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Il giorno degli “Sposini”

Mentre oltremanica si accendevano mille luci per festeggiare il più atteso dell’anno, in Italia se ne spegneva una, in sordina, dietro le quinte. Ho sempre condannato la spettacolarizzazione del dolore (oggi tanto abusata) ed è per questo che ne parlo nel mio blog, in quest’angolino appartato raggiungibile solo se lo si  vuole. Che strana la vita, ti dà tanto per toglierti tutto, in primis la dignità. E ti lascia con frasi spezzate, appuntamenti non mantenuti, discorsi sospesi.

D’improvviso è buio e non c’è altro da dire. Di storie tristi ce ne sono da perdersi ma per una strana alchimia chissà perché una risveglia in te quel senso di smarrimento, di impotenza, di rabbia, di vuoto più di un’altra ed in un istante tutto si scolora.

E’ questo il senso della vita? Continuare ad andare avanti, apprezzare ciò che ci circonda. anche con la tristezza nel cuore? Ma  sì,  tanto quella non te la toglie nessuno.

Felicità agli sposi. dunque, ed un grande in bocca al lupo a te, Lamberto.


4 commenti

  1. pasqualina says:

    cara Maria Rosaria,credo che ciascuno di noi almeno una volta ne3lla vita è stato provato dal dolore per un lutto familiare o per motivi di salute personali!io sto attraversando un periodo critico che da un lato vede lo spegnersi lento di mia madre e dall’altro sto combattendo con una malattia che ho scoperto per caso due anni fa!non so se il senso della vita è questo,ma in tutta onestà,devo confessarti che avrei preferito che la vita mi donasse qualche sorriso in più!qualche giorno fa,occasionalmente,parlavo delle sofferenze di mia madre con il suo padre spirituale(un frate francescano che passa mensilmente per la confessione e la comunione)e gli chiedevo …perchè!teneramente mi ha risposto che ognuno di noi soffre perchè si fa carico dei peccati degli altri così come ha fatto “GESU”.Io ho contestato questa spiccia risposta facendogli notare che quella di nostro signore è stata una libera scelta ………la nostra sofferenza perchè dovrebbe riguardare quella degli altri?E’ egoismo il mio?non credo, ma se è questa la spiegazione di un uomo di chiesa ritengo di non sentirmi cattolica ancorchè professante!non riesco a pregare ed ho chiesto a lui di farlo per me perchè probabilmente riesce ad intercedere meglio con nostro SIGNORE!


  2. Maria Rosaria Petito says:

    Albert Einstein diceva che ci sono due modi di vivere la vita: pensare che niente sia un miracolo o pensare che ogni cosa sia un miracolo.
    Vorrei poter esserti di aiuto perché capisco il tuo dolore ma sono certa che lassù ci sia qualcuno più grande di noi che possa farlo molto meglio di me.
    Dobbiamo imparare ad andare avanti senza lasciare che la tristezza offuschi le cose belle, perchè ci sono, magari piccole, ma ci sono, anche se facciamo finta di non vederle.


  3. luigi says:

    La vità è questa! momenti belli ed eclatanti ed altri bui. Ma forse è proprio questo l’aspetto che ci consente di essere diversi ogni giorno. Non sapere quanto ci accadrà domani, o tra poco, dovrebbe spronarci ad avere sempre un sorriso pronto per tutti… un picolo regalo che a noi non costa niente ma che può essere di sostegno ed incoraggiamento ai molti. La vità è (sarà?) bella per questo.. ed anche oggi, come ieri avremo vissuto in momenti di rara bellezza che si possono individuare in un fiore che colora la casa, in un sorriso che qualcuno ci ha rivolto o nelle note di un concerto che ci ha fatto apprezzare anche oggi il valore di essere vivi.


  4. maria rosaria petito says:

    Grazie a Luigi, a Pasqualina e a tanti altri si respira il piacere di condividere (fosse anche un pensiero) e condividere è già un non sentirsi soli, e il non sentirsi soli è già una forma di felicità. Cogliamo l’attimo, che per fortuna non sono pochi.


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