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Il corallo della Antonino De Simone spegne 185 candeline

Fondata nel 1830 e oggi gestita da Gioia De Simone, l’azienda ha festeggiato a Torre del Greco insieme a Moni Ovadia accompagnato del Maestro Boccadoro

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(Da sinistra, Ermanno Corsi, Moni Ovadia e sua moglie Elisa Savi, Maria Luisa Beccaro De Simone, Gioia De Simone e Michele Palomba)

Non poteva che svolgersi nel cuore di Torre del Greco, dove è nata nel 1830, la celebrazione per i 185 anni della Antonino De Simone, azienda specializzata nella lavorazione del corallo da quasi due secoli e iscritta dal 2011 tra le 150 Imprese Storiche d’Italia. Un party elegante e sobrio a Villa Balke, condotto dal giornalista Ermanno Corsi, che ha visto la straordinaria partecipazione dell’artista Moni Ovadia (nella foto in basso, durante l’esibizione).

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Sei generazioni si sono avvicendate dal 1830 a oggi, portando nel mondo il nome e i gioielli unici a marchio Antonino De Simone. A gestire oggi l’azienda, Gioia De Simone, figlia di Antonino De Simone, che dal 2010, anno della scomparsa del padre, è al timone della società insieme al cugino Michele Palomba. Un’azienda di cui Unioncamere ha riconosciuto la forza testimoniale interpretata dalla sua produzione artigianale, che si svolge ininterrotta da 185 anni.

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L’evento del 29 novembre ha voluto festeggiare proprio il coraggio, la forza e la determinazione che hanno da sempre caratterizzato gli imprenditori della Antonino De Simone e la sfida continua, in un momento difficile, con le tre anime dell’azienda, cioè quella produttiva dei semilavorati, con il laboratorio tradizionale, quella del brand e con lo showroom dove i clienti possono trovare raffinati gioielli con corallo montati con oro e brillanti o anche semplicemente con argento.

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Non meno rilevante l’aspetto culturale che l’azienda cura con attenzione con una collezione privata di oltre 300 gioielli antichi con corallo lavorato a Torre del Greco, ma montato secondo usi e costumi di quei popoli lontani da noi ma accomunati dalla stessa passione per la gemma rossa, che lungo le famose vie del corallo ne sono venuti in contatto.

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(Gioia De Simone, al centro, con alcuni ospiti della serata)

Tra gli amici dell’azienda presenti alla festa, Salvatore Gaglione, Presidente onorario della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, Giuseppe Mazza, attuale Presidente della Bcp, e Anna Maria Minicucci, Presidente della Fondazione Santobono Pausilipon, che hanno portato il loro saluto affettuoso ai presenti, ricordando, da amici, la figura di Antonino De Simone. La serata è proseguita con la proiezione di un breve video, introdotto da Gioia De Simone, che in 10 minuti ha raccolto la vita dell’azienda in tutti i suoi molteplici aspetti.

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(Da sinistra, Paolo Paolillo, presidente Associazione regionale romana orafi, e Michele Palomba)

Ospite d’onore della serata è stato Moni Ovadia (accompagnato del Maestro Boccadoro): la presenza dell’artista non è stata casuale ed è stata Gioia de Simone a spiegarne il significato. Circa 20 anni fa, infatti, il musicista scrittore incontrò in treno Antonino De Simone e tra i due nacque un’arguta e vivace conversazione, scaturita anche dall’idea di una possibile matrice ebraica dei corallai torresi e l’interesse per l’attore si era concretizzato in un’amicizia che aveva portato tutta la famiglia di Antonino de Simone a seguire l’artista nei suoi spettacoli, ma soprattutto nella lettura dei suoi deliziosi racconti di umorismo ebraico ed i sagaci wits.

www.antoninodesimone.com

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1 commento

  1. Vinicio Di Battista says:

    Peccato non essere potuto venire. Auguri a Gioia (Spero di poterla conoscerla presto personalmente) e soprattutto al carissimo Michele. A presto.Vinicio


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