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Hong Kong. JGF corre ai ripari: lanciato un sostanzioso programma di incentivi per i buyers

Si teme il peggio? Forse sì ma la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, si è detta pronta ad annunciareil ritiro formale della proposta di riforma della legge sull'estradizione. Alta l'attenzione del comparto orafo per il futuro economico dell'hub asiatico

Mare mosso alla prossima fiera di Hong Kong. La sommossa popolare, ancora in atto, mina la buona riuscita dell’evento. Con questo scenario, la Hong Kong Jewellery & Gem Fair (JGF), in programma dal prossimo 16 settembre a mercoledì 18, corre ai ripari incentivando le presenze dei visitatori con due importanti iniziative promozionali a loro dedicate: una massiccia campagna di telemarketing tesa a raggiungere i 50mila acquirenti di tutto il mondo; 10mila pernottamenti gratuiti in albergo, destinati ai compratori segnalati dagli stessi espositori – ognuno può indicare tre nominativi – che offrono la possibilità di usufruire di due notti consecutive nel periodo fieristico.

Lo scenario politico è noto a tutti: Hong Kong rivendica la propria autonomia rispetto al governo cinese ma Pechino non intende cancellare definitivamente l’emendamento alla legge sulle estradizioni. Nello specifico sarebbe questa la motivazione che ha scatenato la violenza che da settimane viene raccontata dai media. Più realisticamente, il caos dell’ex colonia britannica, centro della finanza internazionale, è provocato dal mancato rispetto dei diritti civili.

Siamo distanti 9mila chilometri e più dal paese asiatico ma l’eco della massiccia manifestazione contro il governo sta scuotendo ogni angolo del pianeta, con inevitabili ricadute. È emblematico il caso del colosso americano Tiffany & Co. che, dopo anni di crescita, la semestrale 2019 ha registrato un calo del 3 per cento attribuito dalla governance americana anche alla crisi asiatica.

Si teme il peggio? Forse sì se non si avranno cambi di rotta. Secondo quanto pubblicato dal sito asianews.it a firma del commentatore politico e giornalista Willy Lam, la Cina non interverrà militarmente prima dell’inizio di ottobre, ovvero, prima che prenda il via la mega celebrazione per i 70 anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

Una supposizione più che attendibile se si tiene conto che il presidente Xi Jinping, per nessuna ragione al mondo, manderebbe all’aria la cerimonia. Per ora, il delicato equilibrio è assicurato dalle forze dell’ordine che reprimono qualsiasi tentativo di sommossa, pronte a riportare disciplina con ogni mezzo.

Carrie Lam, governatrice di Hong Kong

È notizia di oggi che segnali di pace arrivano dalla governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, che, come si legge sul South China Morning Post, si dice pronta ad annunciare, forse in giornata, il ritiro formale della proposta di riforma della legge sull’estradizione.

 

 

È tanta l’amarezza tra gli operatori orafi che, come ogni anno, riponevano nell’appuntamento settembrino le loro aspettative commerciali autunnali. Non resta che attendere l’evolversi degli eventi.


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