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Il museo del corallo “Antonino De Simone” di Torre del Greco

Quel fil rouge che attraversa popoli e culture

Collana Lazem in argento e corallo, con amuleto kitab ( Yemen, XIX secolo)

 

Uno scrigno prezioso, una wunderkammer tutta dedicata al corallo nata da una passione lunga una vita, quella di Antonino De Simone che ha inseguito sulle rotte della Via della Seta il cammino, tortuoso e ricco di aneddoti, del Corallo, che dal Mediterraneo ha raggiunto con la sua bellezza luoghi sconosciuti e popoli distanti. Un sottile fil rouge che attraversa i secoli e le culture arricchendosi ogni volta di nuovi spunti.

Il primo pezzo della raccolta fu scoperto a Parigi, dal compianto Antonino, in un negozio di gioielli etnici dove riconobbe il taglio oblungo del corallo, tipologia a lui nota sin da piccolo perché realizzata nella ditta paterna e destinata esclusivamente al mercato nord africano.

Collana in corallo rosso ed ambra fossile (Marocco, XIX secolo)

Quel monile che rappresentava il frutto di una cultura trasversale, capace di attraversare realtà distanti eppure così vicine, diede il via ad una raccolta esclusiva composta da oltre trecento pezzi etnici di grande valore, testimonianze indiscusse di civiltà accomunate da quell’oro rosso, dal forte linguaggio simbolico.

Piatto ornamentale in legno, argento, corallo e rame dorato ( Nepal, XIX secolo)

Il corallo, infatti, è fonte di miti e di credenze di portentose virtù apotropaiche (il poeta Ovidio già ne riconobbe le origini nel sangue grondato dalla testa recisa di Medusa) che dall’antichità, dall’Occidente all’Oriente, ha racchiuso in sé funzioni propiziatorie a tutela del benessere e della fertilità.

Incisione su corallo raffigurante la "Fucina di Cupido" (lavoro napoletano del XIX secolo)

Nel Museo Antonino De Simone si percorre uno spazio temporale vastissimo, dove i capolavori si susseguono nella loro magnificenza, attraversando Paesi (dal Maghreb alla Mongolia, dallo Yemen all’India, dalla Turchia alla Cina), miti e leggende del corallo divenuto talismano, status e merce di scambio, che talvolta, dopo lunghi viaggi, è ritornato nei luoghi da cui è partito, compiendo un percorso inimmaginabile dove la cultura è quello sterminato territorio senza confini, laddove si possono fondere le energie, i valori e le passioni umane.

info: www.antoninodesimone.it


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