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Il cattivo gusto dell’inghippo

Chissà, forse pensava di emulare Oliviero Toscani ed Emanuele Pirella, conferendo ai suoi negozi Giallo Oro la visibilità e la notorietà che i due pubblicitari, nei primi anni Settanta, “regalarono” ai jeans Jesus. Molti ricorderanno i loro manifesti con immagini intriganti, abbinate a slogan tipo “chi mi ama mi segua” oppure “non avrai altro jeans all’infuori di me”, cioè di Jesus. Successe il voluto finimondo, le polemiche divamparono in Italia e pure all’estero, alimentate anche dall’attenzione critica di intellettuali come Pier Paolo Pasolini.
Ecco: chissà se ha meditato abbastanza, il titolare della catena Giallo Oro, prima di invadere la città e la provincia di Bari con annunci molto particolari, soprattutto con un grande manifesto in cui questo signore si è fatto ritrarre travestito da Papa con tanto di paramenti sacri e di slogan ammiccante all’imminente beatificazione di Giovanni Paolo II: “Giallo Oro I° Santo Subito”. L’idea non è piaciuta né alla gente né ai dettaglianti orafi, che hanno espresso la loro contrarietà alle associazioni di categoria. E lo hanno fatto con tale veemenza che Giuseppe Aquilino, presidente della Federdettaglianti nazionale e di Asso Oro, l’associazione provinciale degli orafi baresi, ha presentato al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari una denuncia-querela contro il titolare della catena di negozi così infelicemente pubblicizzata. E questo mentre un giudice civile del tribunale barese ordinava la cessazione immediata della campagna pubblicitaria in quanto offensiva del comune senso religioso.
La pubblicità, ha detto a Repubblica il titolare di Giallo Oro, “non era né blasfema né offendeva nessuno. Io sono solito fare pubblicità spiritose, ne avremo fatte una cinquantina. Mi dispiace per questo inghippo.” Sembrerebbe un’involontaria confessione. Ma nulla impedisce di credere che a questa parola il signor Giallo Oro dia un significato diverso da quello che riportano i vocabolari: inganno, imbroglio, trucco. Insomma, lui voleva solo fare lo spiritoso. Se tante persone non l’hanno capito e hanno trovato le sue scelte quantomeno di cattivo gusto, beh, fatti loro. Ma chi l’ha detto che per forza si debba abbinare l’idea di una gioielleria a immagini di buon gusto e di raffinatezza? Tanto, per quello che si vende…


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