di


ICE Agenzia, partnership con Amazon e il Made in Italy decolla on line

Presentato anche al Tarì il piano straordinario che prevede per 600 PMI italiane la possibilità di vendere on line all'estero

La presentazione dell’ accordo ICE- Amazon al Centro Orafo il Tarì il 4 luglio

Tappa campana per il piano di  marketing  elaborato in collaborazione con il colosso Amazon. L’obiettivo dell’operazione dI ICE Agenzia è lavorare  a sostegno all’export digitale attraverso la promozione di prodotti realizzati nel nostro paese  sul marketplace  Amazon.it. “Made in Italy”, una vetrina già presente all’interno del portale Amazon, attraverso cui è possibile acquistare prodotti della nostra tradizione.

Al momento presenta prodotti realizzati da artigiani, da imprese di piccole e medie dimensioni e da grandi marchi. L’obiettivo di Ice e Amazon è l’inserimento di almeno 600 nuove aziende potenziali nel portale, di cui 350 nella condizione di zero export (cioè con un fatturato minore di  25mila euro sui mercati internazionali) che si avvantaggeranno gratuitamente per 18 mesi di un flusso aggiuntivo di traffico generato dalle campagne di advertising digitale finanziate dall’ICE, che fornirà visibilità dedicata ai nuovi prodotti tramite banner e pagine specifiche, convogliando traffico verso le aziende beneficiarie.

Per quanto attiene al settore della gioielleria sono ammissibili alla campagna prodotti di Oreficeria, Gioielleria, Bijoux e Orologeria.

Requisiti obbligatori al momento dell’iscrizione sono: possedere almeno 5 diversi prodotti da destinare alla vendita on line, anche in formati differenti appartenenti alle categorie merceologiche accettate; i monili devono essere realizzati totalmente in Italia o aver subito qui l’ultima fase di lavorazione sostanziale; possedere almeno 2 immagini di qualità accompagnate da descrizioni in lingua italiana e straniera in base ai mercati target; avere un sito web attivo; garantire spedizioni espresse nazionali e internazionali, avere una risorsa dedicata almeno 5 ore a settimana per la gestione degli ordini.

Ferdinando Fiore (ICE):
“PMI italiane, la partita si vince sul terreno del “New Retail” e del marketing omnicanale” 

In merito alla nuova iniziativa Ferdinando Fiore, dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo ICE Agenzia, ha dichiarato a Preziosa Magazine che «Un percorso concreto parte dalla digitalizzazione degli strumenti e del proprio marketing domestico internazionale, un primo passo necessario per di arrivare al new retail senza perdere terreno sui nostri competitor».


Secondo i dati di Infocamere e Unioncamere di Marzo 2019 in 10 anni è triplicato il numero degli attori che vendono in rete in Italia, ma rispetto alle medie europee siamo ancora in coda. Perchè il mercato elettronico italiano è più debole rispetto ad altri paesi? 

“Il mercato elettronico in Italia negli ultimi anni ha subito una crescita importante. Nonostante questo siamo decisamente in ritardo rispetto ai competitor, dato che il percorso di digitalizzazione nel nostro paese è ancora molto lento e deve essere completato e rafforzato. Di fatto, l’Italia è 25esima fra i 28 Stati membri dell’Unione Europea secondo il DESI, l’indice ufficiale dell’Unione Europea che misura la digitalizzazione dell’economia e della società, in termini di PMI che vendono online.

Ferdinando Fiore

Resta quindi al di sotto della media rispetto agli altri paesi in termini PMI che vendono online con una quota del 7,9% rispetto ad una media europea del 17,2%. Bisogna sostenere e aiutare le PMI italiane a investire in questo settore e supportarle in tutti gli stadi della loro crescita, dalla formazione alla fase di export, che spesso, in Italia, ha ancora una connotazione molto tradizionale e ancorata ai canali offline. Investire sulla digitalizzazione dei canali distributivi facendo leva sul valore aggiunto dei nostri prodotti, che si distinguono per storia, qualità e autenticità, porterà il digital market italiano a crescere ulteriormente e colmare il gap con i competitor internazionali puntando sull’export.

Alla luce della sua esperienza, quali sono i settori merceologici più forti e appetibili sul mercato on line?  Il gioiello e il bijoux come si posizionano?

