di


IEG acquisisce le fiere orafe di Arezzo

Cagnoni: «È un’operazione per i clienti e per il mercato. Sono anni che sosteniamo il principio della regia unica»

Inaugurazione della 40esima edizione di Oroarezzo (2019)

Arezzo e Ieg, il matrimonio s’ha da fare. Venerdì pomeriggio l’assemblea dei soci di Arezzo Fiere e Congressi ha infatti approvato la cessione di OroArezzo e Gold/Italy a Italian Exhibition Group, che già dal 2017 gestisce le due manifestazioni toscane, oltre ad essere proprietaria di VicenzaOro, dando di fatto vita ad un grande “sistema oro”.

Lorenzo Cagnoni, presidente IEG

Un’operazione fortemente voluta dal presidente di Ieg Lorenzo Cagnoni, che ha apposto la propria firma accanto a quella dell’amministratore unico Sandra Bianchi il contratto definitivo sarà sottoscritto entro il 13 dicembre. Con loro ad annunciare il risultato raggiunto anche i responsabili degli enti soci: l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo; il presidente e il segretario generale della Camera di commercio Arezzo-Siena Massimo Guasconi e Giuseppe Salvini; il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e la presidente della provincia di Arezzo, Silvia Chiassai Martini.

La compagine societaria di Arezzo Fiere e Congressi è infatti composta dalla Regione Toscana (39,88%), Camera di Commercio Arezzo-Siena (19,68%), Provincia Arezzo (12%), Comune Arezzo (11,21%) per quanto riguarda i soci pubblici, ai quali si aggiungono istituti di credito (13,44%) e altri soci privati (3,99%).

Sandra Bianchi, amministratore unico di Arezzo Fiere

Il cda, al quale venerdì Bianchi ha anche illustrato i risultati ottenuti in questi quattro mesi trascorsi dall’approvazione del bilancio, a partire dalla prospettiva del sostanziale pareggio dello stesso, ha quindi dato il “sì” definitivo alla proposta presentata da Ieg il 28 ottobre, a sipario appena calato su Gold/Italy: Ieg acquisirà beni e diritti inerenti le due manifestazioni pagando una componente fissa di 3.494.000 euro e una variabile fino a un massimo di 956 mila euro, che dipenderà da alcune condizioni legate a OroArezzo 2020. Il totale potrebbe quindi arrivare a 4,45 milioni. A fronte di questo, i due eventi resteranno in Toscana per i prossimi 30 anni e Ieg aprirà un ufficio distaccato ad Arezzo Fiere, per favorire un più stretto contatto col territorio.

Dal canto suo, si legge nella nota ufficiale, «il territorio sarà chiamato a sua volta ad assecondarne le prospettive, tenendo conto dei vantaggi economici garantiti all’economia locale ma prevedendo anche un’attenzione a fattori come la qualificazione della ricettività e della raggiungibilità».

Infine, Ieg non dovrà pagare il canone di concessione per l’esercizio 2020, di 1.144.000 di euro in base all’accordo firmato da Cagnoni Andrea Boldi, al tempo suo omologo di Arezzo Fiere e Congressi, per la gestione delle manifestazioni fino al 2021.

Le cose, però, sono andate più velocemente, anche se decisamente non senza intoppi. La prima proposta irrevocabile di Italian Exhibition Group per la cessione delle rassegne orafe al prezzo di 5,2 milioni di euro – scaduta il 31 gennaio –  non aveva infatti trovato l’approvazione dei soci, portando a forti contrasti in ambito societario, che avevano avuto come conseguenza le dimissioni dello stesso Boldi. Il cda aveva quindi dato mandato a Bianchi di riprendere le trattative, fino al lieto fine di venerdì. Non a caso, nella nota diffusa da Arezzo, si pone più volte l’accento sulla «ritrovata sintonia nella compagine societaria».

La liquidità in arrivo da Rimini – assieme a quelli della vendita alla Regione della collezione “Oro d’autore”, che andrà a costotuire il Museo dell’Oro in centro ad Arezzo – consente quindi di mettere in sicurezza il bilancio dell’ente, da tempo in difficoltà.

OroArezzo, in programma ad aprile, è il salone internazionale che valorizza la migliore produzione orafa Made in Italy, mentre Gold/Italy, appuntamento di ottobre, è diventata dall’anno scorso un “international business workshop” basato su un’attenta segmentazione del prodotto esposto e un’accurata profilazione degli operatori invitati.

Non potrebbe che essere soddisfatto Lorenzo Cagnoni, per il quale questo potrebbe rappresentare solo l’inizio di una più ampia espansione in Toscana. Di recente, infatti, Ieg ha presentato una manifestazione di interesse per Firenze Fiera, al momento accantonata dall’ente fiorentino – come anche quella arrivata BolognaFiere –  in favore di quella firmata Pitti Immagine, che sarà discussa a fine mese. «È un’operazione per i clienti e per il mercato – afferma – Sono anni che sosteniamo il principio della regia unica, molto importante per produrre risultati a Vicenza e ad Arezzo. Abbiamo indicato questo obiettivo sin dall’inizio. Ne abbiamo misurato il valore sul campo in tre anni di concreta collaborazione e oggi abbiamo piena coscienza di compiere un’operazione molto valida sotto il profilo imprenditoriale. La prima con una fiera della Toscana. E auspico possa diventare – naturalmente a patto vi sia corrispondenza di comuni obiettivi – un’operazione di più estesa collaborazione con un più vasto sistema fieristico regionale. Noi siamo molto aperti a verificarne la concreta fattibilità. Chi ci conosce sa che non ci spaventa il fatto di affrontare le questioni in tempi veloci».

Marco Carniello, direttore della divisione Jewellery and Fashion di Ieg

Il risultato non può che far piacere anche a Marco Carniello, direttore della divisione Jewellery and Fashion di Ieg. «Avere sotto lo stesso ombrello i brand leader delle fiere di settore significa orientarli con linearità e chiarezza di posizionamento a tutto favore di aziende e buyer – afferma – Arezzo insiste sul distretto più importante d’Europa per produzione e volumi di oreficeria di qualità. OroArezzo e Gold/Italy sono coerenti con questo background storico e territoriale. Così come coerente con il settore è il loro timing perché gli operatori necessitano di un appuntamento con l’oreficeria in primavera e in autunno in un luogo che li ospita da più quarant’anni, due punti di riferimento per esportare in tutto il mondo, forti e chiari verso buyer giusti attivati grazie a un preciso posizionamento in target».

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dinacci 1280×90