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Hong Kong, ancora una volta patria del gioiello

 

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Hong Kong, una città in costruzione, in perenne divenire, con le gru che nella miriade di cantieri non conoscono riposo. Eppure quell’immagine stereotipata di un posto combattuto tra sfarzo e povertà, tra pubblicità che ammiccano al mondo occidentale e impalcature di bambù non trova smentite. In settembre tutto questo è tenuto insieme da un filo prezioso che collega poli opposti di questa realtà.

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Sono le fiere della Hong Kong Jewellery & Gem Fair (Awe 16-20 sept Hkcec 18-22 sept) dove si incontrano il saper fare artigianale, le tradizioni, gli stili e le eccellenze di tutto il mondo orafo. L’una è dedicata allo “smontato”, ovvero, a quei componenti che diventano poi collier, orecchini, spille, anelli e tutto quanto, dalle piccole carature a cifre da capogiro, che incantano nelle gioiellerie. Per visitare l’Asia World-Expo bisogna raggiungere la zona aeroportuale. Qui tra l’offerta di pietre preziose un posto di primo piano spetta ai coralli e ai cammei che l’Italia, o meglio, Torre del Greco presenta nelle sue innumerevoli varianti, lavorazioni e creazioni che l’hanno resa famosa in ogni angolo della terra. Nell’altra sezione della fiera, presso l’Hong Kong Convention & Exhibition Centre, brillano gioielli che devono il loro valore, prima ancora che alle materie  prime, alla professionalità e alla creatività tutta italiana.

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In entrambe le fiere il via vai di avventori di ogni nazionalità, ma principalmente con gli occhi a mandorla, affolla i corridoi illuminati a giorno. Creazioni di oggi, certo, ma anche proposte vintage per non mancare di nulla. Ma restano il corallo – grezzo, semilavorato o in forma di oggetti pregevoli, ed i cammei ad attirare l’attenzione, per qualità e fantasia. L’appuntamento con le fiere asiatiche si rinnoverà a marzo. Un nuovo jet lag per un nuovo incanto.


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