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Il corallo spiegato ai bambini. Quando veramente una cosa diventa preziosa?

Non è detto che una cosa costosa sia anche preziosa. Dopo FIFA 15 verrà FIFA 16 e i vostri giochi, superati o danneggiati, voleranno tra i rifiuti. Sono giochi utili, non preziosi.

Perché allora le vostre nonne conservano orgogliosamente collane di un bel rosso vermiglio o di un pallido rosa, simile alla pelle degli angeli? Perché non se ne sbarazzano e non le ritengono mai fuori moda? Non provengono dal sottosuolo, non sono fatte di cristalli. Quei rami da cui sono tagliati sembrano cespugli, ma solo circa due secoli fa ci siamo accorti che non sono vegetali come gli alberi. Quella cosa rossa e lucida è corallo. Cioè un animale proprio come noi. Solo che è antichissimo.

Quelli che anche le vostre mamme indossano non sono che le case fabbricate da esponenti della grande famiglia dei Celenterati, cioè organismi che hanno prosperato negli ambienti marini tanti milioni di anni fa. Tempi in cui di noi uomini non c’era traccia. Per quanto elevato il loro valore commerciale possa essere la loro vera preziosità consiste nel fatto che sono riusciti a sopravvivere oltrepassando sani e salvi le ere geologiche. Infatti la vita dei coralli si basa su un equilibrio delicato. Vivono in acque temperate, non troppo calde e non troppo fredde, profonde dai 50 ai 500 metri. Abbastanza nascosti alla luce, prosperano in piccole colonie ancorate alle rocce e ai fondali.

Corallo

I più belli li abbiamo noi nel nostro Mediterraneo. Ma altre splendide specie risiedono nei fondali del Pacifico al largo del Giappone e di Taiwan, delle Hawaii e delle isole Midway. Quello che si usa come gioiello è solo lo scheletro condiviso di tanti polipetti così abili da escogitare un sistema tanto semplice quanto geniale. Una parte del loro corpo si salda alla costruzione esistente e collabora ad estenderla e ramificarla. Fanno tutti insieme una bella colonia organizzata e condividono fraternamente le spese dell’hotel. Si tratta di un hotel di prima categoria, dotato di sistema di allarme. Con le loro terminazioni sensoriali i polipi si avvisano se giungono intrusi sgraditi e se ne rientrano prudentemente nelle loro cavità.

Il cibo? Ottimo e abbondante. Questi meravigliosi animaletti si fanno servire da un cameriere inappuntabile, efficiente ed economico: la corrente marina che trasporta con servizio continuo di 24 ore un abbondante menù di microorganismi, plancton, micro gamberetti che fluttuano nel lussureggiante ambiente sottomarino (coralligeno). È vero: sono organismi minuscoli e primitivi, ma voi sapreste costruire una casa restando fermi, producendo cemento e mattoni da soli provvedendo anche a nutrirvi? Affaretti così minuscoli hanno tanto talento.

Altri celenterati, parenti prossimi dei coralli sono stati così in gamba che non si sono limitati a organizzare, come questi, piccole colonie. In acque ben più calde e quasi in superficie vivono in estensioni sterminate assieme (simbiosi) ad alcuni tipi di alghe che procurano loro cibo. Dotati di uno scheletro, ma più leggero e soffice dei loro “cugini” del Mediterraneo, hanno costruito un mondo intero ad uso della collettività.

