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Internazionalizzazione, HKTDC: nuove opportunità per le aziende orafe italiane

Mirante: “Continueremo a organizzare missioni di buyer che vengono a Hong Kong, rafforzando il servizio di business matching”. Carniello (IEG): “In futuro non ci saranno eventi solo virtuali, perché gli stessi buyer hanno bisogno intervallare contatto digitale a fisico”.

Fiere, la ripartenza è multichannel, in attesa di capire tempi e modalità per tornare a quelle fisiche. Del futuro delle realtà fieristiche, non solo italiane, si è parlato nell’ambito del webinar “Fiere e opportunità per le aziende orafe italiane post Covid-19”, organizzato da Hong Kong Trade Development Council (HKtdc), Camera di commercio di Arezzo, Italy Hong Kong Business Association, Consulta nazionale dei produttori orafi argentieri gioiellieri, che ha visto confrontarsi Marco Carniello e Adelaide Ruzzi di Ieg, Gianluca Mirante, May Wong e Wilson Ng di HKtdc, Giordana Giordini, presidente della Consulta orafa di Arezzo, Gabriele Veneri, presidente degli orafi di Cna Arezzo e Chiara Petrò di Ice, Massimo Guasconi e Marco Randellini, rispettivamente presidente e segretario della Camera di commercio. A moderarli Giovanni Cappietti, dello studio omonimo.

Al centro delle analisi il dopo lock down, soprattutto per quanto riguarda l’ambito fieristico, che deve ora coniugare il supporto alle imprese che vogliono ripartire e per farlo hanno bisogno di incontrare i clienti, e la necessità di garantire la sicurezza, facendo i conti con una situazione di mercati e trasporti ancora bloccati, come sanno bene i due soggetti fieristici, che hanno dovuto entrambi rinviare le proprie manifestazioni all’estate e ora stanno guardando all’evolversi del contesto nazionale e globale.

“Come fiere dobbiamo essere flessibili. Continueremo a organizzare missioni di buyer che vengono a Hong Kong, rafforzando il servizio di business matching”

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Gianluca Mirante, direttore Italia di HKTDC

«In questi mesi – sottolinea Mirante, direttore di HKtdc Italiaabbiamo ricevuto tante richieste di aggiornamento da aziende che volevano capire come muoversi per la vendita. Come fiere dobbiamo essere flessibili. Continueremo a organizzare missioni di buyer che vengono a Hong Kong, rafforzando il servizio di business matching, che è quello che ci chiedono tutti gli operatori, abbiamo aumentato gli incentivi di quasi il 40% e stiamo facendo leva sui nostri 50 uffici nel mondo, su quelli governativi e sulle camere di commercio, riprogrammando fiere. Il servizio online di business matching del resto è attivo già da inizio anni Novanta e stiamo potenziando sempre di più la commistione online-offline».

“Credo che le vendite retail torneranno normali nel secondo semestre, visto che il 2020 è anche un ottimo anno per i matrimoni”.

Ai suoi colleghi è stata affidata l’analisi della situazione cinese, per la quale segnali positivi sono arrivati dalla “Golden week” di vacanza di inizio maggio, in cui «molte persone sono uscite per viaggiare e fare shopping – come sottolinea WongLa catena di gioielleria Chow Tai Fook Jewellery ha riaperto il 90% dei negozi (altrettanti erano stati chiusi in febbraio) e Luk Fook ha aumentato le vendite ad aprile e lanciato un suo brand di alta gamma. Credo che le vendite retail torneranno normali nel secondo semestre, visto che il 2020 è anche un ottimo anno per i matrimoni».

Per quanto riguarda le fiere orafe previste per il 3-6 agosto, oltre alle iniziative legate ai buyer e al matching con le aziende, il Governo ha anche previsto un sussidio che per le aziende equivale a uno sconto del 21,5%. «Un’occasione che le aziende italiane non dovrebbero perdere», sottolinea Wong.

