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Il futuro è innovare la tradizione

Che il mondo intero sta vivendo una grande crisi economica è ormai un dato di fatto. Con la stessa consapevolezza possiamo affermare che il mercato della gioielleria italiana ha subito, negli ultimi anni, importanti cambiamenti ed evoluzioni che oggi mal si sposano con i nuovi scenari internazionali. Da una recente ricerca, realizzata da Gary Gereffi e Joonkoo Lee del Department of Sociology della Duke university di Durham, presentata nel corso dell’ultima fiera di Valenza, sono emersi dati che meritano più di una riflessione.

Secondo i due studiosi il teatro economico attuale è caratterizzato da un forte calo dei volumi di produzione, compensato dal valore globale di quest’ultima, in continuo trend di crescita a causa dei costanti aumenti della materia prima. Dalla ricerca risulta che anche se è vero che la domanda di oro da impiegare per la realizzazione di gioielli è decresciuta del 24 per cento, è anche vero che il prezzo dell’oro è cresciuto del 168 per cento in dollari USA e del 93% in euro tra il luglio del 2003 e il luglio del 2008 (World Gold Council 2008).

A questo particolare scenario, va aggiunto le nuove realtà produttive in via di sviluppo (India, Cina e Turchia) che, anno dopo anno, stanno spostando il baricentro del mercato della gioielleria. Un dato per tutti: la presenza italiana nella produzione globale è scesa del 6 per cento nel periodo 2000-2005, mentre quella dell’India è aumentata dal 20 al 23 per cento. Complessivamente, nello stesso periodo, le quote di mercato occupate da India, Cina e Turchia sono passate dal 33 al 38 per cento. Questa è dunque la situazione e, leggendo i numeri, al di là dei valori della crisi generalista, si nota una modifica sostanziale del mercato in termini di vecchi e nuovi scenari. La soluzione, secondo la professoressa Alba Cappallieri, per il futuro delle nostre aziende orafe va ricercata nel passato. “L’Italia ha uno straordinario patrimonio di tecniche e materiali che aspettano solo di essere riscoperti dalle nostre aziende orafe e il design potrebbe rappresentare lo strumento per farli rivivere in un’estetica contemporanea. Pensate per esempio al corallo o alla filigrana, solitamente impiegati per riprodurre gioielli antichi o popolari” – ha dichiarato alla nostra giornalista. Insomma anche in questo caso vince chi si rimbocca le maniche.


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