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Hermès, primo trimestre a +12,8%. A trainare la crescita gioielli e mercati asiatici

In calo solo il segmento orologi (-5%); aumento delle vendite a due cifre anche in Europa, grazie ai turisti cinesi, e negli Stati Uniti

Non c’è crisi per il lusso: è in crescita del 12,8 per cento a cambi costanti il fatturato del gruppo Hermès relativo al primo trimestre 2013 con balzo dei ricavi del 10,3 per cento. Una cifra di 856,8 milioni di euro spinta soprattutto dal segmento accessori e gioielli, mentre fa un piccolo passo indietro l’orologeria (-5 per cento). È ancora nel mercato asiatico la risposta alle vendite (+17 per cento) – quello giapponese (+7%) è l’unico mercato ad essere salito solo ad una cifra – ma stavolta torna in pista anche l’Europa, grazie al flusso turistico soprattutto di clienti cinesi.

Nel Vecchio continente infatti è stato registrato un progresso delle vendite del 12 per cento a cambi costanti contro il 14 per cento dell’Asia e l‘11,1 per cento relativo al mercato americano. Ottimi i risultati dei primi tre mesi dell’anno, doppi rispetto a quelli del colosso del lusso Louis Vuitton che possiede il 23 per cento del capitale del marchio.

Balzo in avanti, tra le categorie merceologiche, dell’abbigliamento e degli accessori (+18%) che decreta il successo del direttore artistico Christophe Lemaire. Anche l’arte della tavola e la gioielleria di Hermès sono cresciute (+49 per cento).  Tuttavia, nonostante il buon risultato che batte anche le attese degli analisti, il gruppo registra un ritmo di crescita lento trimestrale più lento dal 2009 a questa parte, soprattutto a causa dei cambi sfavorevoli. Intanto a Parigi il titolo sale di oltre un punto percentuale.


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