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Il mestiere del gemmologo. Viaggio tra i corsi di formazione professionale

IN MANCANZA DI UNA REGOLAMENTAZIONE LEGISLATIVA, LA QUALITÀ DELL’OFFERTA FORMATIVA È L’UNICA STRADA PER ACCEDERE ALLA PROFESSIONE NEL MODO GIUSTO.

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La gemmologia è la scienza che studia le gemme, che rende capaci di identificare materiali come, per esempio, le pietre preziose e i diamanti, per valutarne l’autenticità e gli eventuali trattamenti subiti. Definire i contorni della relativa professione, il gemmologo, è piuttosto arduo: non esiste infatti una legislazione – né italiana, né europea, né internazionale – che offra una definizione univoca di questa figura di esperti.


Chi è il gemmologo?
Dove si forma e quale spesa deve mettere in conto?


ne abbiamo parlato con:

LOREDANA PROSPERI responsabile del laboratorio di analisi dell’Istituto Gemmologico Italiano

SABINA BELLONI gemmologo e responsabile per i corsi dell’istituto belga in Italia

PAOLO MINIERI presidente Igi-Italy

ELENA GAMBINI responsabile settore materiali gemmologici per il Cisgem

LUCIA GORI Education Director & Senior Gemologist di GECI

PIERO MANUELLI gemmologo e fondatore dell’Istituto Gemmologico Ligure

CLAUDIO TOMASSINI avvocato


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Stando a quanto affermato dagli stessi esperti del settore, il gemmologo è colui che gli operatori riconoscono come tale quando si sia formato presso istituti prestigiosi e riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. In Italia, ad operare nella formazione in campo gemmologico sono principalmente sei istituti: l’IGI – Istituto Gemmologico Italiano; l’IGI di Anversa, oggi attraverso la diramazione territoriale Igi-Italy nata lo scorso gennaio; il Cisgem, per lungo tempo azienda speciale della Camera di Commercio di Milano e oggi società indipendente, membro della Fondazione Gemmologica italiana; il Geci – Gemological Education Certification Institute; l’HRD Antwerp e il più antico istituto gemmologico, il Gem-A britannico, fondato nel 1908, che in Italia opera tramite l’Accredited teaching center  IGL – Istituto Gemmologico Ligure. Ciascuno degli istituti offre una panoramica di servizi e corsi, che si propongono con durate e costi differenziati e con la possibilità di scegliere, dal punto di vista geografico, tra sedi in località diverse.


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“Esistono due tipologie di scuole – spiega LOREDANA PROSPERI, responsabile del laboratorio di analisi dell’Istituto Gemmologico Italiano -: quelle nate come laboratori per analisi del diamante e che poi hanno ampliato l’offerta con i corsi; e quelle nate invece come scuole dotate di laboratori, come l’IGI. Il problema è che non esiste un ente internazionale che riconosca ufficialmente i documenti di analisi validi così come non esiste un titolo ufficiale per il gemmologo: non c’è un esame, né un Ordine. Esiste semplicemente un elenco delle associazioni riconosciute, di cui fa parte l’Associazione italiana gemmologi, che riconosce, fra i diplomi, quelli della Feeg – Federation for European Education in Gemmology, validi anche fuori dall’Ue. In Italia, l’unico che consente l’accesso a questi esami è il diploma di Gemmologo IGI”.


gemmologia-sabina-belloni-min“In Italia l’offerta formativa di HRD Antwerp è particolarmente articolata – spiega SABINA BELLONI, gemmologo e responsabile per i corsi dell’istituto belga in Italiaperché prevede sia il corso sulle gemme di colore sia quello sui diamanti: ad Anversa è obbligatorio soltanto il primo. Abbiamo ampliato però le proposte con corsi come quelli sulle perle o quelli su rubini, zaffiri e smeraldi che durano 5 giorni l’uno per consentire ai gioiellieri che vogliano specializzarsi di frequentare corsi intensivi che offrono loro tutte le conoscenze necessarie per lavorare con le gemme”. 


gemmologia-paolo-minieri-minDa gennaio, l’International Gemological Institute di Anversa opera tramite una neonata costola italiana – l’Igi-Italy – caso (unico al mondo) di rappresentanza nazionale del network belga. Igi-Italy, presieduta da PAOLO MINIERI, è così la diramazione ufficiale dell’istituto di Anversa in Italia, che avrà anche ruolo di coordinamento tra le cinque sedi che attualmente ospitano i corsi.
“Due sono le qualifiche dell’IGI
– precisa Minieri -: quella di Graduate Gemologist, che consente di valutare e diagnosticare pietre preziose, perle, etc. Lo step successivo è quello dell’Accredited Gemologist, che è propedeutica all’iscrizione ad Associazioni di primaria importanza come per esempio la statunitense Accredited Gemologists Association. I docenti italiani sono tutti abilitati presso l’IGI di Anversa dopo aver sostenuto esami molto selettivi”.


gemmologia-elena-gambini-minSei istituti non sono pochi, anche se è vero che l’Italia con i suoi distretti orafi è uno dei comparti più importanti al mondo e quindi il numero in sé non sorprende. Ma esiste una domanda corrispondente all’offerta?
“La richiesta c’è
– spiega ELENA GAMBINI, responsabile settore materiali gemmologici per il Cisgem, istituto per il quale è anche responsabile della formazione -: le nuove generazioni sono desiderose di essere informate, formate e aggiornate ad alto livello. Dal punto di vista della regolamentazione, naturalmente auspichiamo regole più precise che definiscano i confini dell’affascinante lavoro del gemmologo, ma allo stesso modo sappiamo che non è facile”.


