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Hermès, boom dei ricavi grazie a Americhe e Asia: la bigiotteria cresce del 40%

Il retail a +16,7% va meglio del wholesale: intanto prosegue la battaglia legale con il gruppo LVMH che ne detiene il 22,6 percento

Ricavi per 1,767 miliardi di euro per Hermès: si chiude con un’ottima performance il primo semestre per il marchio di lusso, +11% a cambi correnti (+14,4% a cambi costanti). Nel secondo trimestre ricavi pari a 910,4 milioni di euro e retail meglio del wholesale, rispettivamente +16,7% e +12,9%: risultati talmente incoraggianti che potrebbero far superare l’obiettivo di crescita addirittura del 10%.

Il boom delle vendite è piuttosto omogeneo ma un ruolo centrale lo occupano Americhe ed area asiatica a +17% (escluso il Giappone), malgrado il rallentamento cinese dove la debolezza dello yen ha penalizzato i ricavi  di 53 milioni; a seguire l’Europa a +14%. Alto il risultato della Francia, +13%. In prima fila tra i prodotti il ready-to-wear e gli accessori delle collezioni spring/summer 2013 (+21%). La pelletteria cresce del 10% (780 milioni nel primo semestre): saranno perciò ampliati gli ultimi due stabilimenti produttivi inaugurati, Isère e Charente-Maritime.

Tra i tanti segmenti del marchio una voce significativa la occupa il settore jewellery a +40%: unica voce con il segno meno gli orologi, che segnano una lieve discesa dell’1%. I profitti operativi del marchio saranno comunicati il 30 agosto.

Intanto prosegue il braccio di ferro contro l’azionista Bernard Arnault, patron del colosso del lusso Lvmh: la Autorità des Marchés Financiers (Amf) ha inflitto al gruppo una sanzione pecuniaria di 8 milioni di euro per “violazione degli obblighi informativi riguardo la propria presa di partecipazione nel capitale di Hermès”. Nel 2010 infatti Lvmh aveva annunciato di detenere il 17,3 percento del capitale della società francese, quota poi arrivata al 22,6 percento. Secondo l’Amf, il comportamento del gruppo – che si è astenuto dall’informare il mercato rispetto a questa operazione – nasconderebbe una scalata al capitale. Lvmh ha fatto ricorso in appello contro la sanzione.

 


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