L’iniziativa ICE-Amazon prevede l’inclusione di sette macrocategorie: Food, Wine, Fashion, Design, Beauty, Leather Goods e Jewels, declinate poi a livello merceologico per rendere facilmente riconoscibili i prodotti eleggibili per le aziende italiane. Nel caso della gioielleria, si spazia dai prodotti di gioielleria pura, all’oreficeria, alla gioielleria in argento, alla fashion jewellery, alla gioielleria con coralli, cammei e perle fino ad includere l’orologeria. L’esperienza e le statistiche più aggiornate ci confermano che il macrocomparto in assoluto più vincente per le vendite online è quello del total lookL’abbigliamento fa la parte del leone, se si considera che nel 2018 ha coperto oltre 345 dei circa 535 miliardi di dollari registrati per il comparto total look. Il resto tocca i settori delle calzature in seconda battuta, le borse e gli accessori. Riteniamo siano le categorie merceologiche che ugualmente daranno soddisfazioni nel prossimo futuro nell’ambito delle vendite B2C, consapevoli del ritardo dell’imprenditoria italiana nelle vendite online, ma ugualmente vigili rispetto ai positivi segnali di crescita registrati negli ultimi anni. Per fornire alcuni dati a supporto, alla fine del 2018 la quota di export online B2C vale 10,3 miliardi di euro, in aumento del 12%, pur pesando soltanto il 7% delle esportazioni totali dei beni di consumo (circa 147 mld).  Circa il posizionamento del gioiello e del bijoux, dai primi mesi di campagna del progetto ICE-Amazon possiamo già farci un’idea della tipologia di aziende che hanno mostrato interesse verso l’iniziativa.Nello specifico, maggiore entusiasmo è stato riscontrato con riferimento ai prodotti di gioielleria in argento e fashion jewellery, che riguardano oltre un terzo del totale delle adesioni ricevute. Segue la gioielleria ed oreficeria, con numeri non troppi più bassi di adesioni. Più contenuto l’interesse dimostrato dai produttori di gioielleria con coralli, cammei e perle; in ultimo l’orologeria.

Quali saranno in concreto i vantaggi per esse e l’attività che ICE li aiuterà a svolgere?

L’iniziativa, promossa da ICE nell’ambito del Piano Straordinario di promozione del Made in Italy, si inserisce nel quadro di una più ampia promozione dedicata ai canali di distribuzione on line, che ha già visto collaborazioni con i Gruppi Yoox-YNAP, Alibaba, Ocado e Cofco. L’obiettivo è quello di ampliare il bacino di imprese che operano nel mercato globale attraverso i principali canali distributivi online. Il vantaggio principale risiede nella possibilità per le aziende presenti nella vetrina Made in Italy di Amazon di beneficiare per 18 mesi di un flusso aggiuntivo e gratuito di traffico generato dalle campagne di advertising digitale finanziate dall’Agenzia ICE.I mercati di destinazione sono la Francia, la Germania, la Spagna, il Regno Unito e gli Stati Uniti. Sarà quindi data visibilità ai prodotti delle aziende ammesse nella vetrina Made in Italy di Amazon sui siti esteri Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com per portarle a vendere online in questi marketplace.
Non secondaria è l’attività di formazione correlata alla partecipazione, che prevede dei webinar dedicati per le aziende italiane ammesse al progetto con gli specialisti di Amazon, che si rendono disponibili a rispondere direttamente ai quesiti dei partecipanti al progetto. Inoltre, ICE ed Amazon incontrano le aziende durante workshop congiunti: incontri con le aziende sul territorio di orientamento, informazione e formazione.

La presentazione dell’ accordo ICE- Amazon al Centro Orafo il Tarì il 4 luglio


Nel mondo si parla ormai di IA, di Digibot, di software che fanno da personal shopper. Perchè in Italia ci stiamo ancora chiedendo se è il caso di investire in questi strumenti?  ICE punterà anche su questi aspetti in futuro? 

