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«I miei gioielli»

Anello. Frank Stella
Anello. Frank Stella

Perché la passione per l’arte è un vizio che non si puó smettere. Ce lo dimostra Diane Venet, collezionista intrepida di gioielli eccezionali ed unici nati dalle menti vulcaniche degli artisti che hanno attraversato il secolo scorso e di altri, protagonisti del nuovo millennio.

Esposti a Venezia, fino al 12 aprile, al neo museo Vitraria Glass + A Museum, questi piccoli capolavori che includono opere di autori come Picasso, Jeff Koons, passando per Giacomo Balla, Max Ernst, Louise Bourgeoise, Anish Kapoor e Damien Hirst solo per citarne alcuni, raccontano storie uniche e irripetibili, fatte di persone e di attimi speciali. E questo lo sa la collezionista che conta oggi tra i suoi tesori 158 pezzi dall’aura unica ed irreplicabile, dove l’arte si fonda con la vita un binomio inscindibile. Non è più questa l’arte applicata, ma arte essa stessa che si ridefinisce nel microcosmo di un anello o di un bracciale senza perdere la sua aura ed il suo potenziale espressivo.

Non fatico a comprendere la passione di questa donna (ovviamente possibile anche grazie alle facoltose doti familiari) che nasce dalla voglia di bellezza come filtro sul mondo e a sentirla raccontare con enfasi e amorevolezza di questo suo piacere, non posso non pensare a quell’amore filiale di Cornelia che soleva indicare come «i suoi gioielli» i suoi figli. Ma è evidente che nel caso di Diane anche 158 gioielli unici possono essere considerati figli che non avranno mai degli eguali.


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