Questi ingegneri primitivi sono altruisti, edificano una specie di foresta tropicale subacquea. Sono le madrepore delle cosiddette barriere coralline (più propriamente madreporiche) che oggi occupano il 20 per cento del pianeta terra nelle aree tropicali. Distese esuberanti di vita nelle quali alloggia un numero inimmaginabile di specie marine. Ecco perché danneggiare inutilmente le barriere coralline facendo poca attenzione nella navigazione o praticando pesca a strascico è molto sbagliato. Anche tentare di farsi monili dalle madrepore è molto sbagliato perché sono fragili, si sfaldano in un niente. Le leggi internazionali parlano chiaro: le barriere coralline non si toccano così come non si toccano le meravigliose residue foreste pluviali.

corallium-minieri

Allo stesso modo la pesca del nostro corallium, che ha proprietà che durano nel tempo e quindi è adatto alla fabbricazione di gioielli, è strettamente regolamentata. Mentre anticamente la tecnica usata consisteva in una specie di rastrello che smantellava i fondali senza distinguere tra colonie giovani ed estinte, oggi si ricorre al lavoro subacqueo di esperti in grado di prelevare i rami maturi alla fine del loro ciclo vitale per favorire il continuo ripopolamento.

Dunque cos’è veramente prezioso? Il corallo in sé o la consapevolezza della sua rarità, della fragilità degli ecosistemi? Il materiale, come il corallo, che serve per fare gioielli è indubbiamente costoso e conserva valore nel tempo. Ma il costo è un fattore relativo non assoluto. Il costo è solo una conseguenza economica della rarità e della preziosità.

Il corallo non è materia inerte ma un organismo che ha lottato per la vita. In essa si è celebrata la misteriosa magia chimica che anima tutte le creature del pianeta.

Agli uomini resta il dovere di utilizzare con parsimonia le risorse della Terra proprio perché sono i fratelli maggiori di tutto il creato. Anche voi proteggete un bambino piccolo quando lo vedete indifeso. Il vero valore è solo qui, nel senso di responsabilità con cui si deve attingere alle risorse garantendone la continuità alle generazioni che verranno. Tutto ciò che la Natura si inventa fa compagnia all’uomo e riduce la sua solitudine nell’Universo. I prodotti della nostra creatività devono ispirarsi con rispetto alla genialità, all’altruismo, alla serenità delle creature che popolano il nostro pianeta. Solo così potranno essere orgogliosamente indossati.


3 commenti

  1. Massimo Ciliberto says:

    Complimenti per l’articolo scritto. Tuttavia per una migliore conoscenza della tematica, la raccolta del corallo attualmente viene purtroppo svolta in modo illegale in tutto il mediterraneo e con metodologie simili al passato. Anche i pochi subacquei autorizzati nel corso dell’immersione lavorativa raccolgono tutto ciò che capita a tiro. Le soluzioni per una raccolta selettiva del corallo e rispettosa dell’ambiente sono pronte e in attesa di validazione da parte degli organismi preposti.


  2. Paolo Minieri says:

    Sono perfettamente d’accordo sulle criticità delle condizioni di raccolta del corallo mediterraneo e sull’opacità della catena di approvvigionamento. Nel caso lei avesse esperienza diretta da testimoniare sarei lieto di poter raccogliere le sue osservazioni e sollecitare la nascita di un tavolo di responsabilità sulla materia prima così preziosa e così fragile. Le imprese dovrebbero raccogliere questa sfida è collaborare con le associazioni di categoria e con i soggetti pubblici allo scopo di far fronte comune e di poter finalmente varare un piano di utilizzo sostenibile. Mi conceda però l’approccio un po’ irrituale del pezzo: io intendevo davvero parlare ai bambini ed, in senso lato, a coloro che sono ignari della prodigiosa particolarità di questi straordinari abitanti dei nostri mari. Sarà pure un paradosso ma ė propria questo l’humus in cui coltivare una cultura della responsabilità. I bambini hanno una logica più stringente, meno inquinabile dai compromessi e dagli infingimenti. Ed i bambini sono l’emblema della sostenibilità poiché è loro il diritto di ricevere, tutelare e tramandare i tesori della natura.


    • Massimo Ciliberto says:

      Sarei ben lieto di poter apportare un contributo costruttivo, non fosse altro per documentare le gravi condizione di degrado in cui versa tutto il substrato coralligeno.


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