si prepara già nei mesi precedenti le festività

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Le abitudini sono cambiate, la gente se vuole fare un regalo importante a Natale si prepara prima e arriva già a settembre-ottobre a lasciare un acconto, soprattutto nel caso di orologi particolari, che altrimenti all’ultimo momento rischiano di non trovare.
Poi c’è anche chi sceglie al momento e nel gioiello questo è un po’ più semplice. Il Natale, comunque, è ancora un momento che incide molto sulle vendite e nelle fiere autunnali cerchiamo aggiungere al nostro assortimento delle novità, per attrarre i clienti.
In questo la vetrina è molto importante: noi non mettiamo addobbi, ma cerchiamo di esporre pezzi che possano attirare l’attenzione, giocando su prodotti più accattivanti, sulla fascia prezzo e anche andando su un tipo di gioielleria con un’impronta nuova. Un esempio può essere un monile in oro e pietre colorate che colpisce di più. Poi chi entra di solito guarda anche altre cose e magari sceglie un gioiello classico.

 


NAPOLI

SERGIO ANZOVINO – Anzovino Gioielli

Non si può più sperare che una settimana valga un anno di lavoro, bisogna invece fidelizzare il cliente

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La nostra gioielleria è impostata su un prodotto classico, che è ancora quello più richiesto. Per gli acquisti significativi trilogy, solitari, collane di perle e gemme di colore al Sud sono sempre in pole position, più del gioiello griffato. La maggior parte delle persone, infatti, se deve spendere sceglie qualcosa che resti e su dieci, sette scelgono il classico. Il Natale, però, non è più come una volta, in passato si cominciava a lavorare dopo l’Immacolata, poi a metà dicembre, adesso all’ultimo.Oggi, invece, la gente ha imparato che in quei giorni si compra “male”, meglio attendere dopo le feste. Non si può più sperare che una settimana valga un anno di lavoro, bisogna invece fidelizzare il cliente e saper aspettare le sue ricorrenze: a Natale puoi regalare il telefonino, per una nascita o un battesimo no. Le persone sono anche un po’ deluse per altri motivi, ad esempio chi aveva acquistato un prodotto anche come bene rifugio se l’è trovato deprezzato al compro oro. Il gioielliere deve emozionare, saper vendere, ma dovrà passare una generazione: i nonni lo facevano, i figli sono troppo incupiti, i nipoti torneranno a farlo.

 


BASTIA UMBRA

SAURO LUPATTELLI  Lupattelli Preziosi
 
Per Natale siamo fiduciosi. Amplieremo l’assortimento puntando sulla qualità dei prodotti
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Siamo fiduciosi che sarà un bel Natale per le vendite di gioielli. L’interesse c’è e ci stiamo preparando ad aumentare l’assortimento, puntando sulla qualità del prodotto. Quelli trainanti, sotto le feste, sono soprattutto i più classici, come trilogy, solitari e verette, che vengono scelti da una clientela appartenente ad una fascia d’età piuttosto ampia. Anche i giovani, infatti, prediligono questo genere e per il primo regalo alla fidanzata scelgono un diamante. Certamente sono attratti dai prodotti di moda, ma quando si tratta di regali significativi anche loro li interpretano come un oggetto che resti e questo è un segnale che ci fa ben sperare per il futuro. Per quanto riguarda il negozio, che festeggia trent’anni anche se il primo punto vendita è stato aperto dalla nostra famiglia nel 1960, ogni anno per le vetrine scegliamo un tema diverso, che proponiamo anche attraverso i social e i nostri canali di comunicazione.
 
 

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