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Ice, il gruppo Richline ad Arezzo per la gioielleria italiana

Da oggi al 27 ottobre la missione della società americana che rientra nel piano Usa: l’iniziativa è gestita in collaborazione con Confindustria Federorafi

Vetrina gioielli

Prende l’avvio in queste ore ad Arezzo la missione di acquisto del Gruppo Richline nell’ambito del Piano Speciale USA dell’Agenzia Ice a favore del settore gioielleria, voluto dal Ministero dello Sviluppo Economico e che annovera nel 2015 accordi con Neiman Marcus e altri importanti nomi della Grande Distribuzione Americana con manifestazioni  che hanno portato i gioielli italiani in vendita in 25 Stati con più di 120 negozi specializzati e 80 aziende coinvolte.

I quattro giorni di incontri b2b al via oggi sono realizzati dall’ICE- Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane in stretta collaborazione con l’associazione Federorafi. Nella missione in corso sono protagonisti anche due importanti retailer, Piercing Pagoda e Zales, coinvolti dal Gruppo Richline, che incontreranno le 51 aziende italiane (sulle 108 che avevano aderito all’iniziativa) selezionate sulla base dell’interesse espresso per la tipologia di produzione dal gruppo statunitense.

Il Richline Group di New York, importatore di gioielli da più di 20 anni, e società del Gruppo Berkshire Hathaway, ha recentemente costituito una divisione “Gioielleria Italiana”. “La divisione Gioielleria di Richline è una realtà che ha preso piede nel 2014 – spiega il suo CEO Dennis Ulrichcon l’obiettivo, condiviso assieme all’Agenzia ICE, di allargare la base di prodotto italiano nelle più grandi catene di retailer statunitensi. L’offerta ed il servizio che Richline può garantire sono senza concorrenza e senza precedenti e per questo ci siamo posti come promotori di questo progetto che vede in questi giorni la prima delle missioni concordate con l’Agenzia ICE e con Federorafi”.

“Il mercato americano della gioielleria – ha sottolineato Riccardo Monti, presidente dell’Agenzia Ice – è stato, insieme a quello dei materiali da costruzione, il più colpito dalla crisi finanziaria del 2007 ed ha rischiato quasi l’estinzione con poco più di 90 milioni di dollari americani di vendite, contro una media di 700 milioni di dollari degli anni precedenti. Segnali di ripresa si sono avuti nel 2012, poi nel 2013 attestandosi di nuovo a 700 milioni di dollari, per giungere nel 2014 a circa 1 miliardo; sulla base dei dati rilevati nei primi 8 mesi del 2015 possiamo dire che quest’anno stiamo andando verso il raddoppio delle nostre vendite”.

“Questa operazione rivolta alla distribuzione Usa – spiega la presidente di Federorafi, Ivana Ciabattiè stata fortemente voluta dal Vice Ministro Calenda ed è tra le più importanti mai realizzate per la gioielleria. Sono state utilizzate oltretutto nuove modalità di approccio e di comunicazione messe a punto con la piena e competente collaborazione degli uffici dell’Agenzia Ice preposti al nostro settore negli Usa ed in Italia. Visto l’elevato numero di adesioni ritengo che sia stato già raggiunto l’obiettivo di riuscire a coinvolgere un sempre maggior numero di imprese, soprattutto Pmi, non ancora presenti o consolidate sul mercato Usa. I segnali di risveglio degli Stati Uniti che, prima della crisi, sono stati la principale destinazione dell’export del prezioso italiano, sono molto incoraggianti e rafforzano le azioni in programma che potrebbero mettere il turbo se, come tutti ci auguriamo, verrà firmato l’accordo di libero scambio Ttip tra Ue e Usa”.

 


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