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ICE: Le eccellenze della gioielleria internazionale in vetrina negli Stati Uniti

L’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) attraverso il Piano Sud accompagna le aziende orafe delle Regioni Convergenza alla JA New York di luglio


Una presenza importante, quella del comparto orafo meridionale all’interno del settore italiano della gioielleria: non solo per la quota di export, ma anche per le specificità produttive che esprime
. Un tessuto produttivo composto in gran parte dalle aziende che operano nei due poli orafi – Il Tarì e Oromare – di Marcianise (CE) in Campania e dalle imprese legate alla produzione di gioielli in corallo e cammeo, che fanno capo alla tradizione di Torre del Greco. Anche Calabria e Puglia esprimono diverse peculiarità, con maestri orafi divenuti celebri grazie alla produzione di gioielli per l’ambito religioso e quello dello spettacolo, mentre la Sicilia si è distinta negli anni per la lavorazione del corallo. Di tutta la gioielleria e oreficeria prodotta nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza, una gran parte prende il largo verso gli Stati Uniti (terza dopo Emirati Arabi Uniti e Svizzera): ecco perché il Piano Sud dell’Ice, l’Italian Trade Agency, ha inserito nella prima annualità del proprio programma promozionale la partecipazione collettiva alla fiera JA New York Summer Show, che si svolgerà presso il Jacob Convention Center dal 27 al 29 luglio.


Secondo i dati forniti dall’Ice, a fine 2013 le importazioni di gioielleria negli Usa hanno registrato un totale di 6.83 miliardi di dollari; nello stesso periodo la quota italiana di mercato ha raggiunto il 7,96%, pari a 543 milioni.
In particolare, l’Italia meridionale ha esportato nel 2013 circa 30,7 milioni di euro di prodotti di gioielleria, in crescita rispetto all’anno precedente del 16,9% (26,3 milioni, dati Istat). Il trimestre più significativo è sempre il quarto, trainato dalle vendite per le festività di fine anno. In generale, negli ultimi 10 anni la domanda complessiva di gioielli negli Usa ha registrato una crescita media del 4-5% l’anno.


Per consolidare la presenza delle aziende del Mezzogiorno in questo mercato in ripresa l’Ice ha organizzato la partecipazione delle Regioni Convergenza ad una delle rassegne più antiche dell’offerta Usa. L’iniziativa è organizzata dall’ICE-Agenzia nell’ambito del Piano Export Sud: un sistema strutturato di misure integrate e trasversali, formative e di promozione, per supportare in maniera concreta le economie delle Regioni Convergenza – Puglia, Calabria, Campania, Sicilia. Il Piano utilizza fondi dell’Unione Europea erogati nell’ambito del PAC (Piano Azione Coesione), per un totale di 50 milioni di euro, strutturati dall’ICE in tre Programmi Annuali a favore delle PMI delle regioni obiettivo.

Attiva da 108 anni, la fiera JA, seconda del settore negli Stati Uniti, con una forte presenza di aziende della costa Est, si svolge nel momento ideale del ciclo degli acquisti americano, con una collocazione temporale differente rispetto ad altre rassegne internazionali come Basilea, Vicenza, Las Vegas e Hong Kong.
Si tratta, tra l’altro, della fiera collegata con Jewelers of America,  la più importante associazione dei retailer di gioielleria  negli Usa: saranno 725 gli espositori della prossima edizione estiva, ospitati su una superficie espositiva di circa 100mila metri quadrati che accoglieranno circa 6mila visitatori.

Per ogni azienda, all’interno di uno spazio comune, l’Ice ha previsto postazioni di lavoro attrezzate con una vetrina, un tavolo per gli incontri e un banner che ne renda riconoscibile la presenza. Alla JA di New York, dunque, focus sul gioiello tipico dell’artigianato delle imprese del Meridione d’Italia.  


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