Passando all’online, invece, Ng ha illustrato a piattaforma jktdc.com sourcing, sulla quale sono presenti 8.600 fornitori di gioielleria sui 130mila totali e 2 milioni di buyer, con oltre 5 milioni di visite mensili e più di 24 milioni di contatti d’affari generati annualmente. Qui ad aprile si è svolta “Spring virtual expo” e a giugno si terrà una “Campagna su gioielli e orologi” per «aumentare la visibilità degli espositori alle nostre fiere».

“Stiamo facendo una grande attività di monitoraggio per capire come gestire i prossimi eventi”

Marco Carniello

In Italia Ieg sta invece analizzando attentamente la situazione in vista di OroArezzo, prevista per fine luglio e VicenzaOro di settembre. «In questo momento servono positività e flessibilità ma anche cautela – afferma Carniello, direttore della divisione Jewellery and Fashion – Non abbiamo voluto accelerare sulle decisioni, perché ci sono troppe variabili che cambiano in fretta. Aspetteremo fino ai primi di giugno per valutare tutti i parametri. Stiamo facendo una grande attività di monitoraggio per capire come gestire i prossimi eventi, considerando tre elementi: le policy governative, che definiscono il nostro campo di azione; l’operatività dei voli e l’apertura delle frontiere, con contatti strettissimi con le compagnie aeree internazionali, l’82% delle quali non dà comunicazioni ufficiali né sulla riapertura dei voli né su quando potrà dare informazioni successive, anche se qualche segnale verso una rapida evoluzione c’è; la buyers confidence, cioè quanto gli operatori abbiano voglia e necessità di raggiungerci».

Tra gli strumenti messi in campo da Ieg, accanto al piano riguardante la sicurezza, c’è senz’altro la tecnologia. «Da tempo – continua – le fiere si stanno evolvendo velocemente, anche noi lo stiamo facendo. Stiamo puntando su una piattaforma business matching, che Ieg utilizza da tempo per altri eventi, come il Ttg e è partito lo stretching digitale degli eventi fisici online, come i webinar che stiamo proponendo con il Museo del Gioiello, Trendvision e Cibjo, per portare poi gli operatori a incontrarsi a VicenzaOro. In futuro non ci saranno eventi solo virtuali, perché gli stessi buyer hanno bisogno intervallare contatto digitale a fisico, ma le due esperienze si affiancheranno».

“Il distretto orafo sta richiedendo fortemente le fiere e vorrebbe la OroArezzo tradizionale, con presenza totalmente fisica, ma le aziende si stanno rendendo conto che non è possibile, perché è cambiato il modo di lavorare”.

Adelaide Ruzzi

Questo lavoro sarà già messo in campo a partire da Arezzo, come racconta Ruzzi, dell’ufficio toscano di Ieg. «Il distretto orafo sta richiedendo fortemente le fiere e vorrebbe la OroArezzo tradizionale, con presenza totalmente fisica, ma le aziende si stanno rendendo conto che non è possibile, perché è cambiato il modo di lavorare. Ieg ha creato una prima opportunità con “OroArezzo stage”, offrendo alle aziende espositrici uno shooting fotografico, con una decina di foto e due video da inserire nel sito dell’evento per iniziare un dialogo coi buyer. Utilizzeremo una sofisticata tecnologia che permetterà di riprodurre il gioiello a 360° in 3D e a dimensioni reali. In fiera le stesse immagini potranno essere mostrate al cliente durante una videochiamata, collegando l’attrezzatura al computer. È il primo step per educare gli espositori a usare la tecnologia».

“Il sistema fieristico deve fare un lavoro forte nei confronti dei governi per agevolare la partecipazione delle aziende”

Giordana Giordini

Il bisogno delle aziende di mostrarsi in fiera è del resto sottolineato sia da Giordini che da Veneri, che fa appello al sistema fieristico «che deve fare un lavoro forte nei confronti dei governi per agevolare la partecipazione delle aziende. Purtroppo il momento d’incertezza, anche nei confronti dei risultati, può portare molti a pensare di non partecipare, mentre è il momento di farlo e di promuovere le fiere».

 


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