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I finanziamenti dei soci sotto la lente del fisco

Occhio ai finanziamenti in contanti effettuati dai soci a beneficio dell’azienda : se non sono sufficientemente motivati e proporzionati ai ricavi può scattare la presunzione che si tratti di proventi occultati per sottrarli alla tassazione, con il conseguente accertamento fiscale.

Lo afferma una recente sentenza della Cassazione (N. 16797 del 5 luglio 2013) la quale ha annullato i verdetti di assoluzione del contribuente precedentemente emessi dalle commissioni provinciale e regionale, rinviando il processo a quest’ultima.

La vicenda è questa : l’Agenzia delle Entrate aveva considerato come ricavi non fatturati dall’azienda alcune anticipazioni in contanti ricevute dai soci, pari a circa 80.000 Euro – anche in considerazione di alcune difformità rilevate nel valore delle rimanenze e del non adeguamento agli studi di settore.

Le Commissioni di primo e secondo grado avevano entrambe accolto il ricorso del contribuente.

L’Agenzia delle Entrate aveva proposto ricorso in Cassazione sulla base delle seguenti motivazioni:

  1. Assenza di deliberazione degli organi sociali in merito al finanziamento;
  2. L’entità degli apporti appariva non coerente rispetto alle situazioni patrimoniali dei soci, e del tutto sproporzionata rispetto al modesto risultato d’esercizio.

La Cassazione ha accolto le argomentazioni dell’Agenzia, sottolineando come i giudici di primo e secondo grado non abbiano valutato adeguatamente le predette circostanze.

Il senso di tale vicenda giudiziaria è il seguente : le operazioni finanziarie condotte dai soci in rapporto alla propria società devono essere giustificate sia sul piano formale (mediante deliberazioni degli organi sociali) che su quello sostanziale, in rapporto alle attività aziendali. Ogni intervento non proporzionato ai dati fondamentali del bilancio, quali il fatturato o gli utili, può dare adito alla presunzione che si tratti di operazioni mirate ad occultare utili o a falsare per altri fini la situazione finanziaria aziendale. Pertanto, ogni operazione straordinaria, anche in una piccola società, va valutata con la massima attenzione e messa in rapporto, per valutarne la congruità, con tutti gli elementi essenziali del bilancio aziendale.


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