di


Il lusso cresce a ritmi più lenti. Altagamma: più stabile vuol dire più sano

La crisi in Crimea interrompe i flussi turistici nella capitale italiana dello shopping: a Milano vendite ai top spender russi in calo dell’11%

Il lusso cresce, ma a ritmo rallentato rispetto agli anni scorsi. Emerge dall’Update di maggio 2014 di Osservatorio Altagamma: +6,5% a cambi costanti nel 2013, ma con tassi lontani dalla doppia cifra che aveva caratterizzato il mercato dal 2009 al 2012. E per il 2014 si prospetta una sostanziale continuità.

“In particolare – spiega Armando Branchini, vice presidente di Altagamma e autore del Consensus, basato sulle previsioni di 16 analisti internazionali del settore – è prevista una crescita del +9% per il Giappone, del +8% per il Medio Oriente, del +7% per l’Asia, del +6% per le Americhe, del +4% per l’Europa, mentre per il Resto del Mondo si stima un incremento del +7%. Accessori, Gioielli e Orologi si prevedono essere le categorie più performanti (+6%), seguite da Abbigliamento (+5%)”.

Secondo il Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali, condotto in collaborazione con Bain & Company e presentato da Claudia D’Arpizio, il mercato va verso una maggiore maturità e stabilizzazione con un trend di continuità in termini reali. Nel 2013 la crescita è stata del +6,5% a cambi costanti (+2% a cambi correnti) e nel 2012 +5% a tassi costanti (+10% a cambi correnti). “Stiamo entrando in una nuova fase per il settore, lo definirei un new normal –  commenta Claudia D’Arpizio  -: l’assenza nel breve periodo di fenomeni esplosivi com’è stata la Cina negli anni scorsi, e allo stesso tempo una maggiore capacità reattiva alla crisi nei mercati maturi danno luogo ad un trend di crescita più stabile e sano, tra il 4% e il 6% a cambi costanti nei prossimi anni”.

Tra le categorie di prodotto, gli Accessori si confermano la categoria più dinamica con una polarizzazione sempre più forte tra Lusso Assoluto e Lusso Accessibile. Per quanto riguarda i canali, il retail è sempre più il driver principale della crescita, anche grazie alla tendenza al buy-back e alla conversione di formati quali department stores, franchise, travel retail, che vengono quindi ricondotti alla gestione diretta da parte dei brand.

Dal punto di vista territoriale, gli Stati Uniti si presentano come il rinnovato motore di crescita, il Giappone registra una consistente crescita reale ma con un effetto cambio negativo che non accenna ad attenuarsi e la Cina continentale si mostra poco dinamica (bene invece Hong Kong e Macau). Forte crescita nel Sud Est Asiatico, Indonesia in prima fila.

L’Europa è sostenuta soprattutto dagli acquisti turistici, nonostante i Russi in calo sia sul mercato domestico sia nelle maggiori capitali del vecchio continente. Il fenomeno è stato analizzato più nel dettaglio da Global Blue, leader nel tax free shopping. Nei primi tre mesi del 2014, infatti, lo shopping di lusso dei turisti è diminuito del 3 per cento.

Via Montenapoleone, simbolo dello shopping milanese di lusso

Gli acquisti tax free in Italia da parte dei russi (top spender del paese, seguiti dai cinesi) sono calati  dell’11%. Ad influire sul dato la tensione politica della crisi in Crimea (dove il nuovo governo si è rifiutato di riconoscere il presidente ucraino e ha ottenuto con un referendum l’adesione alla Federazione Russa). In particolare è Milano la città che soffre di più: dal momento che le sue vendite dipendono per il 41% dalla Russia, la perdita è drastica, con -13% di shopping.

Segno meno anche per i turisti giapponesi (-11%) e brasiliani (-3%), mentre è andata meglio sul fronte della Cina (+17%) e degli Stati Uniti (+13%). In calo del 5% le vie di Milano, con Montenapoleone (31% del totale) che cala del 5%, piazza Duomo (18% del totale) che invece cresce del 4% e via Della Spiga (9%) che scivola del 16 per cento. Il calo interessa tutte le categorie: più lieve per moda e accessori (-1%), significativo per gioielli e orologi  (-13%).


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *