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Gucci-Guess, la sentenza del Tribunale di Milano: “Nessuna confusione tra i marchi”

Dopo quattro anni di battaglia i giudici italiani si pronunciano a favore della società americana. Il marchio fiorentino annuncia appello

Quattro anni di battaglia legale e il secondo capitolo si chiude oggi: la Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Milano, in una sentenza di 83 pagine, ha rigettato le domande proposte dalla società fiorentina Gucci contro il marchio Guess. Il brand fiorentino nel 2009 aveva citato in giudizio la Guess Italia (parallelamente a un’azione legale intrapresa a New York e successivamente anche a Parigi e a Nanjing, Cina) con l’accusa di aver creato una premeditata attività di contraffazione di alcuni suoi marchi distintivi.

In prima istanza dunque il Tribunale italiano si è pronunciato a favore di Guess, ma Gucci ha già annunciato che farà appello contro la decisione. La causa di Milano aveva ad oggetto contestazioni simili a quelle dibattute avanti la Corte newyorchese, riguardanti pretese contraffazioni ed asseriti atti di concorrenza sleale. Il processo americano si è concluso nel 2012 con il riconoscimento di un risarcimento a favore di Gucci (4,6 milioni di dollari, di molto inferiore alla richiesta di 220 milioni: di fatto è stata riconosciuta la violazione dei marchi, ma non le mancate vendite) e l’inibitoria all’utilizzo di alcuni dei loghi contestati a Guess.

Di segno opposto la sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano, che ha respinto le domande di Gucci. In particolare, si legge in una nota diffusa da Guess, ha “dichiarato la nullità di alcuni dei marchi di Gucci aventi ad oggetto il cosidetto “diamond pattern” con logo “G” ed il disegno “Flora” ed ha escluso qualsiasi diritto di esclusiva di Gucci sul logo cosidetto “square G”. In particolare, la nullità riguarda 3 marchi italiani, 2 marchi comunitari e 2 marchi internazionali estesi all’Unione Europea”.

“Il Tribunale ha riconosciuto – si legge ancora nella nota – che il disegno a diamante con logo “4G” di Guess (anche nella versione con singole “G” agli angoli delle losanghe) – oggetto di una delle principali contestazioni di Gucci – “non ha nulla a che vedere” con il disegno a doppie “G” invertite e contrapposte di Gucci”.

“Guess continuerà a difendere con forza i propri diritti di marchio e di libera concorrenza – ha dichiarato Paul Marciano, amministratore delegato di Guess. La tattica di Gucci è stata arrogante. Grazie alle sue immense risorse, facendo forum shopping in tutto il mondo, ha cercato di fermare l’espansione globale di Guess ed il suo successo nel business degli accessori di moda. Ciò è profondamente sbagliato e irragionevole. Nella moda ci sono dei trend generali che la stessa Gucci segue, così come chiunque altro nel settore; sotto questo profilo, Gucci non è diversa da Guess”. Marciano aggiunge infine: “Secondo il mio punto di vista, 3 anni di battaglia legale a New York e 4 anni a Milano sono il risultato di un imponente ed inutile contenzioso che poteva essere facilmente risolto con una semplice telefonata, che Gucci non ha mai fatto”.

Gucci, dal canto suo, esprime “forte disaccordo con la decisione del Tribunale di Milano”, che ha “omesso di considerare come l’uso da parte della Guess di marchi simili a quelli della Gucci determini un indebito e parassitario agganciamento ai marchi stessi e in generale all’immagine del marchio fiorentino” e annuncia ricorso in appello.


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