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I gioielli Amlè sposano la cultura con la collezione “Palcoscenico”

Il Massimo napoletano ha aperto le porte all’artigianato. Quello che nasce dalle mani esperte e dalla fantasia di persone che credono nel loro lavoro. Ieri 8 febbraio, al Memus, museo e archivio storico del Teatro di San Carlo, con sede al Palazzo Reale, alla presenza di pubblico e stampa, è stata presentata la collezione “Palcoscenico” griffata Amlé.

Il corno è la materia principe di tutte le creazioni del brand campano ma per l’occasione le sue mille sfumature di colore si sono accostate a deliziose miniature capaci di infondere in ogni gioiello l’essenza dell’opera a cui sono ispirati.

Un momento della presentazione

In queste rielaborazioni entrano in ballo anche speciali ritagli di stoffa, avanzi della lavorazione dei costumi teatrali realizzati da Giusi Giustino, direttore della sartoria del Teatro di San Carlo.

Per la presenza di questi dettagli, già a prima vista orecchini, bracciali, collane e anelli nell’immaginario riportano alla mente capolavori come “Cavalleria Rusticana”, “I Pagliacci”, “Semiramide”.

Ma la fantasia di Marisa Angelucci, mente creativa di Amlé, ha saputo andare oltre trasformando in gioiello anche il logo dell’archivio storico del teatro. È così che è nato un originale e raffinatissimo medaglione traforato proposto in più versioni in dimensioni diverse.

Un momento della serata

La collezione “Palcoscenico”, mix di cultura e bellezza, resterà in mostra fino a fine marzo.

Lo staff Amlé

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