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Human Space Identity – Parcours Bijoux 2020

In mostra quattro artiste e designer italiane del gioiello di ricerca

Simona Materi, Un Wearable Landscape, necklace and bracelet, 2013

In occasione di Parcours Bijoux 2020, dedicato alla creazione di gioielli contemporanei, Adornment – Curating Contemporary Art Jewelry (progetto curatoriale integrato dedicato al gioiello contemporaneo, fondato da Ilaria Ruggiero) presenta HUMAN SPACE IDENTITY, quattro artiste e designer italiane del gioiello di ricerca in mostra:

Laura Forte, Rubber 1a 2020

Laura Forte:il suo lavoro è totale astrazione delle forme e del pensiero. Di estremo minimalismo geometrico la serie Utopia che enfatizza il valore simbolico delle forme e la loro combinazione in giochi di perfezione metafisica. Contraltare della realtà che ci trasporta caoticamente nel flusso continuo della materia;

Letizia Maggio, A hundred silent ways, necklace soltanto, 2020

Letizia Maggio:attraverso l’utilizzo di mezzi e tecniche differenti, abbandona quasi definitivamente l’inserimento di metalli, o materiali preziosi, e si concentra sulla stampa fotografica su tela delle foto di Alice Brazzit, il cui contributo visionario e poetico permette di immergersi – letteralmente – in questo spazio fluido e senza confini in cui le voci e personalità delle artiste si fondono insieme invitando così ad abitare una nuova dimensione umana;

Simona Materi, Un Wearable Landscape, pendant, 2013

Simona Materi: vede nel paesaggio e nel corpo luoghi d’indagine complementari e interconnessi. Ne indaga il ritmo, la vitalità, l’espressione organica, nel tentativo di individuare quel nesso originario e primordiale che connette gli esseri viventi. Come il progetto ‘Absorption’ iniziato nel 2016 con la creazione di un video che rappresenta in modalità grafica le acque calme di un lago che frequenta fin da bambina, da cui nasce poi un collare oversize in plexiglas;

Francesca Mazzotta, Plastic Identity brooch 2, 2020

Francesca Mazzotta:utilizza normalmente estetiche e colori tipici della terra barocca cui appartiene – cartapesta leccese, bianco e oro-, ma in questa occasione approfondisce il tema della salvaguardia del territorio e dell’ambiente dal degrado. La nuova serie ‘Identità di Plastica’ deve il nome alla composizione originale di materiali preziosi e oggetti di plastica ritrovati sulle spiagge, che danno vita a piccoli spazi di riflessione invitando al rispetto.

Raquel Bessudo, From what I remember I, 2019

In contraltare la messicana Raquel Bessudo: in aggiunta alle sue creazioni più tradizionali, in cui la tipica dimensione intimista richiama i temi dell’infanzia, presenta La Bestia, un lavoro che disegna il profilo del confine tra Messico e Stati Uniti. Il nome deriva dal treno merci che valica proprio quel confine, a cui migliaia di disperati si aggrappano per passare la frontiera.

Obiettivo dell’esposizione è mettere in discussione i concetti di appartenenza e identità – esistenziale, sociale e liminale: quanto e in che modo lo spazio, inteso come luogo geografico, politico, culturale, simbolico, circoscritto, influenza la nostra identità e modo di essere? È possibile definire il confine, trattato qui come soglia tra il sé e gli altri, individuale e collettivo, della nostra esistenza? La mostra metterà in scena le differenti visioni e interpretazioni di questa relazione, multipla e cangiante, tra lo spazio e l’identità, declinata in varie forme e linguaggi.

L’appuntamento è alla Galerie Sophie…etc !, un luogo di incontro intorno ai gioielli contemporanei dove dal 16 al 31 ottobre saranno presentati gli esiti derivanti dalle ricerche delle artiste che, in modo corale e specifico, ragionano sul tema dell’identità in relazione a quello dello spazio, sviluppando percorsi concettuali distinti e utilizzando linguaggi differenti.

www.adornment-jewelry.com

 


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