Tutti gli investimenti citati vanno nella direzione del cosiddetto “new retail”. Ormai è obsoleto distinguere i canali tradizionali da quelli digitali: le aziende devono completare una transizione verso il marketing omnicanale in grado di incontrare i propri clienti attraverso molteplici punti di contatto passando indistintamente dall’offline all’online. Il nuovo cliente millennial desidera un’esperienza rinnovata nell’offline: con punti vendita intelligenti e digitali, in grado di garantire funzioni base come il reso in-store, il pick up degli ordini online, il check integrato delle disponibilità di punti vendita e store e-commerce. A questo si affiancano funzionalità ancora più innovative come i camerini intelligenti AI-powered e simili che sfumano sempre di più il confine tra online ed offline. In questo contesto si inserisce l’Italia: entro 4 anni il volume dei ricavi e-commerce aumenterà di 800 miliardi di dollari passando dai circa 2000 del 2019 a 2.800 nel 2023, in una crescita inarrestabile guidata proprio dai quei settori dove il “bello e ben fatto” made in Italy ha molto da offrire. In Italia bisogna intanto investire sulla digitalizzazione delle piccole e medie imprese poiché sono l’ossatura dell’industria italiana esportatrice, che ancora sconta però un ritardo importante in Europa. Solo il 7% delle nostre esportazioni nei soli beni di consumo e food & wine viaggia online, pertanto c’è ancora molto da fare. In questo contesto si inseriscono le proposte concrete del Sistema Italia che con ICE offre alle aziende molteplici opportunità di export digitale sui mercati esteri: i progetti con Amazon, Alibaba, Yoox, Ocado.com e molti altri che stiamo lanciando entro la fine del 2019 sono percorsi efficaci per cominciare a vendere online all’estero nel canale B2C. Una prima risposta operativa e concreta per colmare questo gap ed iniziare ad investire nella distribuzione internazionale facendo leva sull’export.

La Testimonianza:
Lebole Gioielli, il 25 % del fatturato on line è su Amazon

Barbara Lebole

Barbara Lebole: ” Quando Amazon mi ha cercato e mi ha proposto di vendere con loro, nonostante avessi già un e-commmerce avviato dedicato al brand, ho colto l’occasione e ho visto giusto“.

Da circa 2 anni Lebole Gioielli è presente su Amazon.it con un’ampia vetrina di prodotti, e con un discreto successo considerando che il 25% del suo fatturato e-commerce viene proprio dal canale Amazon. “E’ certamente un investimento che non può mancare in un’azienda che voglia ampliare i propri canali di vendita. Il prodotto Lebole è particolare, di nicchia e si rivolge ad un pubblico molto attento al dettaglio e all’accessorio;  in genere il nostro è un cliente affezionato, che ci  conosce molto bene. Nonostante questo, su Amazon, dove il pubblico è meno attento e spesso si imbatte nei nostri orecchini senza approfondirne la storia e la provenienza, le nostre creazioni sono molto richieste;  in modo particolare i modelli della collezione The Circle sono particolarmente attrattivi rispetto ad altre  collezioni Lebole Gioielli per il loro price positioning.

Esperienza di acquisto personalizzata e ecosostenibile con consegne anche di sabato: ecco cosa vogliono i consumatori

Roberto Liscia

Oltre alla  visibilità, il mercato on line di domani impone altri obiettivi sfidanti, come dimostrano i dati presentati dall’ultimo focus su Fashion& Lifestyle curato da Netcomm.

“Oggi, e sempre più in futuro, la chiave della competitività per le aziende che operano nel commercio digitale sta nel rendere sempre più personalizzata l’esperienza di acquisto dei consumatori.Le tecnologie stanno già ridisegnando tutta la filiera dell’industria dell’abbigliamento: il punto di partenza è la previsione della domanda e l’intelligenza artificiale è tra le tecnologie più impattanti nell’industria del fashion retail, grazie alla possibilità di disegnare collezioni e nuovi prodotti sulla base dei dati di tendenze del settore.

Le analisi predittive consentono di mantenere una relazione con il cliente anche dopo l’acquisto, proponendo un’offerta sempre più personalizzata, così come anche grazie a chatbot e assistenti virtuali, in grado di migliorare costantemente l’assistenza al cliente.” Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. “Grazie all’AI ci si aspetta anche di ridurre la percentuale di resi, con impatti energetici evidentemente negativi. I giovani italiani che acquistano online, infatti, sono sempre più esigenti e attenti al tema ecologico: il 53% dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni dichiara di voler ricevere pacchi con incluso il materiale per effettuare il reso e il 39% degli stessi preferisce spedizioni ecosostenibili per ricevere i propri acquisti.”

Intelligenza Artificiale e shopping a misura di cliente costituiranno, dunque, entro  breve tempo,  il vero vantaggio competitivo  e s saranno elementi irrinunciabili per creare e trasmettere al pubblico, sempre più complesso e composito, il valore aggiunto connesso con l’acquisto di un prodotto.


1 commento

  1. Umberto says:

    Ottima iniziativa e collaborazione per il Made in Italy on line con il colosso Amazon…


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Orizzontale AMERICA