di


Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show: in scena la quinta edizione

«Hong Kong si conferma hub privilegiato non soltanto per la Cina continentale, ma anche per tutta l’area del Sud-Est asiatico» Gianluca Mirante Direttore Italia, Hong Kong Trade Development Council

Torna con la sua doppia formula la fiera di Hong Kong organizzata dall’Hong Kong Trade Development Council – HKTDC che si svolge ogni anno a cavallo tra febbraio e marzo: dal 27 febbraio al 3 marzo, appuntamento con la quinta edizione dell’Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show all’Asia World Expo; e dal primo al 5 marzo con la 35esima edizione dell’HK International Jewellery Show, all’Hong Kong Convention and Exhibition Centre. Un’unica grande fiera divisa in due location che fa confluire da un lato produttori di gioielli, gemme, diamanti e perle, e, dall’altro, buyer da ogni parte del mondo. Torna anche per la prossima edizione l’iniziativa “Small Orders”, con cui la fiera aggiunge ai tanti canali di promozione anche quello e-commerce, grazie a vetrine collocate lungo il percorso espositivo che tramite un QR Code connettono il visitatore ad una pagina web da cui l’azienda può gestire contatti e ordini. Uno scenario di business che si preannuncia particolarmente positivo per il 2018, come spiega Gianluca Mirante, Direttore Italia, Hong Kong Trade Development Council.

GIANLUCA MIRANTE-min
Gianluca Mirante

Ci troviamo di fronte a una rivitalizzazione dell’economia, stando al fermento che registriamo con l’avvicinarsi della fiera. Lo scenario sta cambiando, e anche il comparto retail è pronto a nuove sfide. Tra l’altro, Hong Kong si conferma hub privilegiato non soltanto per la Cina continentale, ma anche per tutta l’area del Sud-Est asiatico: di recente, infatti, il governo di Hong Kong ha siglato un nuovo accordo con i paesi Asean”.

Hong Kong, dunque, è ancora un mercato imprescindibile per la gioielleria?

Senza dubbio. I trend puntano ancora in questa direzione, per i beni di consumo in generale, ma soprattutto per la gioielleria. Le condizioni agevolate del paese – no Iva, no dazi doganali, no tasse sul lusso – fanno convergere in fiera un numero elevato sia di espositori sia di visitatori. All’edizione 2017 abbiamo avuto 4400 aziende e 85mila buyer”.

Quanto ha investito negli anni HKTDC su questo evento?

L’HKTDC è un’agenzia semigovernativa del governo di Hong Kong e sempre più massicci sono stati gli investimenti sull’evento dedicato alla gioielleria, che costituisce una voce importante dell’economia locale. Oltre a puntare sul rinnovo degli allestimenti e le suddivisioni per tipologia di prodotto, gli sforzi sono andati anche nella direzione di migliorare la qualità dei buyer: abbiamo 40 uffici in tutto il mondo, ciascuno dei quali ha un budget da destinare alla selezione dei migliori compratori da accompagnare in fiera”.

Quanto pesa l’Italia all’interno della fiera?

Dal Belpaese arriva un numero sempre maggiore di richieste di espositori. Da questo punto di vista, negli ultimi anni l’HKTDC ha saputo bilanciare le due anime del sourcing e del marketing. Sotto l’aspetto organizzativo, abbiamo il forte sostegno dell’agenzia ICE, che accompagna in fiera un numero elevatissimo di aziende italiane; di IEG Italian Exhibition Group, che ci dà supporto per l’area macchinari con T-GOLD+ Mets. Quanto ai visitatori, è da ricordare la massiccia delegazione organizzata da Federpreziosi Confcommercio. La partecipazione italiana a Hong Kong è frutto della grande sinergia di tanti soggetti”.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *