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I gioiellieri americani chiedono l’ampliamento del Made in Usa

In assenza di attività estrattive dirette, quattro associazioni e il gruppo Richline hanno chiesto alla FTC di considerare statunitensi anche i gioielli con metalli raffinati nel paese

Hanno chiesto alla Federal Trade Commission (FTC) un parere consultivo per il riconoscimento del Made in Usa anche per quei gioielli realizzati, negli Stati Uniti, con metalli riciclati: a farlo, il gruppo Richline e quattro associazioni di categoria (il Jewelers Vigilance Committee, la Manufacturing Jewelers and Suppliers of America, la Jewelers of America e la American Gem Trade Association).

Lo standard individuato dalla FTC perché un prodotto sia pubblicizzato come “Made in Usa” è che debba essere “interamente o quasi interamente” realizzato negli USA. L’espressione originale è “all or virtually all” e significa che tutte le parti principali e la loro trasformazione siano di origine statunitense. Per i prodotti in metallo può essere molto difficile giustificare tale affermazione, dal momento che, sostengono le associazioni, gran parte del metallo utilizzato nella produzione di gioielli è stato estratto in paesi stranieri ed è generalmente impossibile determinare la fonte originale di un metallo dopo che è stato raffinato o fuso.

Ecco perché le associazioni e Richline hanno chiesto alla FTC di consentire che i prodotti in metallo riciclato siano pubblicizzati come “Made in USA”. La richiesta di parere consultivo si basa sul fatto che, una volta riciclato, il metallo inizia un nuovo ciclo di vita, con una nuova origine in questo paese – indipendentemente da dove è stato originariamente estratto. Se la richiesta fosse accolta dalla FTC, i venditori potranno utilizzare l’etichettatura se il metallo è stato riciclato in una raffineria nazionale.


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