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I tesori Piaget delle “Capsule del Tempo” di Andy Warhol in mostra con Time Keepers

Una parte della nostra vita si racconta attraverso cose che tendiamo a conservare per non spezzare il legame con i ricordi. Una pratica abbastanza comune che però acquista tutt’altro valore se a difenderle dallo scorrere del tempo è la stella della pop art Andy Warhol che, con uno spirito diverso, ha dato vita alle “Capsule del Tempo”, comuni scatole di cartone il cui contenuto (foto, ritagli di giornale, lettere, libri, oggetti bizzarri e oggetti d’arte…) diventa anch’esso opera d’arte, una combinazione di informazioni, tra vita privata, lavorativa e pubblica, fondamentale per capire il percorso culturale di quegli anni.

612 scatole riempite a dismisura fino alla sua morte per una collezione indubbiamente sui generis, ora parte del Museo Warhol a Pittsburgh, in Pennsylvania.

Destinare ai posteri la memoria “nascosta” di questa corrente artistica che ha cambiato le regole di vita, oltre che dell’arte, è il fine della mostra londinese “Time Keepers” che porta, per la prima volta, sotto i riflettori i capolavori firmati Piaget, orologi collezionati dall’artista che sono stati inviati via aerea da Ginevra all’Andy Warhol Museum di Pittsburgh e quindi riuniti per una sola notte all’Annabel’s di Londra, oltre a foto, ancora nelle loro buste originali, dell’archivio privato di Yves Piaget delle serate trascorse con Warhol (si incontrarono per la prima volta a New York nel 1979).

Una vera osmosi tra Warhol e Piaget mirata alla conservazione dell’eredità.

Chabi Nouri, AD di Piaget, ha commentato: “È un momento emozionante per Piaget. È importante condividere la storia tra la Maison e Warhol non solo per poterla preservare ma anche perché è altrettanto importante riuscire a creare delle nuove memorie. Vogliamo che la creatività sia sempre al centro di tutto ciò che facciamo.”

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