gemmologia-lucia-gori-minIl primo ad aver offerto i corsi anche in formula Distance è GECI, che consente di ottenere online – sempre tramite i docenti Geci – il Diploma di Analista diamante.
“Oggi non è più possibile vendere le gemme ‘sulla fiducia’. Per avere successo nell’industria del gioiello è necessario formare personale in grado di trasmettere professionalità ad ogni livello del processo di vendita, dal gioielliere al privato, dal grossista al cliente – precisa LUCIA GORI, Education Director & Senior Gemologist di GECI -. I corsi di Gemmologia offrono proprio questo, una porta d’accesso altamente qualificante e la risposta ad un settore che necessita di un grande rinnovamento per rimanere ai vertici della produzione internazionale”.


gemmologia-piero-manuelli-minOggi, anche i principali corsi di gemmologia tenuti dall’ATC di Genova del Gem-A appartengono alla nuova Versione ODL (Open Distance Learning) in lingua italiana ed inglese.
In Italia gli unici diplomi riconosciuti e previsti nella nuova legge in corso di approvazione per l’esercizio della libera professione di Gemmologo (proposta dall’Istituto Gemmologico Italiano e in discussione da tempo) sono quello completo rilasciato dall’Istituto Gemmologico Italiano e i nostri Diplomi Gem-A – spiega PIERO MANUELLI, gemmologo e fondatore dell’Istituto Gemmologico Ligure -. Sono i due diplomi riconosciuti dalla Federation of European Education in Gemmology, considerati alla stregua di esami di stato. In Europa è riconosciuto un solo istituto gemmologico per paese e ogni titolo rilasciato da uno di essi è valido anche negli altri stati membri. È vero anche, però, che tali regole vengono molto spesso disattese comportando gravi danni agli utenti, specie nel caso di certificazione delle gemme”.


Tabella di comparazione dei corsi offerti

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“Il gemmologo è tale quando è riconosciuto nell’ambito del settore”


NE PARLIAMO CON L’AVVOCATO CLAUDIO TOMASSINI CHE DA OLTRE TRENT’ANNI SI OCCUPA DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE, METALLI PREZIOSI E LEGISLAZIONE ORAFA


Muoversi nel mondo della formazione in campo gemmologico è un percorso lastricato di ostacoli, anche perché mancano i riferimenti legislativi per inquadrare qualifiche, titoli e opportunità. A spiegarlo dal punto di vista tecnico è Claudio Tomassini, avvocato, che da oltre 30 anni si occupa di proprietà intellettuale, metalli preziosi e legislazione orafa, partecipando a gruppi di lavoro delle principali associazioni di categoria. Autore di pubblicazioni sulle normative italiane e internazionali di settore – l’ultima presentata a Vicenzaoro January, “Cenni storici sulla punzonatura dei metalli preziosi”.

gemmologia-claudio-tomassini-minAvvocato ci illustra qual è il contesto giuridico di riferimento in campo gemmologico?
“In realtà non esiste alcun quadro legislativo di riferimento, soltanto un Registro presso il ministero di Giustizia al quale possono – è dunque una facoltà, non un obbligo – iscriversi volontariamente associazioni rappresentative di professioni che non afferiscano ad alcun albo professionale. Al momento, tanto per fare un esempio, a questo registro risulta iscritto il Collegio italiano gemmologi. In sostanza, non esiste una professione codificata di gemmologo, perciò non esiste neanche il reato di esercizio abusivo. Di fatto, il gemmologo è tale quando è riconosciuto nell’ambito del settore”.

Esiste invece un contesto legislativo a livello internazionale o europeo?
“Neanche. Non esiste un quadro cogente a nessun livello. Esiste la tradizione del settore per cui sono riconosciuti come professionisti i diplomati presso quelli che il settore stesso riconosce come istituti autorevoli”.

Quali sono le figure – istituzionali e professionali – che possono certificare materiali gemmologici?
“Ipoteticamente potrebbe farlo chiunque. Come in ogni settore ci sono figure serie e meno serie. È come per i cosiddetti diamanti da investimento: se il blister che contiene il certificato viene aperto – per esempio, per analizzare la pietra – cessa di avere valore. Perciò la verità è che la reale sicurezza, per chi acquista, è nella serietà dell’operatore, del gioielliere”.

Cosa si intende per “periti” in campo gemmologico?
“Ne esistono di due tipi. Il primo fa riferimento all’elenco periti ed esperti presso le Camere di Commercio, al quale si accede tramite un esame le cui modalità sono diverse da provincia a provincia, dal momento che si tratta di enti con valenza territoriale. La scelta del professionista è a discrezione dell’interessato: a questo elenco ci si rivolge più che altro per affari privati come questioni di eredità o valutazione di gioielli prima dell’alienazione. È chiaro che nella prassi sarà riconosciuta maggiore autorevolezza a quei periti operanti in province dalla forte vocazione orafa. Il secondo tipo di perito è quello del Tribunale, il consulente tecnico nominato dal giudice. Chiunque, ipoteticamente, può chiedere l’iscrizione presso questo elenco: la scelta ricade sul magistrato che chieda consulenza tecnica, che può indicare un nome iscritto all’elenco, o rivolgersi a una persona di fiducia che, dopo la nomina, viene automaticamente iscritta nell’elenco”.

Come si fa allora a capire se ci si sta rivolgendo a un professionista?
“Non si può, nel contesto attuale. La realtà è che non c’è garanzia di esperti veri”.

 


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