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Facco: “Il gioiello esca dalle vetrine e dialoghi con altri mondi”

Si parte in grande stile a Vicenzaoro Charm, la prima rassegna che porta i segni del nuovo corso di Fiera di Vicenza annunciato a gennaio. I primi effetti del progetto strategico “FDV 2011/2015” lanciato durante l’edizione di inizio anno saranno visibili già dal 21 maggio, giorno di via per la manifestazione vicentina dell’oro.

Con un grande opening e un parterre di ospiti d’eccezione: i lavori, che saranno aperti da Roberto Ditri, presidente di Fiera di Vicenza, vedranno la partecipazione di Diane Pernet, una delle icone della moda internazionale, esperta di gioielli contemporanei; Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine e nel board di Valentino e Hugo Boss; Diego Dolcini famoso designer di “scarpe gioiello” e di Gijs Bakker, artista-designer, fondatore del marchio olandese Droog Design e promotore nel 1996 della collezione “Chi ha paura?”. L’incontro è moderato da Giusi Ferrè, fashion editor.

La presenza di Bakker non è un caso: la prima importante novità è che, come le altre edizioni che seguiranno, Charm sarà una fiera a tema e il concetto che permeerà l’intera gamma di eventi e iniziative è stato mutuato proprio dalla collezione “Chi ha paura…?”, in arrivo a Vicenza. Un’esposizione alternativa e sorprendente ideata da Gijs Bakker, uno dei principali innovatori del gioiello del Novecento e fondatore anche dei Droog Design, che da sabato 21 sarà aperta al pubblico nel centro storico della città.

Ma per comprendere meglio quali novità bisogna aspettarsi da Vicenzaoro Charm, Preziosa magazine ne ha parlato con Corrado Facco, direttore generale di Fiera di Vicenza e una delle menti che ha seguito e curato il progetto “FDV 2011/2015”.

Quale fiera si troveranno di fronte i visitatori di maggio?

“Tutte le manifestazioni di Vicenzaoro avranno un tema: questo vuol dire che gli operatori che verranno si troveranno di fronte a un evento più strutturato, dall’opening iniziale di sabato 21 alle 12 fino alla chiusura. Per questa edizione, ci è piaciuto molto il nome della mostra di Gijs Bakker e così abbiamo deciso di incentrare l’intera fiera attorno a questo rilevante concetto”.

Di cosa si ha paura?
“Beh, di tante cose. Della Cina, dell’innovazione, della concorrenza, del futuro, paura che il prodotto italiano possa scomparire. Il progetto FDV 2011/2015 ha l’obiettivo di scacciare via queste paure e costruire un’idea contemporanea di evento legato al mondo dell’oro. Avrà notato che i nomi dei relatori dell’opening non appartengono direttamente a questo comparto: è una scelta mirata, perché l’obiettivo è quello di portare il gioiello anche fuori dalle vetrine e farlo dialogare con altri mondi attigui. Per far questo, occorre apprendere una nuova comunicazione”.

Quale ruolo ha il consumatore in questo contesto?

“Centrale. Sono le sue istanze che dobbiamo portare all’interno della fiera. Sabato 21 sarà proiettato anche un video con le risposte delle domande poste a giovani creativi provenienti da scuole e accademie fashion e design da Carla Sozzani a Francesco Morace”.

Quali altre novità bisogna aspettarsi?
“Da non perdere l’area Trend, situata all’ingresso principale. Si chiama Officina creativa ed è dedicata alla declinazione visiva delle tendenze, uno spazio multifunzione, dedicato all’ispirazione e all’educazione ma anche al confronto sulle attitudini dei consumatori. Saranno 4 i macrotemi declinati in vetrine ricchissime di contenuti e riferimenti. Officina Creativa inoltre diventerà un’area stabile, da implementare volta per volta. E poi ancora: il focus su paesi strategici, questa volta dedicato all’India con tante iniziative tra cui l’arrivo di 25 buyer selezionati”.

E per i giovani?
“Sarà annunciato a maggio – e lanciato a settembre – il Concorso “FDV New Talents in Jewellery” dedicato a progettisti under 30 sul tema Souvenir d’Italie, bandito da Fiera di Vicenza con la collaborazione della facoltà del Design del Politecnico di Milano. E non solo: daremo annuncio anche del Premio Internazionale “Andrea Palladio Jewellery Awards”, sette categorie dedicate all’eccellenza del gioiello internazionale”.

Un primo bilancio a 6 mesi dal lancio di FDV 2011/2015?
“Positivo, perché siamo stati in grado di rispettare gli impegni presi. Abbiamo già ricevuto consensi preventivi e naturalmente attendiamo con ansia le opinioni di chi avrà avuto modo di visitare la fiera, che vogliamo sia ricordata in modo nuovo e contemporaneo”.


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